In che modo la musica può aiutare le persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza? L’articolo risponde a questa domanda sia dal punto di vista scientifico che da quello umano, raccontando un’iniziativa originale, nata dalla collaborazione di 8 Enti sociosanitari dell’area metropolitana di Firenze.
Quando parliamo di Alzheimer, demenza e caregiving siamo abituati a pensare ai figli o ai coniugi che si prendono cura direttamente della persona affetta dalla patologia. Esiste però un punto di vista altrettanto delicato, che merita di prendere luce: quello dei nipoti adulti - in gran parte donne - che spesso portano nel silenzio un doppio carico emotivo. La psicologa Paola M. Taufer ci mostra i risvolti di questo ruolo, spesso invisibile, attraverso un'analisi autentica, concreta e accurata.
Francesca Palmieri, pedagogista e formatrice, ci restituisce un'analisi chiara sul ruolo del pedagogista nella cura delle persone con demenza, mostrando come i vuoti formativi e accademici influenzino negativamente la visione delle giovani risorse intorno al mondo delle strutture per anziani.
Possono essere molte la ragioni per cui una persona con demenza non dorme la notte. In questo articolo la dottoressa Cinzia Siviero individua quelle principali, invitandoci a metterci nei panni della persona disorientata e fornendoci alcune strategie utili per affrontare le difficoltà.
In quest’articolo Cinzia Siviero (Insegnante del Metodo Validation) ci mostra quanto può essere difficile e che cosa significa essere davvero presenti quando si entra in relazione con la persona che convive con demenza. La presenza tocca in profondità e ha il potere di trasformare l’incontro con l’altro in un momento autentico di connessione.
Quando la demenza entra in famiglia, si ha spesso la sensazione di dover affrontare un viaggio senza mappa. Eppure, quello dei primi sintomi di demenza può essere anche visto come un tempo di opportunità. La testimonianza di Sara Sabbadin, psicologa ed ex caregiver, ci aiuta a riflettere su questo tempo e su come potremmo migliorare le modalità di comunicazione tra professionisti e caregiver.
Margherita Rizzato racconta la sua esperienza accanto al marito Arturo che convive con demenza frontotemporale. Un percorso difficile, che si è però trasformato in una fonte di vita inaspettata dopo che Arturo è stato accolto al Paese Ritrovato di Monza.
Dopo averci mostrato che dietro al wandering della persona con demenza c'è sempre un motivo, l'educatrice professionale Erica Forcellini torna in questo articolo a parlare di cammino incessante, ma per aiutarci con alcune strategie pratiche da mettere in campo. Si tratta di suggerimenti molto concreti e particolarmente pensati per familiari e caregiver.
La perdita progressiva della memoria è uno dei primi segnali visibili della malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. L'educatrice socio-pedagogica Erica Forcellini ci aiuta a riconoscere il vissuto della persona che si trova a convivere con questo sintomo e ci indica alcune strategie per meglio entrare in relazione con lei.


