Il capitale più grande per le RSA che, al di là delle differenze,
sono tutte attraversate da un “mare di umanità”.
Che cosa fare se la persona anziana rifiuta l'igiene?
Quanta complessità e quante sfumature si nascondono dentro a una reazione aggressiva e ostile che facciamo fatica a interpretare?
Ancora una volta, la penna delicata e profonda di Francesca Poletti (coordinatrice del servizio domiciliare, Cooperativa G. Di Vittorio), ci invita a considerare tutti i punti di vista coinvolti, consegnandoci una storia a tre voci, dove l'attenzione ai dettagli e al percorso di Cura è molto più importante di ogni risultato piccolo o grande che ci prefiggiamo di raggiungere.
Una testimonianza preziosa, a cura di Barbara Picchio, di ciò che significa il percorso verso l’RSA visto dal punto di vista della famiglia. Si ringrazia Luciano Ballerano per aver condiviso con i lettori di Cura tutte le difficoltà emotive e pratiche tipiche di questo passaggio delicato.
C'è una profonda differenza tra il "far fare attività creative agli ospiti" e il ritrovare nell'arte, invece, un potente canale di espressione, al di là della logica e delle parole. Questo è accaduto al Centro Diurno Margherita di Fano (PU), di Labirinto Cooperativa Sociale, dove il canale artistico viene quotidianamente praticato in favore delle persone con Alzheimer, delle loro famiglie e dei professionisti. La responsabile di struttura Ilaria Giardini ci racconta di un'idea chiamata "La cura nelle mani", vera e propria filosofia assistenziale del Centro.
Cuochi, addetti alle pulizie, manutentori e operatori ci raccontano che cosa significa lavorare in un universo complesso come una RSA e cosa rende concretamente possibile il lavoro di squadra. Un articolo scritto a quattro mani da Barbara di Clemente e Chiara Celentano (Residenza Richelmy), per dare voce a chi è quotidianamente in prima linea e per invitare gli staff di direzione a una riflessione di più ampio respiro sul senso del lavoro di Cura.
Cosa succede il giorno in cui si entra in RSA? La cultura dell’accoglienza alla Residenza Francescon
Cosa succede il giorno in cui si entra in RSA?
Quello dell’ingresso è un momento molto delicato e, proprio per questo, alla Residenza Francescon di Portogruaro (VE) si è deciso di ripensarlo, investendo su una cultura organizzativa dell’accoglienza.
L’articolo, a cura della dott.ssa Martina Vettorato (ufficio accoglienza e sociale della Residenza), spiega le scelte fatte dall’organizzazione per far sentire accolte le persone residenti, con la loro storia e le loro famiglie.
Anche in contesti assistenziali diversi da quelli delle RSA — come può essere l’assistenza domiciliare a una persona con disabilità grave — si intrecciano dinamiche emotive, di fiducia e di sforzo condiviso che ci ricordano quanto il lavoro di cura sia, prima di tutto, fatto di relazioni umane. La riflessione di Francesca Poletti, coordinatrice del servizio domiciliare Coop. G. Di Vittorio, è un invito per ogni professionista della Cura a partire sempre dal proprio sentire, soprattutto nei momenti in cui la relazione con chi si assiste si fa complessa e sfidante.
L’articolo racconta di un miglioramento organizzativo avvenuto nel turno di notte (e non solo) al Paese Ritrovato di Monza (Coop. La Meridiana), grazie a una visione che ha saputo conciliare un uso umano della tecnologia con un ascolto attivo dell’emotività dei professionisti. Si ringraziano Laura Chirico (infermiera) e Rosa Puleo (coordinatrice assistenziale) per aver condiviso con CURA questa testimonianza.
Come affrontare il lutto in RSA? Alla Residenza Richelmy di Torino, la risposta ha preso la forma di un gesto semplice e potente: l’Albero della "Voce degli Angeli". Un’esperienza di cura e memoria che accompagna non solo residenti, familiari e operatori, ma anche la comunità che gravita attorno alla struttura, nel dare spazio al dolore senza lasciare nessuno solo.
Che cosa si intende con lutto da diagnosi (o anticipatorio) in presenza di Alzheimer, demenza o altre patologie che afferiscono al disturbo neurocognitivo maggiore? Si tratta di una condizione sospesa tra presenza e perdita, che vivono soprattutto i coniugi. L'autrice Linda Sabbadin ci aiuta con delicatezza e profondità a calarci nei loro panni.

