In Val D'Enza nasce lo Sportello Assistenti Familiari, gestito da Asp Carlo Sartori, in collaborazione con l'Unione dei Comuni della Val D'Enza. Un servizio pubblico e gratuito per orientare le famiglie nella selezione e nell'inserimento dell'assistente familiare, ma anche per fornire formazione e riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori della cura.
Il colloquio prima dell’ingresso in RSA non è solo un momento per sbrigare la burocrazia insieme ai familiari. È anche uno dei primi punti di contatto dove far sentire le persone accolte e libere di esprimere il proprio sentire, spesso carico di paure. In quest’articolo, Linda Sabbadin – assistente sociale che accoglie quotidianamente anziani e famiglie in RSA – ha raccolto le paure più comuni emerse nella sua esperienza sul campo, fornendo alcune risposte per orientare i caregiver in questo delicato passaggio.
Margherita, affetta da malattia mentale, ha trascorso 26 anni della sua vita in RSA, in assenza di adeguati servizi che potessero rispondere alle sue necessità. Leggiamo la testimonianza di suo fratello, Lorenzo Cazzoli, che racconta in modo genuino e autentico quanto è stata preziosa per la sua famiglia la possibilità per Margherita di essere accolta in struttura.
Cosa succede il giorno in cui si entra in RSA? La cultura dell’accoglienza alla Residenza Francescon
Cosa succede il giorno in cui si entra in RSA?
Quello dell’ingresso è un momento molto delicato e, proprio per questo, alla Residenza Francescon di Portogruaro (VE) si è deciso di ripensarlo, investendo su una cultura organizzativa dell’accoglienza.
L’articolo, a cura della dott.ssa Martina Vettorato (ufficio accoglienza e sociale della Residenza), spiega le scelte fatte dall’organizzazione per far sentire accolte le persone residenti, con la loro storia e le loro famiglie.
Che cosa si intende con lutto da diagnosi (o anticipatorio) in presenza di Alzheimer, demenza o altre patologie che afferiscono al disturbo neurocognitivo maggiore? Si tratta di una condizione sospesa tra presenza e perdita, che vivono soprattutto i coniugi. L'autrice Linda Sabbadin ci aiuta con delicatezza e profondità a calarci nei loro panni.
Margherita Rizzato racconta la sua esperienza accanto al marito Arturo che convive con demenza frontotemporale. Un percorso difficile, che si è però trasformato in una fonte di vita inaspettata dopo che Arturo è stato accolto al Paese Ritrovato di Monza.
Veronica Bonicalzi dirige l'RSA Sant'Antonio di Barzio (LC), una piccola struttura di 40 posti letto, fortemente orientata al senso di comunità e di apertura al territorio circostante. Questa filosofia si riflette nel modo stesso in cui la direttrice interpreta il proprio ruolo e in particolare nell'impegno che profonde nel coltivare la relazione con le famiglie. La sua testimonianza può essere d'ispirazione per tutti i professionisti che si interfacciano con i familiari, in favore di una comunicazione con loro che possa essere più diretta, costante e, quando possibile, più informale.
La narratrice di Cura Barbara Picchio ci racconta la storia di Giulia, giovane caregiver di un papà affetto da demenza, trasportandoci con delicatezza in un percorso fatto di molti sentimenti e scelte difficili. Un racconto che si spera possa aiutare altri giovani caregiver a sentirsi meno soli.
Alla Fondazione Germani, struttura storica nel territorio cremonese, il supporto ai caregiver è concreto: ascolto, formazione, Caffè Alzheimer e percorsi condivisi di cura sono gli ingredienti principali con cui i professionisti costruiscono l'alleanza con le famiglie giorno dopo giorno, in struttura e al domicilio.
Il dialogo tra RSA e famiglie è un tema noto qui su CURA. Questa volta, però, sono i familiari a parlare. Barbara Di Clemente, scrittrice e promotrice culturale della Residenza Richelmy di Torino, ha raccolto in quest’articolo le riflessioni di cinque familiari, basate sui loro bisogni reali e quotidiani.


