La salute non è assenza di malattia, ma capacità di adattarsi alle sfide sociali, fisiche ed emotive.
Le RSA nutrono la vita, fino alla fine.
La Residenza Francescon ha scelto di destinare la donazione di un benefattore alla creazione di un servizio di prossimità flessibile, per uscire dalle proprie mura e prendersi cura delle persone con demenza e dei loro familiari al domicilio, nella loro vita quotidiana. Daniele Dal Ben, direttore generale della Residenza, insieme a Martina Vettorato e Monica Michelazzo (rispettivamente assistente sociale ed educatrice) raccontano il progetto "S.F.E.R.A. - Servizi alla famiglia: Educazione e Riabilitazione per l'Alzheimer".
La dottoressa Francesca Palmieri, pedagogista e formatrice, ci aiuta a comprendere l'aggressività nella demenza attraverso una storia reale, affinché quella che è un'esperienza comune a tanti caregiver diventi visibile nelle sue cause e nelle sue possibili soluzioni.
Quando in una specifica società e cultura manca una parola per descrivere una realtà, si corre il rischio di non poter costruire nemmeno un adeguato pensiero attorno a essa. Lo scrittore Flavio Pagano racconta di come è nata la parola curacari, neologismo della lingua italiana che racchiude sfumature più profonde dell'equivalente anglofono "caregiver" e che ci consente di colmare questa ingiusta lacuna.
La logopedista Fabiola Gaio ci accompagna in un approfondimento sull'intervento logopedico di gruppo, mostrandoci quanto sia importante per le persone anziane con decadimento cognitivo e come possa essere strutturato nel migliore dei modi.
Il dottor Mino Dentizzi, Geriatra e Direttore Sanitario di RSA, ci invita a riflettere su come possiamo comprendere l'esperienza della persona con demenza, senza aggiungere più informazioni sulla patologia, ma piuttosto cambiando il nostro sguardo. Lo strumento che ci invita a utilizzare è la narrazione, per far sì che ogni intervento di cura sia guidato da una domanda fondamentale: che cosa sta vivendo la persona?
Quando parliamo di Alzheimer, demenza e caregiving siamo abituati a pensare ai figli o ai coniugi che si prendono cura direttamente della persona affetta dalla patologia. Esiste però un punto di vista altrettanto delicato, che merita di prendere luce: quello dei nipoti adulti - in gran parte donne - che spesso portano nel silenzio un doppio carico emotivo. La psicologa Paola M. Taufer ci mostra i risvolti di questo ruolo, spesso invisibile, attraverso un'analisi autentica, concreta e accurata.
In che modo la musica può aiutare le persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza? L’articolo risponde a questa domanda sia dal punto di vista scientifico che da quello umano, raccontando un’iniziativa originale, nata dalla collaborazione di 8 Enti sociosanitari dell’area metropolitana di Firenze.
Francesca Palmieri, pedagogista e formatrice, ci restituisce un'analisi chiara sul ruolo del pedagogista nella cura delle persone con demenza, mostrando come i vuoti formativi e accademici influenzino negativamente la visione delle giovani risorse intorno al mondo delle strutture per anziani.
In quest'articolo a quattro mani, Chiara Celentano e Barbara Di Clemente (rispettivamente direttrice e promotrice sociale della Residenza Richelmy), parlano di sostenibilità ambientale in RSA come elemento verso cui oggi le strutture sono sempre più chiamate a rivolgere il loro impegno. Diverse le iniziative intraprese alla Richelmy in termini di rispetto dell'ambiente, biodiversità e rapporto con la natura. Molti i corsi effettuati in questo senso per formare gli operatori e notevoli i benefici per alcuni anziani residenti, in particolare per chi conserva un profondo legame con la natura nella propria storia di vita.
Miriam Regonesi racconta la sua esperienza di OSS che lavora in hospice, da un punto di vista emotivo e interiore. Secondo la sua riflessione, la capacità di accogliere le emozioni nella cura sarebbe proprio la chiave che apre la porta di ogni relazione: con le persone assistite, con i famigliari e con i colleghi.


