Ogni RSA è un tutt’uno con il proprio territorio
e fa parte anche di un universo culturale più ampio.
Paola Tosoni e Fabiana Galli, rispettivamente fisioterapista ed educatrice della Fondazione Beata Cristina di Calvisano (BS), raccontano di una giornata di festa vissuta all’interno della loro RSA, ma lo fanno con uno sguardo particolare. Le modalità e le finalità con cui è stata pensata e organizzata sono infatti fuori dall'ordinarietà. Una testimonianza che può ispirare altre realtà che vogliano coltivare il senso di comunità al proprio interno e con i cittadini.
Quest'articolo conclude la precedente raccolta di testimonianze da parte dei caregiver. L'ultima testimonianza e la riflessione finale della coordinatrice Francesca Poletti ci accompagnano in una riflessione su cosa significa profondamente portare la cura a Casa.
Portare il teatro in RSA per fare comunità attraverso le opere di Shakespeare: questo il cuore del progetto intergenerazionale che ha visto coinvolti gli studenti internazionali dell’Accademia Europea di Firenze e gli anziani residenti presso le strutture di ASP Firenze Montedomini. Il direttore generale Emanuele Pellicanò e la responsabile della comunicazione istituzionale Giulia Fabbrucci, hanno raccontato a Rivista CURA il senso di quest’esperienza.
Fondazione La Residenza di Malnate (VA) spiega qual è l'essenza di una Casa Albergo e le differenze principali rispetto a una RSA, con uno sguardo specifico su come si vive e si lavora all'interno della loro Casa.
Assistenza domiciliare supportiva: la comunicazione con la famiglia come chiave per un buon servizio
Nel percorso di cura a domicilio, la comunicazione con la famiglia rappresenta un elemento fondamentale. In questo articolo, Agnese Catone (responsabile Area servizi territoriali di ASP Carlo Sartori), spiega che cosa è il SAD supportivo, riportando le testimonianze di un'OSS e una familiare, per mostrare un’esperienza di assistenza basata sul dialogo, sulla fiducia e sulla valorizzazione del lavoro di cura.
In quest'articolo curato da Francesca Poletti, coordinatrice di servizi domiciliari della Cooperativa DiVittorio, e Roberta Betti, assistente sociale, compaiono tre figure solo all'apparenza immaginarie: l'operatrice socio-solitaria, il grunco e il coordina-solo. Si tratta di tre esempi umani significativi che ci invitano a riflettere sul delicato equilibrio tra solitudine e lavoro in équipe con cui il coordinatore, in particolare, deve fare i conti quotidianamente.
Quli sono i bisogni a cui i servizi residenziali sanno rispondere? E quali le difficoltà affrontate con le strutture sociosanitarie?
Le cure intermedie permettono di rafforzare la capacità del SSN di fornire servizi adeguati sul territorio e di rivedere i percorsi clinici.
Il progetto Sportello ComfortCura si concentra sull'RSA come ente erogatore del servizio di coordinamento per rispondere ai bisogni socio-assistenziali dei soggetti fragili, integrando anche la partecipazione dei beneficiari nel processo.

