Il capitale più grande per le RSA che, al di là delle differenze,
sono tutte attraversate da un “mare di umanità”.
Perché alcuni familiari continuano a tornare in RSA dopo il lutto, dopo che il proprio caro non c’è più? I professionisti dell’ASP Carlo Sartori si sono posti questa domanda, senza cedere a giudizi o risposte semplici. È nato così il progetto Radici, che riguarda tanto il lutto quanto il senso di appartenenza, perché elaborare una perdita non è solo imparare a vivere senza una persona, ma anche trovare un nuovo posto per sé nel proprio mondo di riferimento – in questo caso l’RSA – e un nuovo modo di mantenere vivo il legame. Ce lo racconta Raffaella Lovaglio, coordinatrice di struttura.
Quando parliamo di Alzheimer, demenza e caregiving siamo abituati a pensare ai figli o ai coniugi che si prendono cura direttamente della persona affetta dalla patologia. Esiste però un punto di vista altrettanto delicato, che merita di prendere luce: quello dei nipoti adulti - in gran parte donne - che spesso portano nel silenzio un doppio carico emotivo. La psicologa Paola M. Taufer ci mostra i risvolti di questo ruolo, spesso invisibile, attraverso un'analisi autentica, concreta e accurata.
Alla Residenza Raimondi di Gorla Minore (VA) sono stati abbandonati i metodi tradizionali nelle cure igieniche, in favore di un'innovazione tecnologica e umana al tempo stesso che, tra i molteplici vantaggi, possiede anche quello di aiutare a prevenire le infezioni nelle RSA.
Francesca Palmieri, pedagogista e formatrice, ci restituisce un'analisi chiara sul ruolo del pedagogista nella cura delle persone con demenza, mostrando come i vuoti formativi e accademici influenzino negativamente la visione delle giovani risorse intorno al mondo delle strutture per anziani.
Accompagnare la persona anziana nella vita in struttura, accogliere le famiglie, guidare e sostenere l'équipe nella relazione di cura: queste le macro-funzioni di una figura che ci viene raccontata da Laura Ceppi e Sara Sabbadin. Un articolo a quattro mani dove prendono luce molti dettagli concreti e la risposta alla domanda "Cosa fa lo psicologo in RSA?" arriva in modo estremamente umano e diretto.
Anche se l'intenzione può essere dolce, chiamare nonne e nonni gli anziani che vivono in RSA porta con sé alcune implicazioni etiche e sociali che la sociologa Linda Sabbadin ci aiuta a comprendere.
Che cosa significa riuscire davvero a fare spazio al desiderio nella Cura? Quante volte ci troviamo stretti nella morsa delle prestazioni da compiere e finiamo per pensare che le priorità siano altre? La storia di Azzurra, raccontata da Francesca Poletti, ricorda però che il desiderio ci permette di conoscere meglio la persona e, proprio per questo, di comprenderne più profondamente anche i bisogni.
In Val D'Enza nasce lo Sportello Assistenti Familiari, gestito da Asp Carlo Sartori, in collaborazione con l'Unione dei Comuni della Val D'Enza. Un servizio pubblico e gratuito per orientare le famiglie nella selezione e nell'inserimento dell'assistente familiare, ma anche per fornire formazione e riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori della cura.
Tra addetti ai lavori parliamo spesso di lavoro di cura invisibile. Loretta Giacomozzi, assistente sociale e formatrice, ci invita a riflettere su quanto quest'invisibilità sia un filo comune tanto alle famiglie quanto ai professionisti, e sulle possibili direzioni da percorrere verso il cambiamento.


