Cura centrata sulla persona e integrazione culturale in RSA sono gli ingredienti fondamentali di questa storia. Marianna Flena, educatrice della Casa di Riposo della Parrocchia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia Martiri di S. Vito al Tagliamento (PN), ci spiega come la Cura di Ahmed sia passata anche attraverso il supporto alla sua famiglia e l'accoglienza profonda della sua cultura.
Nei mesi scorsi abbiamo presentato qui su CURA il progetto “Chalk Art: Perché no?“, ideato dalle professioniste della Fondazione Beata Cristina di Calvisano (BS), con lo scopo di valorizzare il residente come un’opera d’arte vivente. L’idea ha ispirato la nostra partner brasiliana Revista CUIDAR®, che ha diffuso l’iniziativa stimolando i professionisti di 8 RSA diverse del Brasile a fare altrettanto. Aline Salla ci racconta come è fiorita l'idea in Brasile.
La storia delle difficoltà e dell'impegno di una struttura per riuscire a entrare in comunicazione con un residente di origini albanesi affetto da demenza, anche grazie alla presenza amorevole della figlia e all'aiuto di una mediatrice linguistica.
Slagy è un'operatrice sociosanitaria che ha sentito fin da subito che l'RSA era il luogo di Cura in cui avrebbe desiderato lavorare. Una cosa è per lei fondamentale nel suo lavoro quotidiano: la comunicazione, a ogni livello, attraverso ogni mezzo e con ogni persona (anziani, familiari e colleghi). La sua storia parte da lontano, ma arriva dritta al cuore di tutti coloro che amano il proprio lavoro di cura e che dentro o "attorno" l'RSA, in qualche modo, si sentono a casa.
Vase sognava fin da bambina di poter aiutare gli altri. Oggi ha coronato il suo sogno ed è operatrice socio-sanitaria presso l'APSP Collini di Pinzolo. La sua testimonianza ci invita a riflettere su che cosa significa una cura umana, a ogni livello, oltre le differenze culturali e di ruolo.
Rolando Moises è diventato infermiere per caso, salvo poi scoprire la vocazione nel tempo della guerra civile in Perù. La sua storia e la sua cultura sono intrecciate attorno a un grande valore dato alle relazioni e al contatto con la persona che ha bisogno di assistenza.
Samira, 50 anni, è OSS e ama il proprio lavoro. Nata e cresciuta in Marocco, la cura è sempre stata il suo sogno. Dalle iniziali difficoltà vissute a livello famigliare a una vita lavorativa felice in una RSA italiana, la sua testimonianza ci illumina con semplicità su ciò che può dare più soddisfazione nella cura alle persone anziane.
Esistono popoli più adatti di altri alla cura o esistono sguardi diversi sulla cura che devono imparare a comprendersi? La storia di Anna, OSS Bielorussa in Italia da 14 anni, ci aiuta a fare chiarezza.
Dietro la divista di ogni operatore c'è la sua storia. Qui raccontiamo quella di Olga e Nelly, due sorelle colombiane che lavorano come OSS da più di vent'anni e continuano ad amare il loro lavoro.

