La dottoressa Angela Di Giaimo, infermiera e formatrice in ambito sociosanitario, ci parla di disfagia: cosa mangiare, quali cibi evitare, come imboccare e in generale come stare accanto nel miglior modo possibile alla persona che ne soffre. 

Chi assiste una persona anziana fragile o semplicemente siede al suo stesso tavolo, dovrebbe conoscere un disturbo molto insidioso e talvolta anche pericoloso come la disfagia.

Se non siamo sufficientemente informati, alcuni segni e sintomi della disfagia, potrebbero passare inosservati, ma se prestiamo attenzione, potremo essere in grado di riconoscerli per tempo e prevenire complicanze anche piuttosto serie.

Se quotidianamente ti prendi cura di una persona anziana fragile, e ti trovi spesso a cucinare per lei, a imboccarla oppure ad assisterla al pasto, quest’articolo è per te.

Spero di riuscire a trasmetterti alcune informazioni generali in tema di disfagia, per aiutarti a rendere i tuoi gesti di cura più consapevoli e sicuri.

Disfagia: che cos’è

La disfagia è un disturbo della deglutizione che può riguardare cibi liquidi, solidi o entrambi.

È un problema che comporta uno scorretto passaggio del bolo, ovvero il cibo masticato e unito alla saliva.

Nella persona affetta da disfagia, il bolo rischia di “sbagliare strada” e, anziché dirigersi vero lo stomaco, può andare nelle vie respiratorie (comunemente diciamo che “va di traverso”).

Nei polmoni, infatti, ci deve andare solo l’aria: la presenza di liquidi o cibo potrebbe provocare una serie di complicanze più o meno gravi.

Disfagia: cause principali

Le cause della disfagia possono essere varie; tra quelle principali ricordiamo:

A volte anche alcuni farmaci possono influire sulla disfagia.

chi colpisce la disfagia

Disfagia: sintomi

Vediamo ora in sintesi come si manifesta la disfagia.

I sintomi della disfagia più frequenti possono essere:

Questi segnali possono insorgere anche lentamente e via via aggravarsi.

Se la persona è cognitivamente integra può riferirli, diversamente, è importante osservare e prestare molta attenzione.

Se riscontri qualche segno o sintomo avvisa il prima possibile il medico che farà accertamenti e ti darà ulteriori indicazioni.

Disfagia: cibi da evitare

Disfagia: cosa mangiare

L’ideale è mangiare cibi con consistenza omogenea, come cibi cremosi, frullati e omogenei che siano facili da deglutire.

È inoltre preferibile che il cibo sia servito a temperature diverse da quella corporea (37°𝐶), ovvero ben freddo o ben caldo, per stimolare il riflesso della deglutizione.

La dieta deve infine essere personalizzata in base alla gravità della disfagia e sempre sotto la supervisione di professionisti specialisti.

Disfagia: consigli per il pasto

Ti suggerisco inoltre di frazionare preferibilmente l’alimentazione in pasti piccoli e frequenti, procedendo sempre lentamente, con piccole quantità alla volta, lasciando il tempo di masticare e deglutire.

È importante che la persona affetta da disfagia mangi in posizione seduta con le braccia comodamente appoggiate ai braccioli della sedia, abbassando leggermente il mento verso il torace durante la deglutizione

Abbi sempre cura che si concentri sul pasto, senza parlare o essere distratta da chi la aiuta (assolutamente da evitare la TV accesa durante il pasto).

Assicurati sempre che sia sufficientemente attenta e interrompi la somministrazione di alimenti ai primi segni di stanchezza.

Se la persona ha una emiparesi, è importante porgerle il cibo dal lato della bocca della parte non colpita.

Assicurati anche che il cavo orale non presenti residui di cibo prima di somministrare la porzione successiva e, in generale, accertati che vi sia sempre un’accurata igiene del cavo orale, evitando ristagni di cibo, muco e saliva che potrebbero compromettere la deglutizione e favorire l’insorgenza di infezioni.

Puoi invitare la persona a emettere periodicamente due o tre colpi di tosse, seguiti da qualche deglutizione a vuoto, per eliminare eventuali residui di cibo dalla bocca

Così come è importante non utilizzare le cannucce, perché non permettono un controllo del flusso dei liquidi, e non somministrare pastiglie intere con acqua: meglio tritarle e mescolarle in un cibo semisolido oppure con acqua addensata.

Il medico può comunque prescrivere farmaci in altre forme farmaceutiche (gocce, polveri, sospensioni, supposte, ecc).

Infine, nell’addensare cibi e bevande, ti suggerisco di versare con attenzione poco prodotto per volta per ottenere facilmente la consistenza desiderata.

Disfagia: come imboccare e assistere

Concludo con alcuni suggerimenti per aiutarti a metterti il più possibile nei panni della persona con disfagia, utili in particolare nel momento dell’imboccamento.

Assisti e/o imbocca con attenzione e da seduto, mettendoti di fronte, all’altezza degli occhi, così sarà più facile per te osservare, ascoltare e verificare eventuali segni e sintomi.

Quando imbocchi, aiuta la persona a posizionarsi bene, ovvero seduta con la schiena dritta, sia che sia a letto, sia che sia su una sedia.

Adeguati ai suoi tempi e, se necessario, indica verbalmente le azioni che deve compiere. incoraggiala se necessario, con le parole e con il tono giusto. Puoi parlare anche con lo sguardo!

Infine è sempre importante conoscere e assecondare i suoi gusti. Dunque cura l’impiattamento: così produrrà più saliva e questo favorirà la deglutizione.

Ricordiamoci sempre che “prima mangiamo con gli occhi”, dunque anche piccoli accorgimenti, come usare stoviglie colorate in contrasto con la pietanza, evitando di mischiare le pietanze fra loro, possono diventare fondamentali per la persona che convive con la disfagia.

About the Author: Angela Di Giaimo

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Infermiera, consulente e formatrice in ambito sociosanitario. Fa parte del team dei narratorə di CURA.

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La dottoressa Angela Di Giaimo, infermiera e formatrice in ambito sociosanitario, ci parla di disfagia: cosa mangiare, quali cibi evitare, come imboccare e in generale come stare accanto nel miglior modo possibile alla persona che ne soffre. 

Chi assiste una persona anziana fragile o semplicemente siede al suo stesso tavolo, dovrebbe conoscere un disturbo molto insidioso e talvolta anche pericoloso come la disfagia.

Se non siamo sufficientemente informati, alcuni segni e sintomi della disfagia, potrebbero passare inosservati, ma se prestiamo attenzione, potremo essere in grado di riconoscerli per tempo e prevenire complicanze anche piuttosto serie.

Se quotidianamente ti prendi cura di una persona anziana fragile, e ti trovi spesso a cucinare per lei, a imboccarla oppure ad assisterla al pasto, quest’articolo è per te.

Spero di riuscire a trasmetterti alcune informazioni generali in tema di disfagia, per aiutarti a rendere i tuoi gesti di cura più consapevoli e sicuri.

Disfagia: che cos’è

La disfagia è un disturbo della deglutizione che può riguardare cibi liquidi, solidi o entrambi.

È un problema che comporta uno scorretto passaggio del bolo, ovvero il cibo masticato e unito alla saliva.

Nella persona affetta da disfagia, il bolo rischia di “sbagliare strada” e, anziché dirigersi vero lo stomaco, può andare nelle vie respiratorie (comunemente diciamo che “va di traverso”).

Nei polmoni, infatti, ci deve andare solo l’aria: la presenza di liquidi o cibo potrebbe provocare una serie di complicanze più o meno gravi.

Disfagia: cause principali

Le cause della disfagia possono essere varie; tra quelle principali ricordiamo:

A volte anche alcuni farmaci possono influire sulla disfagia.

chi colpisce la disfagia

Disfagia: sintomi

Vediamo ora in sintesi come si manifesta la disfagia.

I sintomi della disfagia più frequenti possono essere:

Questi segnali possono insorgere anche lentamente e via via aggravarsi.

Se la persona è cognitivamente integra può riferirli, diversamente, è importante osservare e prestare molta attenzione.

Se riscontri qualche segno o sintomo avvisa il prima possibile il medico che farà accertamenti e ti darà ulteriori indicazioni.

Disfagia: cibi da evitare

Disfagia: cosa mangiare

L’ideale è mangiare cibi con consistenza omogenea, come cibi cremosi, frullati e omogenei che siano facili da deglutire.

È inoltre preferibile che il cibo sia servito a temperature diverse da quella corporea (37°𝐶), ovvero ben freddo o ben caldo, per stimolare il riflesso della deglutizione.

La dieta deve infine essere personalizzata in base alla gravità della disfagia e sempre sotto la supervisione di professionisti specialisti.

Disfagia: consigli per il pasto

Ti suggerisco inoltre di frazionare preferibilmente l’alimentazione in pasti piccoli e frequenti, procedendo sempre lentamente, con piccole quantità alla volta, lasciando il tempo di masticare e deglutire.

È importante che la persona affetta da disfagia mangi in posizione seduta con le braccia comodamente appoggiate ai braccioli della sedia, abbassando leggermente il mento verso il torace durante la deglutizione

Abbi sempre cura che si concentri sul pasto, senza parlare o essere distratta da chi la aiuta (assolutamente da evitare la TV accesa durante il pasto).

Assicurati sempre che sia sufficientemente attenta e interrompi la somministrazione di alimenti ai primi segni di stanchezza.

Se la persona ha una emiparesi, è importante porgerle il cibo dal lato della bocca della parte non colpita.

Assicurati anche che il cavo orale non presenti residui di cibo prima di somministrare la porzione successiva e, in generale, accertati che vi sia sempre un’accurata igiene del cavo orale, evitando ristagni di cibo, muco e saliva che potrebbero compromettere la deglutizione e favorire l’insorgenza di infezioni.

Puoi invitare la persona a emettere periodicamente due o tre colpi di tosse, seguiti da qualche deglutizione a vuoto, per eliminare eventuali residui di cibo dalla bocca

Così come è importante non utilizzare le cannucce, perché non permettono un controllo del flusso dei liquidi, e non somministrare pastiglie intere con acqua: meglio tritarle e mescolarle in un cibo semisolido oppure con acqua addensata.

Il medico può comunque prescrivere farmaci in altre forme farmaceutiche (gocce, polveri, sospensioni, supposte, ecc).

Infine, nell’addensare cibi e bevande, ti suggerisco di versare con attenzione poco prodotto per volta per ottenere facilmente la consistenza desiderata.

Disfagia: come imboccare e assistere

Concludo con alcuni suggerimenti per aiutarti a metterti il più possibile nei panni della persona con disfagia, utili in particolare nel momento dell’imboccamento.

Assisti e/o imbocca con attenzione e da seduto, mettendoti di fronte, all’altezza degli occhi, così sarà più facile per te osservare, ascoltare e verificare eventuali segni e sintomi.

Quando imbocchi, aiuta la persona a posizionarsi bene, ovvero seduta con la schiena dritta, sia che sia a letto, sia che sia su una sedia.

Adeguati ai suoi tempi e, se necessario, indica verbalmente le azioni che deve compiere. incoraggiala se necessario, con le parole e con il tono giusto. Puoi parlare anche con lo sguardo!

Infine è sempre importante conoscere e assecondare i suoi gusti. Dunque cura l’impiattamento: così produrrà più saliva e questo favorirà la deglutizione.

Ricordiamoci sempre che “prima mangiamo con gli occhi”, dunque anche piccoli accorgimenti, come usare stoviglie colorate in contrasto con la pietanza, evitando di mischiare le pietanze fra loro, possono diventare fondamentali per la persona che convive con la disfagia.

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