Che cosa significa oggi essere direttore di RSA? Claudia Murru, che dirige la Residenza Anni D'Oro di Quartu S. Elena (CA), ci regala una riflessione schietta sulle fatiche e le gioie che il suo lavoro comporta. L'articolo è un invito ad allargare la nostra prospettiva, allentando le barriere del ruolo e reintroducendo, con un po' di coraggio, azioni normali e quotidiane nei nostri mansionari.
L’articolo racconta la storia di un miglioramento organizzativo importante per il momento dell’igiene alla Persona, avvenuto grazie a un particolare intreccio tra cultura della cura, ascolto degli operatori e tecnologia innovativa. Si ringrazia Anna Ortolani, coordinatrice responsabile della CRA Cassiano Tozzoli, per aver condiviso questa testimonianza di Cura.
Diego Rodolfi è un giardiniere specializzato che si occupa della cura di spazi verdi all’interno delle RSA. La sua professione non è fatta solo di interventi specialistici, bensì anche di ascolto: la cura degli alberi in strutture sociosanitarie si trasforma spesso in un atto di relazione con i residenti, ricco di significati e reciprocità. Ecco come gli spazi verdi nelle RSA possono diventare luoghi di vita per tutti.
Cura centrata sulla persona e integrazione culturale in RSA sono gli ingredienti fondamentali di questa storia. Marianna Flena, educatrice della Casa di Riposo della Parrocchia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia Martiri di S. Vito al Tagliamento (PN), ci spiega come la Cura di Ahmed sia passata anche attraverso il supporto alla sua famiglia e l'accoglienza profonda della sua cultura.
Dare senso al tempo in RSA è un dovere e un diritto che riguarda tutti: le persone che le abitano, le persone che vi lavorano. Chiara Celentano e Barbara di Clemente (rispettivamente Direttrice e promotrice sociale della Residenza Richelmy) ci regalano il consueto contributo a quattro mani che questa volta tocca il cuore, nel vero senso del termine: riportando al centro ciò che conta nella vita.
Che cosa significa riuscire davvero a fare spazio al desiderio nella Cura? Quante volte ci troviamo stretti nella morsa delle prestazioni da compiere e finiamo per pensare che le priorità siano altre? La storia di Azzurra, raccontata da Francesca Poletti, ricorda però che il desiderio ci permette di conoscere meglio la persona e, proprio per questo, di comprenderne più profondamente anche i bisogni.
Alla Residenza Raimondi di Gorla Minore (VA) sono stati abbandonati i metodi tradizionali nelle cure igieniche, in favore di un'innovazione tecnologica e umana al tempo stesso che, tra i molteplici vantaggi, possiede anche quello di aiutare a prevenire le infezioni nelle RSA.
Accompagnare la persona anziana nella vita in struttura, accogliere le famiglie, guidare e sostenere l'équipe nella relazione di cura: queste le macro-funzioni di una figura che ci viene raccontata da Laura Ceppi e Sara Sabbadin. Un articolo a quattro mani dove prendono luce molti dettagli concreti e la risposta alla domanda "Cosa fa lo psicologo in RSA?" arriva in modo estremamente umano e diretto.
Anche se l'intenzione può essere dolce, chiamare nonne e nonni gli anziani che vivono in RSA porta con sé alcune implicazioni etiche e sociali che la sociologa Linda Sabbadin ci aiuta a comprendere.


