In quest’articolo a quattro mani, Chiara Celentano e Barbara di Clemente (rispettivamente direttrice e promotrice sociale della Residenza Richelmy), parlano di sostenibilità ambientale in RSA come elemento verso cui oggi le strutture sono sempre più chiamate a rivolgere il loro impegno.

Diverse le iniziative intraprese alla Richelmy in termini di rispetto dell’ambiente, biodiversità e rapporto con la natura. Molti i corsi effettuati in questo senso per formare gli operatori e notevoli i benefici per alcuni anziani residenti, in particolare per chi conserva un profondo legame con la natura nella propria storia di vita.

Responsabilità sociale d’impresa nelle RSA

Di Chiara Celentano

Quando si parla di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, il pensiero corre immediatamente alla qualità delle cure, alla professionalità degli operatori e al benessere delle persone accolte.

Oggi, tuttavia, esiste una dimensione ulteriore che le organizzazioni responsabili non possono ignorare: la tutela dell’ambiente.

Questo approccio prende il nome di Corporate Social Responsibility (CSR), ovvero Responsabilità Sociale d’Impresa. La CSR rappresenta l’impegno delle aziende a generare valore non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale, assumendosi la responsabilità dell’impatto che le proprie attività producono sulle persone, sulle comunità e sul pianeta.

La sostenibilità, però, non vive soltanto nei documenti strategici o nelle dichiarazioni di principio, ma prende forma soprattutto attraverso i gesti quotidiani di chi lavora nelle strutture e di chi le abita, come ben racconta Barbara di Clemente, promotrice sociale della Residenza Richelmy, nei paragrafi che seguono.

Le RSA fanno parte del mondo

Spira un’aria di cambiamento nel modo di percepire le RSA. Leggera, per carità. Ma capace di scompigliare i pensieri.

Lo avverti fuori dai cancelli, quando racconti alla gente che lavori in una Residenza per anziani e non ti trovi davanti a occhi sbarrati o boccuccia tremula come a dire: “Santo cielo, poveri vecchietti… soli e abbandonati”!

Per fortuna menti illuminate hanno cominciato a seminare qua e là idee di vita in questi campi che, se ben innaffiati, sono capaci di gettare fuori rigogliose infiorescenze.

Il primo passo? Non considerare le RSA strutture fuori dal mondo: far sì che lo abitino. Inglobarle a pieno titolo in quelle iniziative esterne che si muovono a favore di una Società migliore, più consapevole e sensibile.

Insomma, se si dovesse creare su questo uno spot sarebbe: anziano sì, ma inutile proprio no. Un tema che oggi più che mai interessa e scotta è quello dell’ecologia e tutti, dai più piccoli ai più grandi, siamo chiamati a fare il nostro. Ovunque ci troviamo.

Sostenibilità ambientale in RSA: le iniziative concrete alla Richelmy

Alla Residenza Richelmy, ad esempio, stanno nascendo attività largamente partecipate legate alla natura, al rispetto per l’ambiente, alla biodiversità.

Come le farfalle che Elisabeth, giovane e brillante animatrice, ha curato come figlie per poter far vivere ai residenti un’esperienza indimenticabile di “volo collettivo”.

cura di farfalle alla RSA Richelmy

“Diciamo che è nato tutto per gioco”, ci racconta, “ma poi si è trasformato in qualcosa di molto serio.

Abbiamo accolto dei piccoli bruchi, li abbiamo nutriti, osservati crescere, trasformarsi e, quando è stato il momento li abbiamo liberati.

Ho ancora davanti a me i residenti, tutti in cerchio nel giardino della Richelmy, che guardano con il naso all’insù le quattro magnifiche farfalle salire in cielo.

Hanno pure dato il nome a ognuna di loro: Arcobaleno, Fantasia, Luce, Libera-e-bella.

In questa cura corale ci siamo sentiti una vera famiglia, ma non solo.

Le farfalle stanno drasticamente diminuendo e non possiamo voltare la faccia dall’altra parte.

Anche noi volevamo dire la nostra attraverso questo piccolo gesto che, in fondo, diventa grande quando si prende sotto la propria ala un essere fragile.”

Un’altra iniziativa che da anni coinvolge con passione molti residenti è quella dell’orto, gestita da Palmina, animatrice storica e stoica.

“Tutto è nato nel 2023”, ci dice tutta fiera, “stando molto con i residenti e ascoltando i loro racconti di vita, mi sono resa conto che molti avevano un legame forte con la terra.

Aldo mi aveva raccontato che i genitori coltivavano il tabacco e lui li aiutava a raccogliere le foglie, setacciarle, seccarle, per poi venderle al Monopolio di Stato.

Così ho pensato che sarebbe stato bello ricreare un piccolo fazzoletto da coltivare, curare insieme, per ridestare ricordi e mostrare la bellezza della natura che sboccia, matura e dà i suoi frutti.

Nel giardino antistante alla Struttura i residenti hanno seminato zucchine, melanzane, pomodori, fragoline.

A proposito di fragoline… c’è uno scoiattolo che gironzola nella nostra zona e viene a fare incetta di questi frutti rossi. Il figlio di una nostra residente lo ha filmato ed è stato emozionante vedere quella piccola creatura divorarli di gusto.

All’interno della Richelmy vengono inoltre fatti diversi corsi per aiutare il personale ad allargare gli orizzonti e avvicinarsi a più tematiche possibili per migliorare la qualità di vita degli anziani.

Uno in particolare, sulla biodiversità, ha incentivato gli operatori a ricreare cerchi virtuosi in RSA in modo che flora e fauna convivano tra loro serenamente. Ecco, guardando il simpatico roditore abbuffarsi, possiamo dire che, nel piccolo, questa figura giottesca è stata disegnata alla perfezione.

La natura in RSA: I benefici per gli anziani residenti

Ora l’orto si è ampliato, è arrivato al terrazzo del quarto piano. Due enormi vasi ospitano le verdure fresche che, in un tempo relativamente irrisorio, sono già pronte da raccogliere e assaggiare.

Franco, appena si alza, non vede l’ora di andare su a innaffiare. Aveva un balconcino pieno di piante e questo rito lo riporta un po’ a casa.

E poi è emozionante vedere le loro facce quando si trovano davanti a una melanzana che sta dentro una mano con tutte le fattezze di ciò che diventerà a piena maturazione.

C’è chi mentre toglie foglie morte e taglia rametti secchi, si lascia andare a ricordi passati che profumano di basilico raccolto col nonno, menta fresca aggiunta ai fagiolini della mamma o pomodorini schiacciati su una fetta di pane tostato.

Sostenibilità ambientale e iniziative intergenerazionali in RSA

Negli ultimi anni le porte della Richelmy si sono anche aperte ai bambini.

Non solo come visite sporadiche in cui portare disegni e conoscere i nomi dei residenti, ma appuntamenti mensili fissi di lettura di libri in cui le due generazioni dialogano tra di loro in uno scambio continuo di racconti, sorrisi e, perché no, lotta spalla a spalla per dare un minuscolo contributo di bellezza al nostro mondo.

A questo proposito, a giugno, i piccoli, armati di pinze, hanno raccolto bicchieri di plastica, cartacce, bottigliette di vetro, bucce di banane e cicche di sigaretta nel giardino delle Residenza. Naturalmente il tutto era stato appositamente “allestito” per mostrare loro quanto cambi radicalmente uno scenario se l’uomo ci mette malamente la mano.

Così, mentre alcuni residenti si prestavano a tenere ben aperti i sacchetti per differenziare al meglio, i bimbi lavoravano sodo per riportare quell’erbetta smeraldo al suo pieno splendore.

Alla fine, una marionetta, nonno Fedro, ha letto a tutti gli astanti un albo illustrato che narrava, senza peli sulla lingua, di deforestazione e abusi edilizi. Grosse tematiche per sensibilizzare le anime più giovani e aprire scambi di pensieri fruttuosi con quelle più antiche.

Tante le iniziative per lasciare una piccola firma sul pianeta; tanta la voglia di dire ancora la propria nonostante l’età e il corpo non più collaborativo come un tempo.

E in questa lunga filiera di cura – delle farfalle, dei frutti, dei fiori, dei bambini, degli anziani – le residenze si tramutano in piccoli spazi di vita in cui la voglia di lottare per un mondo migliore bolle e ribolle vigorosa come il sugo della nonna la domenica.

La visione e l’impegno del Gruppo Emeis

Di Chiara Celentano

Ogni iniziativa raccontata rappresenta un tassello di una visione più ampia, per la quale la qualità della cura comprende anche la qualità dell’ambiente in cui le persone vivono.

Questa è la visione del Gruppo Emeis, di cui la Residenza Richelmy fa parte, che si traduce anche in ulteriori azioni concrete: una Carta degli Acquisti Responsabili che orienta la scelta dei fornitori verso criteri ambientali, sociali ed etici; una politica della ristorazione che valorizza prodotti locali e stagionali, incrementa le proteine vegetali, riduce gli sprechi alimentari e limita l’utilizzo della plastica monouso; un’attenzione crescente alla biodiversità e alla biofilia, promuovendo giardini terapeutici, spazi verdi e attività che favoriscono il contatto con la natura.

Come si diceva, però, la sostenibilità non si costruisce soltanto attraverso grandi strategie aziendali, ma nasce soprattutto dai comportamenti quotidiani: differenziare correttamente i rifiuti, ridurre i consumi energetici e idrici, coinvolgere operatori, residenti e famiglie in una cultura condivisa del rispetto per l’ambiente.

Come RSA del Gruppo anche la Residenza Richelmy partecipa a questo percorso, nella profonda convinzione che prendersi cura delle persone significhi inevitabilmente prendersi cura anche del mondo che le circonda.

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La Residenza per anziani nel cuore di Torino

In quest’articolo a quattro mani, Chiara Celentano e Barbara di Clemente (rispettivamente direttrice e promotrice sociale della Residenza Richelmy), parlano di sostenibilità ambientale in RSA come elemento verso cui oggi le strutture sono sempre più chiamate a rivolgere il loro impegno.

Diverse le iniziative intraprese alla Richelmy in termini di rispetto dell’ambiente, biodiversità e rapporto con la natura. Molti i corsi effettuati in questo senso per formare gli operatori e notevoli i benefici per alcuni anziani residenti, in particolare per chi conserva un profondo legame con la natura nella propria storia di vita.

Responsabilità sociale d’impresa nelle RSA

Di Chiara Celentano

Quando si parla di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, il pensiero corre immediatamente alla qualità delle cure, alla professionalità degli operatori e al benessere delle persone accolte.

Oggi, tuttavia, esiste una dimensione ulteriore che le organizzazioni responsabili non possono ignorare: la tutela dell’ambiente.

Questo approccio prende il nome di Corporate Social Responsibility (CSR), ovvero Responsabilità Sociale d’Impresa. La CSR rappresenta l’impegno delle aziende a generare valore non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale, assumendosi la responsabilità dell’impatto che le proprie attività producono sulle persone, sulle comunità e sul pianeta.

La sostenibilità, però, non vive soltanto nei documenti strategici o nelle dichiarazioni di principio, ma prende forma soprattutto attraverso i gesti quotidiani di chi lavora nelle strutture e di chi le abita, come ben racconta Barbara di Clemente, promotrice sociale della Residenza Richelmy, nei paragrafi che seguono.

Le RSA fanno parte del mondo

Spira un’aria di cambiamento nel modo di percepire le RSA. Leggera, per carità. Ma capace di scompigliare i pensieri.

Lo avverti fuori dai cancelli, quando racconti alla gente che lavori in una Residenza per anziani e non ti trovi davanti a occhi sbarrati o boccuccia tremula come a dire: “Santo cielo, poveri vecchietti… soli e abbandonati”!

Per fortuna menti illuminate hanno cominciato a seminare qua e là idee di vita in questi campi che, se ben innaffiati, sono capaci di gettare fuori rigogliose infiorescenze.

Il primo passo? Non considerare le RSA strutture fuori dal mondo: far sì che lo abitino. Inglobarle a pieno titolo in quelle iniziative esterne che si muovono a favore di una Società migliore, più consapevole e sensibile.

Insomma, se si dovesse creare su questo uno spot sarebbe: anziano sì, ma inutile proprio no. Un tema che oggi più che mai interessa e scotta è quello dell’ecologia e tutti, dai più piccoli ai più grandi, siamo chiamati a fare il nostro. Ovunque ci troviamo.

Sostenibilità ambientale in RSA: le iniziative concrete alla Richelmy

Alla Residenza Richelmy, ad esempio, stanno nascendo attività largamente partecipate legate alla natura, al rispetto per l’ambiente, alla biodiversità.

Come le farfalle che Elisabeth, giovane e brillante animatrice, ha curato come figlie per poter far vivere ai residenti un’esperienza indimenticabile di “volo collettivo”.

cura di farfalle alla RSA Richelmy

“Diciamo che è nato tutto per gioco”, ci racconta, “ma poi si è trasformato in qualcosa di molto serio.

Abbiamo accolto dei piccoli bruchi, li abbiamo nutriti, osservati crescere, trasformarsi e, quando è stato il momento li abbiamo liberati.

Ho ancora davanti a me i residenti, tutti in cerchio nel giardino della Richelmy, che guardano con il naso all’insù le quattro magnifiche farfalle salire in cielo.

Hanno pure dato il nome a ognuna di loro: Arcobaleno, Fantasia, Luce, Libera-e-bella.

In questa cura corale ci siamo sentiti una vera famiglia, ma non solo.

Le farfalle stanno drasticamente diminuendo e non possiamo voltare la faccia dall’altra parte.

Anche noi volevamo dire la nostra attraverso questo piccolo gesto che, in fondo, diventa grande quando si prende sotto la propria ala un essere fragile.”

Un’altra iniziativa che da anni coinvolge con passione molti residenti è quella dell’orto, gestita da Palmina, animatrice storica e stoica.

“Tutto è nato nel 2023”, ci dice tutta fiera, “stando molto con i residenti e ascoltando i loro racconti di vita, mi sono resa conto che molti avevano un legame forte con la terra.

Aldo mi aveva raccontato che i genitori coltivavano il tabacco e lui li aiutava a raccogliere le foglie, setacciarle, seccarle, per poi venderle al Monopolio di Stato.

Così ho pensato che sarebbe stato bello ricreare un piccolo fazzoletto da coltivare, curare insieme, per ridestare ricordi e mostrare la bellezza della natura che sboccia, matura e dà i suoi frutti.

Nel giardino antistante alla Struttura i residenti hanno seminato zucchine, melanzane, pomodori, fragoline.

A proposito di fragoline… c’è uno scoiattolo che gironzola nella nostra zona e viene a fare incetta di questi frutti rossi. Il figlio di una nostra residente lo ha filmato ed è stato emozionante vedere quella piccola creatura divorarli di gusto.

All’interno della Richelmy vengono inoltre fatti diversi corsi per aiutare il personale ad allargare gli orizzonti e avvicinarsi a più tematiche possibili per migliorare la qualità di vita degli anziani.

Uno in particolare, sulla biodiversità, ha incentivato gli operatori a ricreare cerchi virtuosi in RSA in modo che flora e fauna convivano tra loro serenamente. Ecco, guardando il simpatico roditore abbuffarsi, possiamo dire che, nel piccolo, questa figura giottesca è stata disegnata alla perfezione.

La natura in RSA: I benefici per gli anziani residenti

Ora l’orto si è ampliato, è arrivato al terrazzo del quarto piano. Due enormi vasi ospitano le verdure fresche che, in un tempo relativamente irrisorio, sono già pronte da raccogliere e assaggiare.

Franco, appena si alza, non vede l’ora di andare su a innaffiare. Aveva un balconcino pieno di piante e questo rito lo riporta un po’ a casa.

E poi è emozionante vedere le loro facce quando si trovano davanti a una melanzana che sta dentro una mano con tutte le fattezze di ciò che diventerà a piena maturazione.

C’è chi mentre toglie foglie morte e taglia rametti secchi, si lascia andare a ricordi passati che profumano di basilico raccolto col nonno, menta fresca aggiunta ai fagiolini della mamma o pomodorini schiacciati su una fetta di pane tostato.

Sostenibilità ambientale e iniziative intergenerazionali in RSA

Negli ultimi anni le porte della Richelmy si sono anche aperte ai bambini.

Non solo come visite sporadiche in cui portare disegni e conoscere i nomi dei residenti, ma appuntamenti mensili fissi di lettura di libri in cui le due generazioni dialogano tra di loro in uno scambio continuo di racconti, sorrisi e, perché no, lotta spalla a spalla per dare un minuscolo contributo di bellezza al nostro mondo.

A questo proposito, a giugno, i piccoli, armati di pinze, hanno raccolto bicchieri di plastica, cartacce, bottigliette di vetro, bucce di banane e cicche di sigaretta nel giardino delle Residenza. Naturalmente il tutto era stato appositamente “allestito” per mostrare loro quanto cambi radicalmente uno scenario se l’uomo ci mette malamente la mano.

Così, mentre alcuni residenti si prestavano a tenere ben aperti i sacchetti per differenziare al meglio, i bimbi lavoravano sodo per riportare quell’erbetta smeraldo al suo pieno splendore.

Alla fine, una marionetta, nonno Fedro, ha letto a tutti gli astanti un albo illustrato che narrava, senza peli sulla lingua, di deforestazione e abusi edilizi. Grosse tematiche per sensibilizzare le anime più giovani e aprire scambi di pensieri fruttuosi con quelle più antiche.

Tante le iniziative per lasciare una piccola firma sul pianeta; tanta la voglia di dire ancora la propria nonostante l’età e il corpo non più collaborativo come un tempo.

E in questa lunga filiera di cura – delle farfalle, dei frutti, dei fiori, dei bambini, degli anziani – le residenze si tramutano in piccoli spazi di vita in cui la voglia di lottare per un mondo migliore bolle e ribolle vigorosa come il sugo della nonna la domenica.

La visione e l’impegno del Gruppo Emeis

Di Chiara Celentano

Ogni iniziativa raccontata rappresenta un tassello di una visione più ampia, per la quale la qualità della cura comprende anche la qualità dell’ambiente in cui le persone vivono.

Questa è la visione del Gruppo Emeis, di cui la Residenza Richelmy fa parte, che si traduce anche in ulteriori azioni concrete: una Carta degli Acquisti Responsabili che orienta la scelta dei fornitori verso criteri ambientali, sociali ed etici; una politica della ristorazione che valorizza prodotti locali e stagionali, incrementa le proteine vegetali, riduce gli sprechi alimentari e limita l’utilizzo della plastica monouso; un’attenzione crescente alla biodiversità e alla biofilia, promuovendo giardini terapeutici, spazi verdi e attività che favoriscono il contatto con la natura.

Come si diceva, però, la sostenibilità non si costruisce soltanto attraverso grandi strategie aziendali, ma nasce soprattutto dai comportamenti quotidiani: differenziare correttamente i rifiuti, ridurre i consumi energetici e idrici, coinvolgere operatori, residenti e famiglie in una cultura condivisa del rispetto per l’ambiente.

Come RSA del Gruppo anche la Residenza Richelmy partecipa a questo percorso, nella profonda convinzione che prendersi cura delle persone significhi inevitabilmente prendersi cura anche del mondo che le circonda.

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La Residenza per anziani nel cuore di Torino
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