L'articolo racconta il senso e le ricadute positive del progetto di musicoterapia attivato in due Centri diurni della Fondazione Alberto Sordi di Roma. Al centro del percorso vi è il concetto di “identità sonora”, cioè il patrimonio musicale ed emotivo che accompagna ogni individuo e che può diventare uno strumento di comunicazione e condivisione in qualunque condizione e al di là delle parole.
Esiste una RSA dove, da trent’anni, il teatro non è un’attività ricreativa ma un gesto di cura. Con la compagnia “Le Ginestre”, Federica Casati ha trasformato il palcoscenico in uno spazio di dignità, relazione e bellezza condivisa. Una rivoluzione silenziosa che ha attraversato resistenze culturali e generazioni di residenti, dimostrando che l’arte è di tutti. Ringraziamo Barbara Picchio (familiare e RSAlover) per aver raccolto e condiviso con CURA la sua storia.
C'è una profonda differenza tra il "far fare attività creative agli ospiti" e il ritrovare nell'arte, invece, un potente canale di espressione, al di là della logica e delle parole. Questo è accaduto al Centro Diurno Margherita di Fano (PU), di Labirinto Cooperativa Sociale, dove il canale artistico viene quotidianamente praticato in favore delle persone con Alzheimer, delle loro famiglie e dei professionisti. La responsabile di struttura Ilaria Giardini ci racconta di un'idea chiamata "La cura nelle mani", vera e propria filosofia assistenziale del Centro.
Anche in contesti assistenziali diversi da quelli delle RSA — come può essere l’assistenza domiciliare a una persona con disabilità grave — si intrecciano dinamiche emotive, di fiducia e di sforzo condiviso che ci ricordano quanto il lavoro di cura sia, prima di tutto, fatto di relazioni umane. La riflessione di Francesca Poletti, coordinatrice del servizio domiciliare Coop. G. Di Vittorio, è un invito per ogni professionista della Cura a partire sempre dal proprio sentire, soprattutto nei momenti in cui la relazione con chi si assiste si fa complessa e sfidante.
Le voci dei professionisti dell'Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio (VA) ci raccontano come si vive il fine vita nella loro struttura, quando curare non significa più guarire ma accompagnare fino all'ultimo respiro ogni persona, salvaguardandone l'unicità.
Tante persone si chiedono se gli anziani sentono la morte. Elisa Mencacci, psicologa e tanatologa, prova a rispondere a questa domanda aiutandoci ad andare ancor più in profondità, là dove risiede il bisogno della persona di potersi esprimere e di sentirsi accolta con autenticità.
L'articolo racconta di un progetto concreto realizzato presso la Residenza Richelmy di Torino e che ha visti coinvolti residenti, équipe e famiglie in forte connessione. Un'idea semplice e sostenibile per raccogliere e custodire le storie di vita in RSA, anche quando il tempo è scarso e le difficoltà organizzative sono tante.
Una sfilata di abiti da sposa in RSA è molto più di un evento di intrattenimento. In quest’articolo Barbara Picchio (familiare e RSAlover) racconta come è nata e come si è svolta la sfilata di abiti da sposa in RSA in Casa Famiglia Affori a Milano (Gruppo Colisee), mostrando perché iniziative di questo tipo possono essere ponte prezioso di relazioni significative non solo dentro le strutture, ma anche con la comunità esterna.
Come vivono la morte OSS e infermieri che lavorano nelle Residenze per anziani? Presso alcune residenze dell’ASP Progetto Persona (Luzzara, RE) è stato attivato un progetto di medicina narrativa proprio per dare voce ai loro vissuti emotivi, che restano spesso invisibili e poco narrati. Si ringraziano per questa testimonianza Monia Schiavo (psicologa, psicoterapeuta e psicogeriatra, Asp Progetto Persona) e Alessia Ruggiero (tirocinante psicologa, Corso di Laurea Magistrale psicologia dell’Intervento clinico e sociale, Università di Parma).
Francesca Poletti, Coordinatrice servizi domiciliari della Cooperativa G. Di Vittorio, ha scelto di esplorare il mondo delle paure dei caregiver, per invitarci a metterci meglio nei loro panni. In quest’articolo si trova la prima parte delle testimonianze raccolte dalle OSS del servizio domiciliare, che ringraziamo per la condivisione con CURA.

