Linda Sabbadin, assistente sociale che accoglie quotidianamente le famiglie in Casa di riposo, ci guida nel complesso percorso che porta all’ingresso in Casa di riposo in Veneto, attraverso spiegazioni semplici e alla portata di tutti di alcuni passaggi chiave.

L’ingresso in Casa di Riposo in Veneto

Appena iniziato a lavorare in Struttura come assistente sociale, dopo aver terminato di spiegare, telefonicamente, tutta la burocrazia che precede l’inserimento, un signore mi rispose:

«Grazie, sa… pensavo che fosse come un albergo.

Se c’era il posto… prenotavo e la mia mamma entrava».

Nonostante l’idea di albergo sia bellissima e richiami a un ambiente confortevole, l’iter che porta all’ingresso in struttura è estremamente diverso dal prenotare un soggiorno relax.

E molto più complesso.

La maggior parte dei familiari che mi chiamano per sapere se c’è il posto, sono in una situazione estremamente difficoltosa, spesso per il passaggio repentino dall’autosufficienza alla non autosufficienza.

L’urgenza di trovare una RSA

Generalmente, la persona  – spesso molto anziana – viveva a casa, con l’aiuto dei figli (commissioni, spesa, gestione farmaci, ecc.).

Si trattava già di “un’autosufficienza borderline”, tamponata dai familiari.

Ad un certo punto, avviene un momento di rottura (ad esempio una caduta con frattura del femore) e il ricovero.

L’ospedalizzazione, in età avanzata, porta a una serie di complicanze e, una volta arrivato il momento della dimissione, in realtà la persona non può più tornare a vivere al domicilio.

La maggior parte delle telefonate che ricevo da parte dei familiari in gran parte figli), sono dettate quindi dall’urgenza di un inserimento.

Ciò che accade, appunto, è che spesso i figli chiamino convinti che, una volta trovato il posto, si possa procedere all’ingresso.

Ma prima c’è una burocrazia da avviare.

Cos’è la S.Va.M.A. e a cosa serve?

All’interno della Regione Veneto il punto di partenza è la S.Va.M.A.

Ma che cos’è?

L’acronimo sta per “Scheda valutazione multidimensionale dell’anziano”.

Si tratta di fare, letteralmente, una fotografia della persona anziana, sotto più punti di vista:

  • medico-infermieristico: patologie varie, presenza di catetere, ossigeno, accessi venosi, ecc
  • mobilità e funzioni di base: deambula? È incontinente? Mangia in autonomia?
  • sociale: Con chi vive? Ci sono barriere architettoniche nella sua abitazione? C’è già un’invalidità?

La parte sociale è appannaggio dell’assistente sociale del Comune (o del distretto di riferimento).

La parte medica viene invece compilata dal medico di base. Se la persona è ricoverata in Ospedale verrà redatta dai medici del reparto, proprio per l’idea di produrre una fotografia il più possibile aggiornata.

L’obiettivo è quello quindi di dare, alla Struttura che accoglierà l’anziano, una profilazione che possa permettere la migliore delle accoglienze.

Pensiamoci.

Se la Struttura sa che la persona che deve arrivare deambula, ma è estremamente confusa, le darà un posto in un nucleo protetto.

Se invece è una persona lucida ma con molte patologie, si sa che sarà collaborante e desiderosa, magari, di compagnia, ma si allerteranno gli infermieri del carico assistenziale.

La scheda S.Va.M.A, una volta assemblate tutte le sue parti, darà quindi un profilo, che aiuterà la Struttura ad accoglierla, ma anche un punteggio.

Più il punteggio sarà alto (il range è da 60 a 100), più ci sarà la possibilità che venga assegnata quella che, sempre all’interno della Regione Veneto, viene denominata: impegnativa di residenzialità.

Cos’è l’impegnativa di residenzialità in Veneto?

A differenza dell’accompagnatoria, l’impegnativa di residenzialità (o convenzione), è un importo che viene dato non alla persona, ma alla Struttura, in modo che quest’ultima possa abbassare la retta alla Persona che accoglierà.

Ogni Struttura, quindi, ti proporrà una retta definita a libero mercato (ovvero più alta), e una detta “in convenzione”, ovvero più bassa.

La retta convenzionata arriva quando la persona è in cima alla graduatoria.

Le rette sono uguali dappertutto?

No.

Ogni Struttura, a seconda della sua forma giuridica e del suo direttivo, delibera le rette.

Di solito però, anche per una questione concorrenziale, all’interno della stessa ULSS le rette sono tutte molto simili.

Il mio familiare è diventato non autosufficiente, cosa faccio?

Fai subito partire la Scheda S.Va.M.A.

Rivolgiti, quindi, al Comune di residenza della persona che deve entrare (o al distretto).

Se è in Ospedale, rivolgiti ad una referente infermieristica che ti saprà guidare e poi, in secondo luogo, all’assistente sociale.

Ci vorrà poi qualche settimana per l’ingresso nella graduatoria.

Mi hanno detto che sono in graduatoria. Quindi ho l’impegnativa?

No.

Essere in graduatoria non significa avere automaticamente diritto all’impegnativa.

Se il tuo punteggio è basso puoi rimanere in graduatoria e non avere mai l’impegnativa.

E se la situazione peggiora ulteriormente?

La S.Va.M.A ha validità di un anno.

Dopo 6 mesi, però, puoi richiedere un aggravamento.

Se la situazione si aggrava in modo repentino, dimostrando il peggioramento, puoi richiederla anche prima.

Il mio familiare ha un punteggio alto. Quanto manca all’impegnativa?

È molto difficile fare una previsione.

La graduatoria si aggiorna di continuo, quindi dipende dalle richieste che ci sono in un determinato momento.

In alcuni periodi, in cui il numero di persone che chiedevano di entrare in Struttura era minore (pensiamo al periodo Covid), anche un punteggio basso era sufficiente.

Quindi non esiste un punteggio che, una volta ottenuto, ti dia la garanzia dell’impegnativa.

Si noti che la graduatoria per concorrere all’impegnativa è sempre gestita a livello distrettuale e non dalle singole Strutture.

Se cambio Struttura perdo il contributo?

No.

L’impegnativa è personale e l’anziano può “spenderla” dove vuole.

Una volta ottenuta l’impegnativa avrai la retta più bassa in qualunque Struttura.

Se, nell’urgenza, hai accettato un posto nell’unica Struttura libera e vuoi cambiare, sei libero di farlo.

Vige, infatti, il principio della libertà di scelta (D.G.R 3632 del 13 dicembre 2002).

Avvisa però sempre il tuo distretto di questo passaggio e premurati che, la Struttura scelta, abbia il posto libero.

Se inserisco il mio familiare a mercato libero poi posso avere l’impegnativa?

Certo.

La graduatoria continua a scorrere anche se sei dentro la Struttura.

Se sono passati molti mesi e sei ancora a libero mercato puoi chiedere un aggravamento.

Il medico è, dal momento dell’ingresso, quello della Struttura; quindi quest’ultimo, assieme all’assistente sociale e all’equipe, possono far partire l’aggravamento, in modo che tu possa entrare in graduatoria con un punteggio aggiornato.

Ricorda: è nell’interesse anche della Struttura farti avere l’impegnativa il prima possibile.

Il mio familiare è già invalido al 100%. Devo fare la S.Va.M.A?

Sì.

L’invalidità e il percorso per l’inserimento in Struttura viaggiano su due binari diversi.

Puoi avere l’invalidità e continuare a rimanere a domicilio.

Se entro in Struttura con l’impegnativa mi viene tolta l’accompagnatoria?

No!

L’accompagnatoria viene recepita sempre. Sia che tu sia a libero mercato sia che tu sia in convenzione.

Ricorda se tramite il Comune di residenza hai fatto domanda ed ottenuto l’impegnativa di cura domiciliare (ICD), una volta entrato in Struttura in convenzione non ti spetta più.

Se invece sei dentro a libero mercato (o con una impegnativa temporanea), continua a spettarti.

E se decido di portare il mio familiare a casa?

Nessuna Struttura è un carcere.

Dovrai solo rispettare, di norma, il periodo di preavviso che viene stabilito da ogni Struttura.

Ma attenzione: se il tuo caro ha l’impegnativa, riportarlo a casa gli farà perdere quel diritto e, se ci ripenserai, dovrai rifare tutta la procedura da capo.

La scheda S.Va.M.A.

Per concludere, di seguito il link a un facsimile della scheda S.Va.M.A..

Riferimenti normativi

L.R 22 del 2002  Autorizzazione e accreditamento delle Strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali

D.G.R 84/2007 Standard relativi ai requisiti di autorizzazione all’esercizio e accreditamento

Istituzionale dei servizi sociali e di alcuni servizi sociosanitari della Regione Veneto

D.G.R 465/2024 Modello di sperimentazione triennale del finanziamento a budget degli enti gestori dei Centri di Servizi residenziali per anziani non autosufficienti con valorizzazione del case mix assistenziale

D.G.R 2961 2012 Gestione informatica della residenzialità extra-ospedaliera per persone anziane non autosufficienti e per persone con disabilità. DGR 1059/2012. Primo provvedimento: approvazione del set di strumenti per l’area delle persone anziane e altri non autosufficienti e modifiche alla scheda SVaMA di cui alla DGR 1133/2008.

DGR 3632 del 13 dicembre 2002_ Residenzialità a favore delle persone anziane” _ Criteri di accesso ai servizi residenziali per persone anziane non autosufficienti _ Approvazione schema tipo di regolamento.

About the Author: Linda Sabbadin

Avatar photo
sociologa e assistente sociale. Da alcuni anni si occupa dell’accoglienza degli anziani, all’interno delle RSA, e del supporto ai caregiver.

Grazie di cuore

Se questo articolo ti è stato utile, puoi fare una donazione

per aiutarci a costruire il “ponte di CURA

Con 1 euro contribuisci a cambiare la narrazione stereotipata sulla vecchiaia e sul mondo delle RSA.

Con un piccolo abbonamento annuale puoi fare ancora di più.

Linda Sabbadin, assistente sociale che accoglie quotidianamente le famiglie in Casa di riposo, ci guida nel complesso percorso che porta all’ingresso in Casa di riposo in Veneto, attraverso spiegazioni semplici e alla portata di tutti di alcuni passaggi chiave.

L’ingresso in Casa di Riposo in Veneto

Appena iniziato a lavorare in Struttura come assistente sociale, dopo aver terminato di spiegare, telefonicamente, tutta la burocrazia che precede l’inserimento, un signore mi rispose:

«Grazie, sa… pensavo che fosse come un albergo.

Se c’era il posto… prenotavo e la mia mamma entrava».

Nonostante l’idea di albergo sia bellissima e richiami a un ambiente confortevole, l’iter che porta all’ingresso in struttura è estremamente diverso dal prenotare un soggiorno relax.

E molto più complesso.

La maggior parte dei familiari che mi chiamano per sapere se c’è il posto, sono in una situazione estremamente difficoltosa, spesso per il passaggio repentino dall’autosufficienza alla non autosufficienza.

L’urgenza di trovare una RSA

Generalmente, la persona  – spesso molto anziana – viveva a casa, con l’aiuto dei figli (commissioni, spesa, gestione farmaci, ecc.).

Si trattava già di “un’autosufficienza borderline”, tamponata dai familiari.

Ad un certo punto, avviene un momento di rottura (ad esempio una caduta con frattura del femore) e il ricovero.

L’ospedalizzazione, in età avanzata, porta a una serie di complicanze e, una volta arrivato il momento della dimissione, in realtà la persona non può più tornare a vivere al domicilio.

La maggior parte delle telefonate che ricevo da parte dei familiari in gran parte figli), sono dettate quindi dall’urgenza di un inserimento.

Ciò che accade, appunto, è che spesso i figli chiamino convinti che, una volta trovato il posto, si possa procedere all’ingresso.

Ma prima c’è una burocrazia da avviare.

Cos’è la S.Va.M.A. e a cosa serve?

All’interno della Regione Veneto il punto di partenza è la S.Va.M.A.

Ma che cos’è?

L’acronimo sta per “Scheda valutazione multidimensionale dell’anziano”.

Si tratta di fare, letteralmente, una fotografia della persona anziana, sotto più punti di vista:

  • medico-infermieristico: patologie varie, presenza di catetere, ossigeno, accessi venosi, ecc
  • mobilità e funzioni di base: deambula? È incontinente? Mangia in autonomia?
  • sociale: Con chi vive? Ci sono barriere architettoniche nella sua abitazione? C’è già un’invalidità?

La parte sociale è appannaggio dell’assistente sociale del Comune (o del distretto di riferimento).

La parte medica viene invece compilata dal medico di base. Se la persona è ricoverata in Ospedale verrà redatta dai medici del reparto, proprio per l’idea di produrre una fotografia il più possibile aggiornata.

L’obiettivo è quello quindi di dare, alla Struttura che accoglierà l’anziano, una profilazione che possa permettere la migliore delle accoglienze.

Pensiamoci.

Se la Struttura sa che la persona che deve arrivare deambula, ma è estremamente confusa, le darà un posto in un nucleo protetto.

Se invece è una persona lucida ma con molte patologie, si sa che sarà collaborante e desiderosa, magari, di compagnia, ma si allerteranno gli infermieri del carico assistenziale.

La scheda S.Va.M.A, una volta assemblate tutte le sue parti, darà quindi un profilo, che aiuterà la Struttura ad accoglierla, ma anche un punteggio.

Più il punteggio sarà alto (il range è da 60 a 100), più ci sarà la possibilità che venga assegnata quella che, sempre all’interno della Regione Veneto, viene denominata: impegnativa di residenzialità.

Cos’è l’impegnativa di residenzialità in Veneto?

A differenza dell’accompagnatoria, l’impegnativa di residenzialità (o convenzione), è un importo che viene dato non alla persona, ma alla Struttura, in modo che quest’ultima possa abbassare la retta alla Persona che accoglierà.

Ogni Struttura, quindi, ti proporrà una retta definita a libero mercato (ovvero più alta), e una detta “in convenzione”, ovvero più bassa.

La retta convenzionata arriva quando la persona è in cima alla graduatoria.

Le rette sono uguali dappertutto?

No.

Ogni Struttura, a seconda della sua forma giuridica e del suo direttivo, delibera le rette.

Di solito però, anche per una questione concorrenziale, all’interno della stessa ULSS le rette sono tutte molto simili.

Il mio familiare è diventato non autosufficiente, cosa faccio?

Fai subito partire la Scheda S.Va.M.A.

Rivolgiti, quindi, al Comune di residenza della persona che deve entrare (o al distretto).

Se è in Ospedale, rivolgiti ad una referente infermieristica che ti saprà guidare e poi, in secondo luogo, all’assistente sociale.

Ci vorrà poi qualche settimana per l’ingresso nella graduatoria.

Mi hanno detto che sono in graduatoria. Quindi ho l’impegnativa?

No.

Essere in graduatoria non significa avere automaticamente diritto all’impegnativa.

Se il tuo punteggio è basso puoi rimanere in graduatoria e non avere mai l’impegnativa.

E se la situazione peggiora ulteriormente?

La S.Va.M.A ha validità di un anno.

Dopo 6 mesi, però, puoi richiedere un aggravamento.

Se la situazione si aggrava in modo repentino, dimostrando il peggioramento, puoi richiederla anche prima.

Il mio familiare ha un punteggio alto. Quanto manca all’impegnativa?

È molto difficile fare una previsione.

La graduatoria si aggiorna di continuo, quindi dipende dalle richieste che ci sono in un determinato momento.

In alcuni periodi, in cui il numero di persone che chiedevano di entrare in Struttura era minore (pensiamo al periodo Covid), anche un punteggio basso era sufficiente.

Quindi non esiste un punteggio che, una volta ottenuto, ti dia la garanzia dell’impegnativa.

Si noti che la graduatoria per concorrere all’impegnativa è sempre gestita a livello distrettuale e non dalle singole Strutture.

Se cambio Struttura perdo il contributo?

No.

L’impegnativa è personale e l’anziano può “spenderla” dove vuole.

Una volta ottenuta l’impegnativa avrai la retta più bassa in qualunque Struttura.

Se, nell’urgenza, hai accettato un posto nell’unica Struttura libera e vuoi cambiare, sei libero di farlo.

Vige, infatti, il principio della libertà di scelta (D.G.R 3632 del 13 dicembre 2002).

Avvisa però sempre il tuo distretto di questo passaggio e premurati che, la Struttura scelta, abbia il posto libero.

Se inserisco il mio familiare a mercato libero poi posso avere l’impegnativa?

Certo.

La graduatoria continua a scorrere anche se sei dentro la Struttura.

Se sono passati molti mesi e sei ancora a libero mercato puoi chiedere un aggravamento.

Il medico è, dal momento dell’ingresso, quello della Struttura; quindi quest’ultimo, assieme all’assistente sociale e all’equipe, possono far partire l’aggravamento, in modo che tu possa entrare in graduatoria con un punteggio aggiornato.

Ricorda: è nell’interesse anche della Struttura farti avere l’impegnativa il prima possibile.

Il mio familiare è già invalido al 100%. Devo fare la S.Va.M.A?

Sì.

L’invalidità e il percorso per l’inserimento in Struttura viaggiano su due binari diversi.

Puoi avere l’invalidità e continuare a rimanere a domicilio.

Se entro in Struttura con l’impegnativa mi viene tolta l’accompagnatoria?

No!

L’accompagnatoria viene recepita sempre. Sia che tu sia a libero mercato sia che tu sia in convenzione.

Ricorda se tramite il Comune di residenza hai fatto domanda ed ottenuto l’impegnativa di cura domiciliare (ICD), una volta entrato in Struttura in convenzione non ti spetta più.

Se invece sei dentro a libero mercato (o con una impegnativa temporanea), continua a spettarti.

E se decido di portare il mio familiare a casa?

Nessuna Struttura è un carcere.

Dovrai solo rispettare, di norma, il periodo di preavviso che viene stabilito da ogni Struttura.

Ma attenzione: se il tuo caro ha l’impegnativa, riportarlo a casa gli farà perdere quel diritto e, se ci ripenserai, dovrai rifare tutta la procedura da capo.

La scheda S.Va.M.A.

Per concludere, di seguito il link a un facsimile della scheda S.Va.M.A..

Riferimenti normativi

L.R 22 del 2002  Autorizzazione e accreditamento delle Strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali

D.G.R 84/2007 Standard relativi ai requisiti di autorizzazione all’esercizio e accreditamento

Istituzionale dei servizi sociali e di alcuni servizi sociosanitari della Regione Veneto

D.G.R 465/2024 Modello di sperimentazione triennale del finanziamento a budget degli enti gestori dei Centri di Servizi residenziali per anziani non autosufficienti con valorizzazione del case mix assistenziale

D.G.R 2961 2012 Gestione informatica della residenzialità extra-ospedaliera per persone anziane non autosufficienti e per persone con disabilità. DGR 1059/2012. Primo provvedimento: approvazione del set di strumenti per l’area delle persone anziane e altri non autosufficienti e modifiche alla scheda SVaMA di cui alla DGR 1133/2008.

DGR 3632 del 13 dicembre 2002_ Residenzialità a favore delle persone anziane” _ Criteri di accesso ai servizi residenziali per persone anziane non autosufficienti _ Approvazione schema tipo di regolamento.

About the Author: Linda Sabbadin

Avatar photo
sociologa e assistente sociale. Da alcuni anni si occupa dell’accoglienza degli anziani, all’interno delle RSA, e del supporto ai caregiver.

Grazie di cuore

Se questo articolo ti è stato utile, puoi fare una donazione

per aiutarci a costruire il “ponte di CURA

Con 1 euro contribuisci a cambiare la narrazione stereotipata sulla vecchiaia e sul mondo delle RSA.

Con un piccolo abbonamento annuale puoi fare ancora di più.

semi di cura

Semi di CURA
NEWSLETTER

Esiste un significato profondo nel lavoro di CURA e una ricchezza nascosta in RSA?

La newsletter
«Semi di CURA»
indaga questo e lo racconta ogni ultimo venerdì del mese.

Leave A Comment