Margherita Rizzato racconta la sua esperienza accanto al marito Arturo che convive con demenza frontotemporale. Un percorso difficile, che si è però trasformato in una fonte di vita inaspettata dopo che Arturo è stato accolto al Paese Ritrovato di Monza.
Veronica Bonicalzi dirige l'RSA Sant'Antonio di Barzio (LC), una piccola struttura di 40 posti letto, fortemente orientata al senso di comunità e di apertura al territorio circostante. Questa filosofia si riflette nel modo stesso in cui la direttrice interpreta il proprio ruolo e in particolare nell'impegno che profonde nel coltivare la relazione con le famiglie. La sua testimonianza può essere d'ispirazione per tutti i professionisti che si interfacciano con i familiari, in favore di una comunicazione con loro che possa essere più diretta, costante e, quando possibile, più informale.
Le professioniste Michela Donati e Serena Fontana ci spiegano come funziona lo spazio d'ascolto che il Centro Diurno Margherita mette a disposizione delle famiglie ogni mese. Spazio che si è rivelato fondamentale per raccogliere meglio le storie di vita delle persone anziane, per far sentire le famiglie più accolte e per far crescere ogni professionista nella pratica di cura quotidiana.
La narratrice di Cura Barbara Picchio ci racconta la storia di Giulia, giovane caregiver di un papà affetto da demenza, trasportandoci con delicatezza in un percorso fatto di molti sentimenti e scelte difficili. Un racconto che si spera possa aiutare altri giovani caregiver a sentirsi meno soli.
Alla Fondazione Germani, struttura storica nel territorio cremonese, il supporto ai caregiver è concreto: ascolto, formazione, Caffè Alzheimer e percorsi condivisi di cura sono gli ingredienti principali con cui i professionisti costruiscono l'alleanza con le famiglie giorno dopo giorno, in struttura e al domicilio.
Il dialogo tra RSA e famiglie è un tema noto qui su CURA. Questa volta, però, sono i familiari a parlare. Barbara Di Clemente, scrittrice e promotrice culturale della Residenza Richelmy di Torino, ha raccolto in quest’articolo le riflessioni di cinque familiari, basate sui loro bisogni reali e quotidiani.
Che cosa si intende con lutto da diagnosi (o anticipatorio) in presenza di Alzheimer, demenza o altre patologie che afferiscono al disturbo neurocognitivo maggiore? Si tratta di una condizione sospesa tra presenza e perdita, che vivono soprattutto i coniugi. L'autrice Linda Sabbadin ci aiuta con delicatezza e profondità a calarci nei loro panni.
L'ingresso in RSA è uno stress profondo per tutti i membri coinvolti e uno spartiacque che segna un "prima" e un "dopo". Quali competenze e consapevolezze sono necessarie ai professionisti della Cura affinché si realizzi un'autentica accoglienza delle famiglie?
Una buona relazione tra RSA e famiglie è cruciale perché si possa parlare di buona Cura. Per questo vi sono strutture, come l’Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio (VA), che fanno la scelta di investire su figure professionali dedicate all’accoglienza delle famiglie. Ne parla per CURA Manuela Dezi, Responsabile della Comunicazione dell’Istituto.
Linda è un’assistente sociale che accoglie ogni giorno anziani e famiglie nella sua RSA e da tempo osserva un fenomeno diffuso: molti figli caregiver tendono involontariamente a riferirsi a sé stessi come “genitori” dei propri cari. Dietro alle parole c’è un universo di senso e sentimenti che talvolta non vediamo: lì ci accompagna l’autrice, alla ricerca di una migliore comprensione nei riguardi del caregiver.

