È ancora possibile vivere in RSA e rimanere sé stessi? Secondo Emilia, 97 anni e residente presso la Casa Residenza di Cavriago (RE) di ASP Carlo Sartori, sì, è possibile, se si riparte da piccole abitudini e se si è accolti in un ambiente fatto di ascolto, dove le persone rispettano il tuo modo di “stare al mondo”. Ci racconta la sua storia Raffaella Lovaglio, coordinatrice della struttura, anche attraverso le testimonianze dei nipoti.
Alla Fondazione Germani, struttura storica nel territorio cremonese, il supporto ai caregiver è concreto: ascolto, formazione, Caffè Alzheimer e percorsi condivisi di cura sono gli ingredienti principali con cui i professionisti costruiscono l'alleanza con le famiglie giorno dopo giorno, in struttura e al domicilio.
Il Paradiso delle signore viene allestito ogni settimana nel salone di Fondazione Casa Industria di Brescia e non servono soldi per acquistare vestiti e accessori, donati da familiari e amici della RSA. Le educatrici Annalisa Tirali e Michela Putelli ci raccontano il senso di un’attività nata dall’ascolto dei desideri di alcune residenti.
Assistenza domiciliare supportiva: la comunicazione con la famiglia come chiave per un buon servizio
Nel percorso di cura a domicilio, la comunicazione con la famiglia rappresenta un elemento fondamentale. In questo articolo, Agnese Catone (responsabile Area servizi territoriali di ASP Carlo Sartori), spiega che cosa è il SAD supportivo, riportando le testimonianze di un'OSS e una familiare, per mostrare un’esperienza di assistenza basata sul dialogo, sulla fiducia e sulla valorizzazione del lavoro di cura.
Il dialogo tra RSA e famiglie è un tema noto qui su CURA. Questa volta, però, sono i familiari a parlare. Barbara Di Clemente, scrittrice e promotrice culturale della Residenza Richelmy di Torino, ha raccolto in quest’articolo le riflessioni di cinque familiari, basate sui loro bisogni reali e quotidiani.
La narratrice di CURA Barbara Picchio riporta in quest'articolo la testimonianza di Riccardo Brioschi, residente alla RSA San Pietro di Monza. Una vita al servizio degli altri, fatta di sfide, di visione e di profondo desiderio di una comunità capace di accogliere la persona là dove si trova.
In quest'articolo curato da Francesca Poletti, coordinatrice di servizi domiciliari della Cooperativa DiVittorio, e Roberta Betti, assistente sociale, compaiono tre figure solo all'apparenza immaginarie: l'operatrice socio-solitaria, il grunco e il coordina-solo. Si tratta di tre esempi umani significativi che ci invitano a riflettere sul delicato equilibrio tra solitudine e lavoro in équipe con cui il coordinatore, in particolare, deve fare i conti quotidianamente.
La Chalk Art è una forma di espressione in cui si realizzano disegni con i gessi colorati per dare vita a effetti tridimensionali sorprendenti. Spesso tra i protagonisti di queste opere d’arte ci sono i bambini. Questa volta invece leggiamo della Chalk Art in RSA: grazie a intuizione, impegno e un po’ di coraggio di fisioterapiste ed educatrice della Fondazione Beata Cristina di Calvisano (BS).
La storia delle difficoltà e dell'impegno di una struttura per riuscire a entrare in comunicazione con un residente di origini albanesi affetto da demenza, anche grazie alla presenza amorevole della figlia e all'aiuto di una mediatrice linguistica.

