La base che sorregge ogni progresso sociale.
L’età che dà i frutti più grandi. La specialità delle RSA.
Che cosa significa riuscire davvero a fare spazio al desiderio nella Cura? Quante volte ci troviamo stretti nella morsa delle prestazioni da compiere e finiamo per pensare che le priorità siano altre? La storia di Azzurra, raccontata da Francesca Poletti, ricorda però che il desiderio ci permette di conoscere meglio la persona e, proprio per questo, di comprenderne più profondamente anche i bisogni.
La Chalk Art è una forma di espressione in cui si realizzano disegni con i gessi colorati per dare vita a effetti tridimensionali sorprendenti. Spesso tra i protagonisti di queste opere d’arte ci sono i bambini. Questa volta invece leggiamo della Chalk Art in RSA: grazie a intuizione, impegno e un po’ di coraggio di fisioterapiste ed educatrice della Fondazione Beata Cristina di Calvisano (BS).
L'articolo racconta il senso e le ricadute positive del progetto di musicoterapia attivato in due Centri diurni della Fondazione Alberto Sordi di Roma. Al centro del percorso vi è il concetto di “identità sonora”, cioè il patrimonio musicale ed emotivo che accompagna ogni individuo e che può diventare uno strumento di comunicazione e condivisione in qualunque condizione e al di là delle parole.
Esiste una RSA dove, da trent’anni, il teatro non è un’attività ricreativa ma un gesto di cura. Con la compagnia “Le Ginestre”, Federica Casati ha trasformato il palcoscenico in uno spazio di dignità, relazione e bellezza condivisa. Una rivoluzione silenziosa che ha attraversato resistenze culturali e generazioni di residenti, dimostrando che l’arte è di tutti. Ringraziamo Barbara Picchio (familiare e RSAlover) per aver raccolto e condiviso con CURA la sua storia.
Dare senso al tempo in RSA è un dovere e un diritto che riguarda tutti: le persone che le abitano, le persone che vi lavorano. Chiara Celentano e Barbara di Clemente (rispettivamente Direttrice e promotrice sociale della Residenza Richelmy) ci regalano il consueto contributo a quattro mani che questa volta tocca il cuore, nel vero senso del termine: riportando al centro ciò che conta nella vita.
È ancora possibile vivere in RSA e rimanere sé stessi? Secondo Emilia, 97 anni e residente presso la Casa Residenza di Cavriago (RE) di ASP Carlo Sartori, sì, è possibile, se si riparte da piccole abitudini e se si è accolti in un ambiente fatto di ascolto, dove le persone rispettano il tuo modo di “stare al mondo”. Ci racconta la sua storia Raffaella Lovaglio, coordinatrice della struttura, anche attraverso le testimonianze dei nipoti.
C'è una profonda differenza tra il "far fare attività creative agli ospiti" e il ritrovare nell'arte, invece, un potente canale di espressione, al di là della logica e delle parole. Questo è accaduto al Centro Diurno Margherita di Fano (PU), di Labirinto Cooperativa Sociale, dove il canale artistico viene quotidianamente praticato in favore delle persone con Alzheimer, delle loro famiglie e dei professionisti. La responsabile di struttura Ilaria Giardini ci racconta di un'idea chiamata "La cura nelle mani", vera e propria filosofia assistenziale del Centro.
Anche in contesti assistenziali diversi da quelli delle RSA — come può essere l’assistenza domiciliare a una persona con disabilità grave — si intrecciano dinamiche emotive, di fiducia e di sforzo condiviso che ci ricordano quanto il lavoro di cura sia, prima di tutto, fatto di relazioni umane. La riflessione di Francesca Poletti, coordinatrice del servizio domiciliare Coop. G. Di Vittorio, è un invito per ogni professionista della Cura a partire sempre dal proprio sentire, soprattutto nei momenti in cui la relazione con chi si assiste si fa complessa e sfidante.
Come affrontare il lutto in RSA? Alla Residenza Richelmy di Torino, la risposta ha preso la forma di un gesto semplice e potente: l’Albero della "Voce degli Angeli". Un’esperienza di cura e memoria che accompagna non solo residenti, familiari e operatori, ma anche la comunità che gravita attorno alla struttura, nel dare spazio al dolore senza lasciare nessuno solo.


