Anche se l'intenzione può essere dolce, chiamare nonne e nonni gli anziani che vivono in RSA porta con sé alcune implicazioni etiche e sociali che la sociologa Linda Sabbadin ci aiuta a comprendere.
In quest’articolo Cinzia Siviero (Insegnante del Metodo Validation) ci mostra quanto può essere difficile e che cosa significa essere davvero presenti quando si entra in relazione con la persona che convive con demenza. La presenza tocca in profondità e ha il potere di trasformare l’incontro con l’altro in un momento autentico di connessione.
In Val D'Enza nasce lo Sportello Assistenti Familiari, gestito da Asp Carlo Sartori, in collaborazione con l'Unione dei Comuni della Val D'Enza. Un servizio pubblico e gratuito per orientare le famiglie nella selezione e nell'inserimento dell'assistente familiare, ma anche per fornire formazione e riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori della cura.
Tra addetti ai lavori parliamo spesso di lavoro di cura invisibile. Loretta Giacomozzi, assistente sociale e formatrice, ci invita a riflettere su quanto quest'invisibilità sia un filo comune tanto alle famiglie quanto ai professionisti, e sulle possibili direzioni da percorrere verso il cambiamento.
Migliorare l’igiene delle persone allettate: una soluzione innovativa alla RSA Leopardi di Parabiago
Oggi esistono tecnologie innovative che permettono di migliorare il momento dell’igiene per le persone allettate, riducendo al contempo la fatica degli operatori e portando benefici riconosciuti anche dai familiari. L’articolo racconta di una particolare innovazione tecnologica e culturale, scelta dal Gruppo La Villa per migliorare il benessere e la qualità della cura offerta in tre strutture del gruppo.
Assistenza domiciliare supportiva: la comunicazione con la famiglia come chiave per un buon servizio
Nel percorso di cura a domicilio, la comunicazione con la famiglia rappresenta un elemento fondamentale. In questo articolo, Agnese Catone (responsabile Area servizi territoriali di ASP Carlo Sartori), spiega che cosa è il SAD supportivo, riportando le testimonianze di un'OSS e una familiare, per mostrare un’esperienza di assistenza basata sul dialogo, sulla fiducia e sulla valorizzazione del lavoro di cura.
La Chalk Art è una forma di espressione in cui si realizzano disegni con i gessi colorati per dare vita a effetti tridimensionali sorprendenti. Spesso tra i protagonisti di queste opere d’arte ci sono i bambini. Questa volta invece leggiamo della Chalk Art in RSA: grazie a intuizione, impegno e un po’ di coraggio di fisioterapiste ed educatrice della Fondazione Beata Cristina di Calvisano (BS).
Portare il teatro in RSA per fare comunità attraverso le opere di Shakespeare: questo il cuore del progetto intergenerazionale che ha visto coinvolti gli studenti internazionali dell’Accademia Europea di Firenze e gli anziani residenti presso le strutture di ASP Firenze Montedomini. Il direttore generale Emanuele Pellicanò e la responsabile della comunicazione istituzionale Giulia Fabbrucci, hanno raccontato a Rivista CURA il senso di quest’esperienza.


