Orizon by Serenity è un prodotto assorbente che utilizza la tecnologia per informare l’operatore quando il pannolino è saturo e va cambiato. Il prodotto, adottato per un periodo di prova presso Casa di Cura Bonvicini (BZ), è stato molto apprezzato dagli operatori. Quali sono le potenzialità che un sistema di questo tipo può apportare? Ne abbiamo parlato con Debora Michelotto, coordinatrice infermieristica, e con alcuni OSS della struttura.

Intervista a Debora Michelotto, coordinatrice infermieristica, a Camilla Senecione e Roberto Broz, entrambi OSS, che operano presso la Casa di Cura Bonvicini (BZ).

Il sistema innovativo per la gestione dell’incontinenza

Nelle residenze per anziani il controllo dei pannolini è un’attività fondamentale, necessaria a garantire l’igiene e la salute dei residenti. Nella prassi si traduce in una operazione che viene svolta frequentemente, in maniera diretta, dunque effettuando un controllo tangibile della situazione. Questo significa che a orari definiti la persona incontinente interrompe le sue attività per dar modo agli operatori di effettuare il cambio e il controllo del pannolino. Ma il controllo a orari prestabiliti presenta da sempre alcune criticità (che vedremo nel dettaglio più avanti) prima fra tutte, il dover disturbare la persona di frequente anche quando, a fronte del controllo, il pannolino si rivela ancora asciutto.

L’aiuto della tecnologia per migliorare l’assistenza

Orizon by Serenity è un prodotto nato dall’esigenza di supportare gli operatori nella gestione dell’incontinenza, e per favorire il benessere e la serenità degli anziani residenti. Il sistema di rilevamento integrato all’interno del pannolino Orizon permette all’operatore di tenere sotto controllo (tramite una applicazione) il livello di saturazione del prodotto. Non c’è dunque bisogno di effettuare un controllo “visivo” della situazione. L’applicazione – fornita con il prodotto – comunica con il sistema di rilevazione, segnalando lo stato di saturazione del pannolino. L’operatore potrà quindi intervenire quando sarà effettivamente arrivato il momento di cambiarlo.

HOMES

L’esperienza alla Casa di Cura Bonvicini

«Orizon è un sistema piuttosto innovativo», spiega Debora Michelotto, «perché se prima i pannolini venivano cambiati a orari prestabiliti, grazie a questo sistema possiamo cambiarli al bisogno. Grazie a un sensore applicato sul pannolino che rileva quando il pannolino si sta riempiendo, abbiamo la possibilità di visualizzare su qualsiasi dispositivo (desktop, tablet o mobile) la quantità di urina presente. Grazie alla gocciolina verde, arancio o rossa [le icone usate dal sistema come indicatori, ndr ] sappiamo quanto pieno è il pannolino, anche senza guardarlo, e quanto tempo può passare prima di cambiare il paziente».

«Inoltre» aggiunge Roberto Broz «permette a noi OSS di non andare a scomodare la persona per controllarla. E con questo si risparmia qualche cambio pannolino, rispetto a prima, cioè rispetto a quando non potevamo sapere se era urinato o meno».

Come funziona la tecnologia Orizon?

«Il sistema è collegato a una applicazione che è possibile scaricare sullo smartphone (la maggior parte di noi ne tiene sempre uno in tasca)», racconta Camilla Senecione, operatrice sociosanitaria. «Oltre a questo teniamo monitorata la situazione anche dal monitor in infermeria, che restituisce costantemente la panoramica di tutti i residenti che indossano Orizon. Appena installata la clip [la Clip-on riutilizzabile che si posiziona nella tasca anteriore del prodotto Orizon, ndr], un indicatore verde conferma che è attiva, e che da quel momento comunica lo stato di saturazione sul terminale. In più ci dà informazioni sulla posizione che ha il paziente in quel momento. Se è supino, se è prono, se è di fianco, ecc.».

Come è stato accolto dal personale

La Casa di Cura Bonvicini è la prima struttura in Italia ad aver adottato questo sistema. Abbiamo chiesto alla coordinatrice Michelotto come è stato accolto un sistema così innovativo, e se ci sono state resistenze da parte degli operatori all’utilizzo dei dispositivi Orizon by Serenity.

«La nostra clinica è aperta alle novità in campo tecnologico, abbiamo già digitalizzato da molti anni sia la terapia, sia la documentazione sanitaria (cartella clinica, diario e quant’altro). Ma L’accettazione non è stata uguale per tutti» spiega Michelotto, «Solo con qualche infermiere c’è stata una iniziale difficoltà. Al contrario, gli OSS (ovvero coloro che la usavano di più e che quindi la comprendevano meglio) ne hanno da subito apprezzato i vantaggi».

Il sistema è di per sé molto intuitivo, e quindi accessibile anche a chi non ha molta dimestichezza con la tecnologia, ha riferito la coordinatrice infermieristica nel corso dell’intervista.

«C’è chi istintivamente non è molto predisposto al cambiamento, ma il sistema si è rivelato talmente facile e intuitivo da utilizzare che dopo averlo visto usare un paio di volte sai già come funziona. I passaggi in fondo sono pochi: inserisci nome e cognome, la stanza, prendi la clip e la posizioni nel pannolone. Tutto qui. Rapido e veloce».

Quali vantaggi ha apportato e quali può apportare

L’utilizzo in RSA offre un quadro obiettivo su quali siano, a tutti gli effetti i vantaggi che questo sistema, possa apportare. Uno dei vantaggi principali riscontrati nel corso di questa esperienza è di poter andare dal paziente per controllare che stia bene, senza per forza doverlo svestire. Quando lo stato del pannolino è tenuto sotto controllo tramite il sensore, l’operatore può dedicarsi all’anziano in maniera più naturale, parlando semplicemente con lui o lei. Un aspetto decisamente importante in grado di migliorare di molto la qualità della cura.

La testimonianza degli OSS è fondamentale in questo caso.

«C’è anche un risparmio sui pannolini» spiega Roberto Broz. «Abbiamo notato una diminuzione di uso, e una diminuzione dei tempi da destinare al controllo e al cambio. Prima venivano tutti quanti controllati (e dunque svestiti) a intervalli prestabiliti. E anche nel caso in cui erano poco bagnati il pannolino veniva comunque tolto. Invece adesso questo sensore ci dice quanto è bagnato e quando cambiarlo. Quindi se sappiamo che quella persona non è del tutto bagnata quando facciamo il giro, non abbiamo necessità di spogliarla, controllarla e cambiare il pannolone in ogni caso. Ma possiamo occuparci meglio di come sta, e se sta bene e così proseguiamo il giro. C’è molto risparmio di tempo e di pannoloni, in questo modo».

«Soprattutto di notte» aggiunge Camilla Senecione «puoi monitorare lo stato del pannolino da monitor, anziché svegliare la persona. E chi non ha bisogno di essere cambiato può fare un sonno continuativo per tutta la notte». Da quando l’indicatore diventa rosso c’è infatti un tempo di tolleranza che va dalla mezz’ora alle due ore, prima che effettivamente ci siano fuoriuscite. Quindi, il vantaggio si ripercuote indirettamente anche sui cambi di biancheria. «Capita ogni tanto che qualcosa esca dal pannolino e che vada a bagnare il letto. Con questo sistema abbiamo notato una netta diminuzione di letti bagnati» conclude la OSS.

https://www.rivistacura.it/crisi-energetica-soluzioni/

Riduzione di costi e minore produzione di rifiuti

La prassi, ci raccontano, prevedeva infatti che di notte si facesse un giro fisso in cui veniva cambiato il pannolino a tutti in modo che potessero arrivare a mattina. Molte volte però i tempi non corrispondevano alle esigenze fisiologiche di ognuno, per questo a volte la mattina qualche letto risultava bagnato. Sapere esattamente quando il pannolino è quasi pieno permette invece all’operatore di organizzare i tempi in maniera diversa, sulla base cioè delle esigenze reali della persona assistita. «Dal lato dell’utilizzatore» spiega la coordinatrice Michelotto «abbiamo avuto conferme che il pannolino tiene bene la sensazione di asciutto, ed è quindi più gradevole indossarlo. In più» continua «abbiamo notato una riduzione dei sacchi neri dell’immondizia. Al momento non ci è possibile quantificarlo [i pannolini Orizon sono stati adottati per ora solo su piano della struttura, ndr], ma abbiamo notato una riduzione sia dei rifiuti prodotti, sia della biancheria da mandare in lavanderia».

Riduzione delle infezioni

Grazie al materiale innovativo, con un alto grado di assorbenza e tollerabilità di questi nuovi dispositivi, si è potuta notare una riduzione delle irritazioni da pannolino.

«Banalmente, il fatto di non tenere sulla cute un pannolino molto umido riduce tutte le problematiche legate alle piaghe, agli eritemi, che prima riscontravamo in maniera più frequente. Un sistema di questo tipo» confermano gli OSS «ha dunque il pregio di limitare il rischio di dermatiti e irritazioni, e dunque un maggio benessere per chi lo utilizza».

Rapporto costi-benefici

La Casa di Cura Bonvicini di Bolzano ha adottato i dispositivi Orizon by Serenity dalla fine dello scorso ottobre. Per un mese hanno tenuto il prodotto in prova, assistiti da Serenity nelle fasi di implementazione. E hanno continuato ad adottarlo nei mesi successivi. Volendo fare un quadro costi-benefici abbiamo chiesto ai nostri intervistati cosa è emerso. «Il dispositivo ha un costo un po’ più alto rispetto ai classici pannolini, ma dal riscontro emerge comunque che il costo più alto del materiale è plausibilmente assorbito dai benefici che comporta».


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Orizon by Serenity è un prodotto assorbente che utilizza la tecnologia per informare l’operatore quando il pannolino è saturo e va cambiato. Il prodotto, adottato per un periodo di prova presso Casa di Cura Bonvicini (BZ), è stato molto apprezzato dagli operatori. Quali sono le potenzialità che un sistema di questo tipo può apportare? Ne abbiamo parlato con Debora Michelotto, coordinatrice infermieristica, e con alcuni OSS della struttura.

Intervista a Debora Michelotto, coordinatrice infermieristica, a Camilla Senecione e Roberto Broz, entrambi OSS, che operano presso la Casa di Cura Bonvicini (BZ).

Il sistema innovativo per la gestione dell’incontinenza

Nelle residenze per anziani il controllo dei pannolini è un’attività fondamentale, necessaria a garantire l’igiene e la salute dei residenti. Nella prassi si traduce in una operazione che viene svolta frequentemente, in maniera diretta, dunque effettuando un controllo tangibile della situazione. Questo significa che a orari definiti la persona incontinente interrompe le sue attività per dar modo agli operatori di effettuare il cambio e il controllo del pannolino. Ma il controllo a orari prestabiliti presenta da sempre alcune criticità (che vedremo nel dettaglio più avanti) prima fra tutte, il dover disturbare la persona di frequente anche quando, a fronte del controllo, il pannolino si rivela ancora asciutto.

L’aiuto della tecnologia per migliorare l’assistenza

Orizon by Serenity è un prodotto nato dall’esigenza di supportare gli operatori nella gestione dell’incontinenza, e per favorire il benessere e la serenità degli anziani residenti. Il sistema di rilevamento integrato all’interno del pannolino Orizon permette all’operatore di tenere sotto controllo (tramite una applicazione) il livello di saturazione del prodotto. Non c’è dunque bisogno di effettuare un controllo “visivo” della situazione. L’applicazione – fornita con il prodotto – comunica con il sistema di rilevazione, segnalando lo stato di saturazione del pannolino. L’operatore potrà quindi intervenire quando sarà effettivamente arrivato il momento di cambiarlo.

L’esperienza alla Casa di Cura Bonvicini

«Orizon è un sistema piuttosto innovativo», spiega Debora Michelotto, «perché se prima i pannolini venivano cambiati a orari prestabiliti, grazie a questo sistema possiamo cambiarli al bisogno. Grazie a un sensore applicato sul pannolino che rileva quando il pannolino si sta riempiendo, abbiamo la possibilità di visualizzare su qualsiasi dispositivo (desktop, tablet o mobile) la quantità di urina presente. Grazie alla gocciolina verde, arancio o rossa [le icone usate dal sistema come indicatori, ndr ] sappiamo quanto pieno è il pannolino, anche senza guardarlo, e quanto tempo può passare prima di cambiare il paziente».

«Inoltre» aggiunge Roberto Broz «permette a noi OSS di non andare a scomodare la persona per controllarla. E con questo si risparmia qualche cambio pannolino, rispetto a prima, cioè rispetto a quando non potevamo sapere se era urinato o meno».

Come funziona la tecnologia Orizon?

«Il sistema è collegato a una applicazione che è possibile scaricare sullo smartphone (la maggior parte di noi ne tiene sempre uno in tasca)», racconta Camilla Senecione, operatrice sociosanitaria. «Oltre a questo teniamo monitorata la situazione anche dal monitor in infermeria, che restituisce costantemente la panoramica di tutti i residenti che indossano Orizon. Appena installata la clip [la Clip-on riutilizzabile che si posiziona nella tasca anteriore del prodotto Orizon, ndr], un indicatore verde conferma che è attiva, e che da quel momento comunica lo stato di saturazione sul terminale. In più ci dà informazioni sulla posizione che ha il paziente in quel momento. Se è supino, se è prono, se è di fianco, ecc.».

Come è stato accolto dal personale

La Casa di Cura Bonvicini è la prima struttura in Italia ad aver adottato questo sistema. Abbiamo chiesto alla coordinatrice Michelotto come è stato accolto un sistema così innovativo, e se ci sono state resistenze da parte degli operatori all’utilizzo dei dispositivi Orizon by Serenity.

«La nostra clinica è aperta alle novità in campo tecnologico, abbiamo già digitalizzato da molti anni sia la terapia, sia la documentazione sanitaria (cartella clinica, diario e quant’altro). Ma L’accettazione non è stata uguale per tutti» spiega Michelotto, «Solo con qualche infermiere c’è stata una iniziale difficoltà. Al contrario, gli OSS (ovvero coloro che la usavano di più e che quindi la comprendevano meglio) ne hanno da subito apprezzato i vantaggi».

Il sistema è di per sé molto intuitivo, e quindi accessibile anche a chi non ha molta dimestichezza con la tecnologia, ha riferito la coordinatrice infermieristica nel corso dell’intervista.

«C’è chi istintivamente non è molto predisposto al cambiamento, ma il sistema si è rivelato talmente facile e intuitivo da utilizzare che dopo averlo visto usare un paio di volte sai già come funziona. I passaggi in fondo sono pochi: inserisci nome e cognome, la stanza, prendi la clip e la posizioni nel pannolone. Tutto qui. Rapido e veloce».

Quali vantaggi ha apportato e quali può apportare

L’utilizzo in RSA offre un quadro obiettivo su quali siano, a tutti gli effetti i vantaggi che questo sistema, possa apportare. Uno dei vantaggi principali riscontrati nel corso di questa esperienza è di poter andare dal paziente per controllare che stia bene, senza per forza doverlo svestire. Quando lo stato del pannolino è tenuto sotto controllo tramite il sensore, l’operatore può dedicarsi all’anziano in maniera più naturale, parlando semplicemente con lui o lei. Un aspetto decisamente importante in grado di migliorare di molto la qualità della cura.

La testimonianza degli OSS è fondamentale in questo caso.

«C’è anche un risparmio sui pannolini» spiega Roberto Broz. «Abbiamo notato una diminuzione di uso, e una diminuzione dei tempi da destinare al controllo e al cambio. Prima venivano tutti quanti controllati (e dunque svestiti) a intervalli prestabiliti. E anche nel caso in cui erano poco bagnati il pannolino veniva comunque tolto. Invece adesso questo sensore ci dice quanto è bagnato e quando cambiarlo. Quindi se sappiamo che quella persona non è del tutto bagnata quando facciamo il giro, non abbiamo necessità di spogliarla, controllarla e cambiare il pannolone in ogni caso. Ma possiamo occuparci meglio di come sta, e se sta bene e così proseguiamo il giro. C’è molto risparmio di tempo e di pannoloni, in questo modo».

«Soprattutto di notte» aggiunge Camilla Senecione «puoi monitorare lo stato del pannolino da monitor, anziché svegliare la persona. E chi non ha bisogno di essere cambiato può fare un sonno continuativo per tutta la notte». Da quando l’indicatore diventa rosso c’è infatti un tempo di tolleranza che va dalla mezz’ora alle due ore, prima che effettivamente ci siano fuoriuscite. Quindi, il vantaggio si ripercuote indirettamente anche sui cambi di biancheria. «Capita ogni tanto che qualcosa esca dal pannolino e che vada a bagnare il letto. Con questo sistema abbiamo notato una netta diminuzione di letti bagnati» conclude la OSS.

https://www.rivistacura.it/crisi-energetica-soluzioni/

Riduzione di costi e minore produzione di rifiuti

La prassi, ci raccontano, prevedeva infatti che di notte si facesse un giro fisso in cui veniva cambiato il pannolino a tutti in modo che potessero arrivare a mattina. Molte volte però i tempi non corrispondevano alle esigenze fisiologiche di ognuno, per questo a volte la mattina qualche letto risultava bagnato. Sapere esattamente quando il pannolino è quasi pieno permette invece all’operatore di organizzare i tempi in maniera diversa, sulla base cioè delle esigenze reali della persona assistita. «Dal lato dell’utilizzatore» spiega la coordinatrice Michelotto «abbiamo avuto conferme che il pannolino tiene bene la sensazione di asciutto, ed è quindi più gradevole indossarlo. In più» continua «abbiamo notato una riduzione dei sacchi neri dell’immondizia. Al momento non ci è possibile quantificarlo [i pannolini Orizon sono stati adottati per ora solo su piano della struttura, ndr], ma abbiamo notato una riduzione sia dei rifiuti prodotti, sia della biancheria da mandare in lavanderia».

Riduzione delle infezioni

Grazie al materiale innovativo, con un alto grado di assorbenza e tollerabilità di questi nuovi dispositivi, si è potuta notare una riduzione delle irritazioni da pannolino.

«Banalmente, il fatto di non tenere sulla cute un pannolino molto umido riduce tutte le problematiche legate alle piaghe, agli eritemi, che prima riscontravamo in maniera più frequente. Un sistema di questo tipo» confermano gli OSS «ha dunque il pregio di limitare il rischio di dermatiti e irritazioni, e dunque un maggio benessere per chi lo utilizza».

Rapporto costi-benefici

La Casa di Cura Bonvicini di Bolzano ha adottato i dispositivi Orizon by Serenity dalla fine dello scorso ottobre. Per un mese hanno tenuto il prodotto in prova, assistiti da Serenity nelle fasi di implementazione. E hanno continuato ad adottarlo nei mesi successivi. Volendo fare un quadro costi-benefici abbiamo chiesto ai nostri intervistati cosa è emerso. «Il dispositivo ha un costo un po’ più alto rispetto ai classici pannolini, ma dal riscontro emerge comunque che il costo più alto del materiale è plausibilmente assorbito dai benefici che comporta».


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