L'articolo, elaborato in collaborazione con Serenity, racconta di un cambiamento organizzativo avvenuto alla Fondazione Sant'Andrea di Clusone dove la tecnologia valorizza il lavoro degli OSS. Un percorso che ha richiesto impegno, formazione e spirito di squadra, per accompagnare i professionisti a lavorare in modo personalizzato, senza la sicurezza di piani e orari prestabiliti.
La Residenza Francescon ha scelto di destinare la donazione di un benefattore alla creazione di un servizio di prossimità flessibile, per uscire dalle proprie mura e prendersi cura delle persone con demenza e dei loro familiari al domicilio, nella loro vita quotidiana. Daniele Dal Ben, direttore generale della Residenza, insieme a Martina Vettorato e Monica Michelazzo (rispettivamente assistente sociale ed educatrice) raccontano il progetto "S.F.E.R.A. - Servizi alla famiglia: Educazione e Riabilitazione per l'Alzheimer".
Alla Casa Gesù Maestro di Cinisello Balsamo, grazie a una scelta lungimirante della direzione, si è intrapreso un percorso per valorizzare cinque operatrici e lo staff di coordinamento della struttura. Un'esperienza che ci fa riflettere su cosa significa dare spazio per davvero all'umanità e alla fiducia all'interno del contesto RSA.
Perché alcuni familiari continuano a tornare in RSA dopo il lutto, dopo che il proprio caro non c’è più? I professionisti dell’ASP Carlo Sartori si sono posti questa domanda, senza cedere a giudizi o risposte semplici. È nato così il progetto Radici, che riguarda tanto il lutto quanto il senso di appartenenza, perché elaborare una perdita non è solo imparare a vivere senza una persona, ma anche trovare un nuovo posto per sé nel proprio mondo di riferimento – in questo caso l’RSA – e un nuovo modo di mantenere vivo il legame. Ce lo racconta Raffaella Lovaglio, coordinatrice di struttura.
La cultura della cura è prioritaria in un'organizzazione sociosanitaria quando esiste un impegno collettivo e costante a rendere visibile ciò che normalmente rimane invisibile: le persone e la qualità delle loro relazioni che rendono possibile il lavoro di cura. Francesca Poletti e Antonella Garganese (rispettivamente coordinatrice e responsabile settore servizi domiciliari per anziani e persone con disabilità, della Cooperativa G. Di Vittorio) ci accompagnano in una riflessione sugli elementi che ostacolano questa priorità e su ciò che caratterizza, invece, una cultura della noncuranza.
La dottoressa Francesca Palmieri, pedagogista e formatrice, ci aiuta a comprendere l'aggressività nella demenza attraverso una storia reale, affinché quella che è un'esperienza comune a tanti caregiver diventi visibile nelle sue cause e nelle sue possibili soluzioni.
L'incontro diventa cura alla Casa Albergo di Malnate, attraverso la presentazione del libro "Ti parlo di noi" a cui hanno partecipato attivamente i residenti.
Quando in una specifica società e cultura manca una parola per descrivere una realtà, si corre il rischio di non poter costruire nemmeno un adeguato pensiero attorno a essa. Lo scrittore Flavio Pagano racconta di come è nata la parola curacari, neologismo della lingua italiana che racchiude sfumature più profonde dell'equivalente anglofono "caregiver" e che ci consente di colmare questa ingiusta lacuna.
La logopedista Fabiola Gaio ci accompagna in un approfondimento sull'intervento logopedico di gruppo, mostrandoci quanto sia importante per le persone anziane con decadimento cognitivo e come possa essere strutturato nel migliore dei modi.
Il dottor Mino Dentizzi, Geriatra e Direttore Sanitario di RSA, ci invita a riflettere su come possiamo comprendere l'esperienza della persona con demenza, senza aggiungere più informazioni sulla patologia, ma piuttosto cambiando il nostro sguardo. Lo strumento che ci invita a utilizzare è la narrazione, per far sì che ogni intervento di cura sia guidato da una domanda fondamentale: che cosa sta vivendo la persona?
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