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Lunafasia

di L. Lodi (prefazione di E. Lazzarini)

Il fantasy ambientato in una struttura per anziani vincitore dell’VIII edizione del Premio letterario Angelo Zanibelli

 

 

20,00

34 disponibili

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Lunafasia

La magica notte di un OSS di Luca Lodi

Editrice Dapero 2019
ISBN 9788894126372
pagine: 176

Lunafasia è la storia di un OSS che assiste a un prodigio. In un turno di notte come tanti, grazie alla magia della Luna Blu, tutti gli anziani della Casa di Riposo in cui Camillo lavora tornano a essere giovani. Tra loro, il posto d’onore spetta a Clotilde, che non è solo un’anziana affetta da afasia, ma è prima di tutto una persona con una storia, un carattere e una profonda umanità. Sarà infatti lei che – una volta ringiovanita e ritrovato il potere della parola – farà notare a Camillo tutti i limiti che risiedono nel sistema organizzativo della struttura.

Questo intreccio narrativo coinvolgente, unitamente alle schede di approfondimento che chiudono il libro, rende Lunafasia un «romanzo formativo» potente, che può guidarci verso un cambiamento di prospettiva, per andare oltre i preconcetti di cui tutto il mondo delle RSA è vittima.

 

PREMIO ANGELO ZANIBELLI 2020

Blog e giornali dicono del libro:

 

Luca Lodi, autore di Lunafasia, ha scelto di donare al mondo sociosanitario alcuni suoi racconti che narrano i vissuti di operatori e anziani in questo delicato frangente, di fronte all’emergenza CORONA-Virus. Puoi scaricare direttamente i PDF integrali dei racconti riportati qui sotto. Buona lettura!

1 – Dove si scende?
2 – La Sintesi
3 – Il Giusto Tempo

2 recensioni per Lunafasia

  1. Sara Lamonaca (proprietario verificato)

    Mi piacerebbe condividere le mie riflessioni sorte dopo aver terminato la piacevole lettura di “Lunafasia”…

    Mi chiamo Sara, ho 18 anni e 2 anni fa ho avuto l’indimenticabile opportunità di svolgere lo stage in una struttura per disabili (CDD) in cui ho lasciato il cuore.
    Mi sono letteralmente innamorata di quelle persone, obbiettivamente comuni….certe volte mi fermo a pensare cosa mi abbia colpito così tanto di loro. Forse la loro tenerezza di quando ti regalano un sorriso, accompagnato da un “grazie” o, forse per l’attaccamento alla vita che hanno. Sono molto giovane ma il cuore mi dice che in una vita adulta, devo dedicarmi alle persone bisognose, perché far star bene qualcuno è la cosa più bella che ci possa essere. La mattina mi svegliavo prestissimo presa dall’euforia di andare in quella struttura e passare la giornata insieme loro. Tornavo a casa col sorriso stampato in faccia, gli occhi pieni di gioia e il cuore pieno, pieno di tanta vita e forza. Adesso quando ne ho la possibilità, torno in quella struttura per andarli a trovare.

    Grazie mille per la bellissima lettura!

  2. Stefania Macchi (proprietario verificato)

    Buongiorno, mi chiamo Stefania e sono un’operatrice socio sanitaria
    che finalmente dopo quasi un anno di attesa è riuscita a leggere
    questo bellissimo libro.
    All’inizio non capivo per quale motivo fosse così importante per me
    leggerlo ma sapevo di doverlo fare perché la sua lettura
    mi avrebbe donato qualcosa, e così è stato fin dalle prime pagine.

    Attualmente lavoro in ospedale, ma nasco come oss in rsa e spesso
    penso a quanto vorrei tornare li, anche se poi per svariati motivi non
    lo faccio.

    Mi sono ritrovata quasi al 100% in Camillo ma anche spesso in tutti
    gli altri personaggi..la collega un po’ svampita persa nel suo mondo
    fatto di messaggini e selfie( anche se quando ci lavoravo io non
    esisteva wapp e nemmeno i selfie) e spesso nell infermiera così algida
    e autoritaria ma che tolta la scorza nasconde un cuore…ecco, magari
    non proprio empatico al 100% ma diciamo al 90%

    Ammetto che non mi emoziono facilmente ma questo libro ha riaperto un
    cassetto di ricordi infiniti con tutti i miei adorati nonnini, anche
    con quelli più scontrosi, anche con quelli del nucleo alzheimer che al
    mattino alle 7 mi facevano penare per essere lavati e vestiti, quegli
    stessi che mi hanno rotto un paio di occhiali con una sberla che
    avrebbe atterrato anche Mike Tyson, oppure ancora ricordo il segno dei
    denti sul mio braccio di una signora che non voleva assolutamente fare
    la doccia…
    Lo ammetto, l ‘inizio in quel nucleo non è stato facile ma quando ho
    capito che più delle parole con loro valgono i modi, il tatto me ne
    sono innamorata e quando mi hanno chiamata dicendomi che dovevo
    lasciare il nucleo perchè ci lavoravo da troppo tempo ho dett..eh no, da qui
    non mi sposta nessuno, mi dispiace.

    Sembra brutto ,e non vorrei essere fraintesa, ma io credo che ci sia
    una bellezza insita anche nella demenza, in quelle menti che lei
    logora.
    Mi ricordo di una paziente che nessuno riusciva a lavare perchè ogni
    volta che si apriva l acqua lei urlava, e piangeva e scalciava e io
    non comprendevo il perchè di una reazione così esagerata ai miei
    occhi….ogni volta mi sentivo dire ‘ si,deve fare il bagno ma
    dobbiamo darle le gocce perchè altrimenti son casini…’ e io
    pensavo….ma diamine io vorrei mai delle gocce che mi rimbambiscono
    così? oppure vorrei mai quelle atroci contenzioni che neanche mi
    permettono di grattarmi il naso? ( ovvio che non le banno a priori
    perchè ci sono situazioni in cui sono assolutamente necessarie sia le
    gocce che le contenzioni) ma nel mio essere caparbiamente innamorata del
    mio lavoro mi dicevo che doveva pure esserci un perchè a questa
    reazione e un altro canale per riuscire a comunicare con questa
    signora e così, durante un turno di notte mi ero riletta la sua storia
    e avevo scoperto che era rimasta vedova e aveva perso una figlia a
    causa di un incidente d auto in cui marito e figlia erano morti al
    ritorno dalla piscina..e da li il collegamento….cosi mi ricordo che
    con l educatore avevamo deciso di provare la doll therapy con lei e
    piano piano avevamo imparato a fare il bagno alla sua bambina alla
    quale poi mettevamo la crema e asciugavamo i capelli legandoli in una
    bellissima coda di cavallo che a lei piaceva tanto e così piano piano
    eravamo riusciti a gestire molto meglio anche il momento del bagno che
    non era più uno scontro fra operatori e paziente. Una soddisfazione
    immensa e l ennesima dimostrazione che la demenza può toglierti tutto,
    le autonomie, le capacità cognitive, intellettive, può toglierti tutto
    ma non ti toglierà mai la dignità se accanto a te c’è qualcuno che ti
    vuole bene e che si spende nell apprendere il modo migliore di
    prendersi cura di te.
    Farsi carico della cura di qualcun altro
    ascoltandolo, rispettandolo, rispondendo ai suoi bisogni è il miglior
    regalo che possiamo fare a queste persone e anche a noi stessi.
    Quando mi dicevano ma che schifo il nucleo alzheimer
    si fanno la pipi addosso, la fanno ovunque perchè non capiscono dov è
    il bagno, si sbrodolano quando mangiano, ti picchiano, si svestono in
    piena notte e tu dici che adori tutto questo? e io dicevo
    semplicemente si…ovvio che vorrei esistesse una cura ma vorrei anche
    , un domani, trovare operatori che mi trattino con dolcezza, con
    rispetto, con amore e soprattutto che non calpestino la mia dignità di essere umano,quando sarò dall altra parte perchè è solo
    seminando amore che lo si raccoglierà.
    Perche è solo curando con amore che si verrà curati con amore .

    Anche io anni fa ho vissuto la mia magica notte, anzi piu di una…

    Maria era una signora che stava in casa di riposo ma voleva tornare a
    casa sua e soprattutto di notte non dormiva mai pensando alla sua
    casa, a suo marito che era morto da qualche anno….passavo per il
    controllo notturno e lei era sempre seduta sul suo letto, li ferma e
    io le domandavo ‘ maria, anche questa notte non dorme…’ e lei mi
    diceva ‘ come faccio a dormire voglio andare a casa mia, fra le mie
    cose, mi accontento anche di stare seduta sua gradini fuori se dentro
    non posso andare’ , e allora nei miei miseri e umani tentativi di
    farla stare meglio la portavo con me in infermeria e mi raccontava di
    quando era giovane, del lavoro che faceva, delle figlie..e poi
    prendevamo due coperte e ci mettevamo sulle poltrone del salone a
    guardare la luna finche lei non si addormentava…
    Ditemi voi se questa non era una notte magica.. 😉

    Insomma con questa recensione così prolissa volevo solo ringraziare l autore
    di questo libro perchè leggendolo sono tornati a galla centinaia e
    centinaia di ricordi sepolti, anche legati alla mia adorata nonna
    centenaria che è andata via due anni fa, e che mi hanno ricordato
    ancora una volta ,soprattutto in questo periodo così difficile, quanto
    siano importanti le cose semplici e quanto si possa rendere felice
    qualcuno semplicemente con l essere li insieme a lui, con quell essere
    li autentico, con il cuore.
    Consiglio a tutti di leggere questo libro e auguro ad ognuno di noi di poter vivere una notte magica, quelle notti che ti cambiano per sempre.

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