In quest’articolo, la dottoressa Francesca Palmieri ci spiega che cos’è la confabulazione nelle persone con demenza, perché si manifesta e come interpretare l’invenzione di ricordi o episodi mai accaduti.

Perché una persona con demenza racconta ricordi mai vissuti?

Quando ho conosciuto Sandra, sono rimasta affascinata dalla sua storia di vita e dal modo in cui lei la narrava. Altre informazioni sul suo passato sono state ottenute parlando con gli assistenti sociali, i vicini di casa e alcune amiche. Durante questi incontri ho anche scoperto che parte della sua storia di vita era frutto dell’immaginazione della protagonista.

Può capitare che chi soffre di demenza possa “inventarsi” il passato a causa della confabulazione, un fenomeno psicologico attraverso il quale una persona crea storie e ricordi falsi in modo involontario e inconsapevole. Questo accade perché la patologia distorce i ricordi, e inventarli è un tentativo di riempire i vuoti mnemonici. Sandra pensava realmente che questa fosse la sua storia, e così ho ritenuto opportuno raccontarla così come narratami dalla protagonista.

Demenza e confabulazione: di cosa si tratta

Il fenomeno della confabulazione, che in Sandra ha dipinto un passato idealizzato e romanzato, rappresenta una delle sfide più delicate nella relazione di cura. La confabulazione è un meccanismo di difesa involontario: la persona non mente per ingannare, ma cerca di colmare vuoti di memoria dolorosi o incolmabili con tasselli emotivi che restituiscono coerenza e dignità al proprio vissuto. Per chi opera quotidianamente nei contesti di cura o si prende cura di un familiare affetto da demenza, approcciarsi correttamente a questo fenomeno richiede sensibilità, empatia e l’applicazione di alcune linee guida pratiche.

Mantenere un atteggiamento calmo

Risulta molto importante evitare la correzione e mantenere un atteggiamento calmo e paziente. Dire frasi come “Non è vero, ti stai inventando tutto” o “Le cose non sono andate così” non serve a ripristinare la memoria. Al contrario, genera ansia, frustrazione, senso di insicurezza e sfiducia. Occorre seguire il filo del discorso e mostrare interesse per ciò che viene detto.

Assumere un atteggiamento validante

Piuttosto che concentrarsi sulla veridicità dei fatti narrati, è utile spostare l’attenzione sui sentimenti che la storia evoca in chi la racconta.

Provare a reindirizzare l’attenzione

Se la confabulazione genera agitazione o convinzioni persecutorie, il metodo migliore è deviare dolcemente la conversazione verso un’attività concreta, un ricordo positivo e sicuro o un passatempo gradito.

Creare un ambiente rassicurante

Può accadere che la confabulazione sia la risposta a sentimenti di insicurezza, irrequietezza o paura. Assicurarsi che l’ambiente circostante sia confortevole e familiare può contribuire a ridurre il disagio.

Confabulazione nella demenza: l’importanza dell’empatia

In conclusione, la confabulazione nelle persone affette da demenza è un aspetto complesso e delicato, ma con il giusto approccio i familiari e i caregiver possono aiutare il proprio caro a sentirsi ascoltato, compreso e accettato. Nel caso specifico di Sandra, l’atteggiamento empatico del personale della Residenza in cui viveva è stato la chiave per costruire un rapporto positivo e di supporto, garantendole un senso di sicurezza e di benessere interiore.

About the Author: Francesca Palmieri

Avatar photo
Pedagogista e Coordinatrice Pedagogica specializzata nell'ambito della cura geriatrica.
semi di cura

Semi di CURA
NEWSLETTER

Esiste un significato profondo nel lavoro di CURA e una ricchezza nascosta in RSA?

La newsletter
«Semi di CURA»
indaga questo e lo racconta ogni ultimo venerdì del mese.

In quest’articolo, la dottoressa Francesca Palmieri ci spiega che cos’è la confabulazione nelle persone con demenza, perché si manifesta e come interpretare l’invenzione di ricordi o episodi mai accaduti.

Perché una persona con demenza racconta ricordi mai vissuti?

Quando ho conosciuto Sandra, sono rimasta affascinata dalla sua storia di vita e dal modo in cui lei la narrava. Altre informazioni sul suo passato sono state ottenute parlando con gli assistenti sociali, i vicini di casa e alcune amiche. Durante questi incontri ho anche scoperto che parte della sua storia di vita era frutto dell’immaginazione della protagonista.

Può capitare che chi soffre di demenza possa “inventarsi” il passato a causa della confabulazione, un fenomeno psicologico attraverso il quale una persona crea storie e ricordi falsi in modo involontario e inconsapevole. Questo accade perché la patologia distorce i ricordi, e inventarli è un tentativo di riempire i vuoti mnemonici. Sandra pensava realmente che questa fosse la sua storia, e così ho ritenuto opportuno raccontarla così come narratami dalla protagonista.

Demenza e confabulazione: di cosa si tratta

Il fenomeno della confabulazione, che in Sandra ha dipinto un passato idealizzato e romanzato, rappresenta una delle sfide più delicate nella relazione di cura. La confabulazione è un meccanismo di difesa involontario: la persona non mente per ingannare, ma cerca di colmare vuoti di memoria dolorosi o incolmabili con tasselli emotivi che restituiscono coerenza e dignità al proprio vissuto. Per chi opera quotidianamente nei contesti di cura o si prende cura di un familiare affetto da demenza, approcciarsi correttamente a questo fenomeno richiede sensibilità, empatia e l’applicazione di alcune linee guida pratiche.

Mantenere un atteggiamento calmo

Risulta molto importante evitare la correzione e mantenere un atteggiamento calmo e paziente. Dire frasi come “Non è vero, ti stai inventando tutto” o “Le cose non sono andate così” non serve a ripristinare la memoria. Al contrario, genera ansia, frustrazione, senso di insicurezza e sfiducia. Occorre seguire il filo del discorso e mostrare interesse per ciò che viene detto.

Assumere un atteggiamento validante

Piuttosto che concentrarsi sulla veridicità dei fatti narrati, è utile spostare l’attenzione sui sentimenti che la storia evoca in chi la racconta.

Provare a reindirizzare l’attenzione

Se la confabulazione genera agitazione o convinzioni persecutorie, il metodo migliore è deviare dolcemente la conversazione verso un’attività concreta, un ricordo positivo e sicuro o un passatempo gradito.

Creare un ambiente rassicurante

Può accadere che la confabulazione sia la risposta a sentimenti di insicurezza, irrequietezza o paura. Assicurarsi che l’ambiente circostante sia confortevole e familiare può contribuire a ridurre il disagio.

Confabulazione nella demenza: l’importanza dell’empatia

In conclusione, la confabulazione nelle persone affette da demenza è un aspetto complesso e delicato, ma con il giusto approccio i familiari e i caregiver possono aiutare il proprio caro a sentirsi ascoltato, compreso e accettato. Nel caso specifico di Sandra, l’atteggiamento empatico del personale della Residenza in cui viveva è stato la chiave per costruire un rapporto positivo e di supporto, garantendole un senso di sicurezza e di benessere interiore.

About the Author: Francesca Palmieri

Avatar photo
Pedagogista e Coordinatrice Pedagogica specializzata nell'ambito della cura geriatrica.
semi di cura

Semi di CURA
NEWSLETTER

Esiste un significato profondo nel lavoro di CURA e una ricchezza nascosta in RSA?

La newsletter
«Semi di CURA»
indaga questo e lo racconta ogni ultimo venerdì del mese.

Leave A Comment