La cultura della cura è prioritaria in un'organizzazione sociosanitaria quando esiste un impegno collettivo e costante a rendere visibile ciò che normalmente rimane invisibile: le persone e la qualità delle loro relazioni che rendono possibile il lavoro di cura. Francesca Poletti e Antonella Garganese (rispettivamente coordinatrice e responsabile settore servizi domiciliari per anziani e persone con disabilità, della Cooperativa G. Di Vittorio) ci accompagnano in una riflessione sugli elementi che ostacolano questa priorità e su ciò che caratterizza, invece, una cultura della noncuranza.
Perché alcuni familiari continuano a tornare in RSA dopo il lutto, dopo che il proprio caro non c’è più? I professionisti dell’ASP Carlo Sartori si sono posti questa domanda, senza cedere a giudizi o risposte semplici. È nato così il progetto Radici, che riguarda tanto il lutto quanto il senso di appartenenza, perché elaborare una perdita non è solo imparare a vivere senza una persona, ma anche trovare un nuovo posto per sé nel proprio mondo di riferimento – in questo caso l’RSA – e un nuovo modo di mantenere vivo il legame. Ce lo racconta Raffaella Lovaglio, coordinatrice di struttura.
L'incontro diventa cura alla Casa Albergo di Malnate, attraverso la presentazione del libro "Ti parlo di noi" a cui hanno partecipato attivamente i residenti.
La logopedista Fabiola Gaio ci accompagna in un approfondimento sull'intervento logopedico di gruppo, mostrandoci quanto sia importante per le persone anziane con decadimento cognitivo e come possa essere strutturato nel migliore dei modi.
Quando parliamo di Alzheimer, demenza e caregiving siamo abituati a pensare ai figli o ai coniugi che si prendono cura direttamente della persona affetta dalla patologia. Esiste però un punto di vista altrettanto delicato, che merita di prendere luce: quello dei nipoti adulti - in gran parte donne - che spesso portano nel silenzio un doppio carico emotivo. La psicologa Paola M. Taufer ci mostra i risvolti di questo ruolo, spesso invisibile, attraverso un'analisi autentica, concreta e accurata.
In che modo la musica può aiutare le persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza? L’articolo risponde a questa domanda sia dal punto di vista scientifico che da quello umano, raccontando un’iniziativa originale, nata dalla collaborazione di 8 Enti sociosanitari dell’area metropolitana di Firenze.
Francesca Palmieri, pedagogista e formatrice, ci restituisce un'analisi chiara sul ruolo del pedagogista nella cura delle persone con demenza, mostrando come i vuoti formativi e accademici influenzino negativamente la visione delle giovani risorse intorno al mondo delle strutture per anziani.
Come vivono la morte OSS e infermieri che lavorano nelle Residenze per anziani? Presso alcune residenze dell’ASP Progetto Persona (Luzzara, RE) è stato attivato un progetto di medicina narrativa proprio per dare voce ai loro vissuti emotivi, che restano spesso invisibili e poco narrati. Si ringraziano per questa testimonianza Monia Schiavo (psicologa, psicoterapeuta e psicogeriatra, Asp Progetto Persona) e Alessia Ruggiero (tirocinante psicologa, Corso di Laurea Magistrale psicologia dell’Intervento clinico e sociale, Università di Parma).
Margherita, affetta da malattia mentale, ha trascorso 26 anni della sua vita in RSA, in assenza di adeguati servizi che potessero rispondere alle sue necessità. Leggiamo la testimonianza di suo fratello, Lorenzo Cazzoli, che racconta in modo genuino e autentico quanto è stata preziosa per la sua famiglia la possibilità per Margherita di essere accolta in struttura.
Che cosa significa oggi essere direttore di RSA? Claudia Murru, che dirige la Residenza Anni D'Oro di Quartu S. Elena (CA), ci regala una riflessione schietta sulle fatiche e le gioie che il suo lavoro comporta. L'articolo è un invito ad allargare la nostra prospettiva, allentando le barriere del ruolo e reintroducendo, con un po' di coraggio, azioni normali e quotidiane nei nostri mansionari.


