Che cosa significa oggi essere direttore di RSA? Claudia Murru, che dirige la Residenza Anni D'Oro di Quartu S. Elena (CA), ci regala una riflessione schietta sulle fatiche e le gioie che il suo lavoro comporta. L'articolo è un invito ad allargare la nostra prospettiva, allentando le barriere del ruolo e reintroducendo, con un po' di coraggio, azioni normali e quotidiane nei nostri mansionari.
La narratrice di CURA Barbara Picchio ci fa dono della testimonianza di Valentina Sacchi, direttrice sanitaria in RSA, che ha da sempre percepito la cura come un valore fondamentale nella sua vita. Il suo sguardo va oltre sé stessa e il proprio ruolo, riportando luce sul senso che si può trovare lavorando in RSA, in primis nello scambio relazionale con i residenti, le famiglie e gli altri professionisti della cura.
Dare senso al tempo in RSA è un dovere e un diritto che riguarda tutti: le persone che le abitano, le persone che vi lavorano. Chiara Celentano e Barbara di Clemente (rispettivamente Direttrice e promotrice sociale della Residenza Richelmy) ci regalano il consueto contributo a quattro mani che questa volta tocca il cuore, nel vero senso del termine: riportando al centro ciò che conta nella vita.
Margherita, affetta da malattia mentale, ha trascorso 26 anni della sua vita in RSA, in assenza di adeguati servizi che potessero rispondere alle sue necessità. Leggiamo la testimonianza di suo fratello, Lorenzo Cazzoli, che racconta in modo genuino e autentico quanto è stata preziosa per la sua famiglia la possibilità per Margherita di essere accolta in struttura.
Una testimonianza preziosa, a cura di Barbara Picchio, di ciò che significa il percorso verso l’RSA visto dal punto di vista della famiglia. Si ringrazia Luciano Ballerano per aver condiviso con i lettori di Cura tutte le difficoltà emotive e pratiche tipiche di questo passaggio delicato.
Cuochi, addetti alle pulizie, manutentori e operatori ci raccontano che cosa significa lavorare in un universo complesso come una RSA e cosa rende concretamente possibile il lavoro di squadra. Un articolo scritto a quattro mani da Barbara di Clemente e Chiara Celentano (Residenza Richelmy), per dare voce a chi è quotidianamente in prima linea e per invitare gli staff di direzione a una riflessione di più ampio respiro sul senso del lavoro di Cura.
Cosa succede il giorno in cui si entra in RSA? La cultura dell’accoglienza alla Residenza Francescon
Cosa succede il giorno in cui si entra in RSA?
Quello dell’ingresso è un momento molto delicato e, proprio per questo, alla Residenza Francescon di Portogruaro (VE) si è deciso di ripensarlo, investendo su una cultura organizzativa dell’accoglienza.
L’articolo, a cura della dott.ssa Martina Vettorato (ufficio accoglienza e sociale della Residenza), spiega le scelte fatte dall’organizzazione per far sentire accolte le persone residenti, con la loro storia e le loro famiglie.
Come affrontare il lutto in RSA? Alla Residenza Richelmy di Torino, la risposta ha preso la forma di un gesto semplice e potente: l’Albero della "Voce degli Angeli". Un’esperienza di cura e memoria che accompagna non solo residenti, familiari e operatori, ma anche la comunità che gravita attorno alla struttura, nel dare spazio al dolore senza lasciare nessuno solo.
Cosa può fare il logopedista in RSA? Figura spesso assunta o conosciuta per la gestione dei disturbi della deglutizione, può in realtà avere un ruolo fondamentale nella promozione e nel sostegno della comunicazione della persona anziana, anche quando il linguaggio cambia o si riduce. Ce ne parla la logopedista Fabiola Gaio.

