Ci sono RSA in cui la direzione e i professionisti sono capaci di mettere in dubbio ciò che si pensa sia immutabile. Questo è il caso della Casa di riposo Giulio Gianetti, che ha scelto di coinvolgere Unit e Viesse Consulting in un progetto di umanizzazione delle cure che nasce e si sviluppa attraverso il valore di questa collaborazione.

Una sinergia lunga e tutta sul campo, da cui ha preso vita, tra le tante nuove idee, la Scheda Teresina.

 Una scheda visiva empatica che, attraverso immagini intuitive, offre una lettura immediata della storia e del profilo emotivo della persona anziana residente in struttura.

Nell’articolo che segue, Simona Bosi (art director di Unit Srl, Agenzia di Comunicazione in provincia di Como), racconta come è nata la scheda Teresina e come può aiutare a rendere più efficace la trasmissione delle informazioni biografiche della persona.

Aver cura dell’unicità della Persona

Tutto nasce dal forte desiderio della dott.ssa Angela di Marco, direttrice di Casa Gianetti, di prendersi cura delle persone in modo unico, rispettoso e fortemente empatico: la sua convinzione è che se conosci la storia della persona, i suoi gusti, le sue abitudini e le sue attitudini/passioni (passate o presenti), puoi davvero fare la differenza attraverso semplici gesti, cure quotidiane, piccole sfumature.

Aver cura delle persone anziane residenti in struttura conoscendole davvero è prima di tutto una forma di rispetto nei loro confronti che eleva la loro individualità e le fa sentire senza dubbio più comprese e meno sole.

Non stiamo parlando di assistere le persone prendendo in carico esclusivamente i bisogni sanitari, ma parliamo di quello stile di accoglienza che mira a prendersi cura dello spirito e dell’anima di ogni persona, partendo dalla consapevolezza che siamo tutti il risultato di un’intera vita e che l’anzianità è solo una parte di questa lunga storia.

La persona che riceve attenzioni adeguate e rispettose delle sue caratteristiche uniche si sente più adeguata, più coinvolta, più riconosciuta come persona, a prescindere dallo stato di salute fisica o mentale.

 

Chi sono io?

Provo a fare un esempio partendo da me stessa.

Puoi seguirmi nella riflessione e provare a farlo anche tu, pensando a chi sei e a cosa ti appassiona.

Certo sono questo e molto altro, ma prova a immaginare se un giorno mi trovassi a vivere in una RSA e magari non fossi più in grado di spiegare le mie necessità agli operatori… e mi mettessero davanti alla TV a vedere proprio quelle trasmissioni che detesto.

E se invece mi regalassero un album di fogli per gli schizzi, un carboncino e una gomma pane, oppure un libro d’arte se non dovessi essere più in grado di maneggiare una matita?

Se mi facessero curare piante di salvia, timo e basilico nel giardino della struttura?

O se ancora durante le attività di igiene, prolungassero un pochino lo spazzolamento dei capelli o mi chiedessero di parlare delle opere d’arte più belle che io abbia visto?

L’operatore non deve per forza utilizzare più tempo o più energie per soddisfare le mie necessità, ma potrebbe usare quel tempo al meglio.

Cos’è la scheda Teresina

La scheda Teresina è uno strumento di divulgazione e condivisione della storia di vita della persona, consultabile da tutti gli operatori in qualsiasi momento.

La sua più grande funzionalità è quella di permettere di individuare in modo semplice, veloce e intuitivo la parte emotiva di ogni singola persona anziana.

Il suo più grande potere è proprio quello di poter essere consultata nel giro di pochissimi attimi, senza togliere tempo all’operatore dalle sue mansioni.

La scheda Teresina non contiene alcuna informazione di tipo sanitario, ma rappresenta in maniera profonda il profilo emotivo della persona.

Nel corso del progetto, mentre lavoravamo alla realizzazione della scheda, ci siamo ispirati alla storia vera di Teresina, signora residente in una residenza assistita, raccogliendo la sua storia e le sue preferenze attraverso le parole del figlio.

Teresina è autentica, come autentiche sono le sue passioni, i suoi affetti, i suoi gusti, le sue propensioni.

È stata la sua autenticità a darci l’idea di chiamare questo strumento Scheda Teresina

Semplificare il lavoro agli operatori

Proprio perché la sua consultazione è veloce e immediata, il suo utilizzo non toglie tempo ed energie agli operatori, ma al contrario lo semplifica.

Essendo uno strumento di consultazione sempre disponibile, rende l’approccio verso le persone fragili uniformato e coerente.

Per fare un esempio, se la persona non sopporta che si parli ad alta voce, tutti avranno quest’informazione disponibile in modo immediato, associata ad altre informazioni che stimolano e orientano gli operatori all’approccio più funzionale verso quella singola persona residente.

Così tutti gli operatori in turno potranno adottare la stessa semplice accortezza di parlare a bassa voce quando si è accanto a lei, relazionandosi con maggiore possibilità di successo.

Questo per esempio è un dettaglio che nella vita dell’operatore non porta alcun carico, ma nella vita della persona anziana può fare la differenza.

Così, se la scheda Teresina viene consultata da tutti (anche dai nuovi operatori assunti) si creeranno delle “best practice empatiche” in maniera semplice e naturale.

Inoltre, proviamo a pensare a quanto possa essere utile nei casi in cui un operatore si trova a coprire il turno di un collega in un reparto che di solito non è quello a lui assegnato.

Attraverso la scheda Teresina potrà accedere immediatamente alle informazioni senza dover chiedere ai colleghi e potrà più facilmente adottare un approccio su misura per le persone di cui, fino a quel momento, non conosceva le abitudini.

Dare un messaggio positivo alle famiglie

 Oltre a migliorare la comunicazione tra professionisti e la trasmissione di informazioni internamente, la scheda Teresina di fatto può implicitamente mandare un messaggio positivo alle famiglie.

Pensiamo a un familiare che si trova nella delicata fase di inserimento del proprio caro in una struttura residenziale.

Sapere che lo si sta affidando a una realtà dove l’interesse verso la sua storia e la sua emotività è così vivo, così messo nero su bianco, può aiutare a dare un senso di serenità, ed è probabile che aumenti la fiducia verso la struttura scelta.

Con la scheda Teresina, anche il familiare ha un ruolo, che non è solo quello del committente: è colui che dà valore al ricordo, che garantisce alla persona anziana un legame vero tra la storia fuori e la storia dentro la struttura residenziale.

Questo per lo meno è ciò che sta accadendo in Casa di Riposo Giulio Gianetti, dove i familiari accolgono con entusiasmo il progetto, vedendo in esso un modo concreto per dare importanza alle informazioni emotive dei propri cari.

Sapere che le persone che si curano del nostro caro ogni giorno – tutte, nessuna esclusa! –possano conoscere a fondo la storia, le inclinazioni, i gusti e le esigenze a livello emotivo, ci può far percepire, come familiari, amici o futuri ospiti della residenza, la qualità e la professionalità dei servizi proposti.

D’altra parte, le relazioni tra professionisti e persone assistite diventano vere e importanti quando le emozioni, la sensibilità e l’empatia diventano parte integrante non solo della cura, ma della vita stessa, di tutte le persone che frequentano la struttura residenziale.

“Fare marketing”, ma quello buono

La scheda Teresina è nata sul campo proprio perché ci piace essere un aiuto “speciale “per tutte quelle strutture che hanno bisogno di migliorare la loro comunicazione sia verso l’esterno (con familiari e territorio) sia internamente tra colleghi e reparti.

La nostra non è “un’agenzia di comunicazione che fa grafica”.

Noi entriamo in empatia con la struttura, cercando di capirne le criticità e ascoltando il suo cuore.

L’esperienza fatta ci porta a conoscere già molte problematiche e le reali esigenze e i delicati equilibri che caratterizzano l’organizzazione delle strutture sociosanitarie.

In una RSA la comunicazione è dappertutto e il nostro scopo è quello di rendere le comunicazioni chiare, trasparenti, efficaci, ma anche tanto belle da vedere, perché tutti noi abbiamo bisogno di bellezza.

Quello che abbiamo imparato sul campo è che le RSA talvolta hanno bisogno di supporto per comunicare in modo positivo, dinamico e preciso, ma soprattutto per far emergere la loro unicità.

Hanno cioè bisogno di “fare marketing”, ma quello buono, consapevole, etico e professionale.

La comunicazione in struttura è alla base di una buona organizzazione.

In ogni piccolo dettaglio una comunicazione fatta nel modo sbagliato può dare origine a errori, malcontenti, sfiducia, formando un clima di negatività sia da parte dei professionisti sia da parte dei familiari.

Per questo i nostri siti web e le carte dei servizi raccontano storie di bellezza, creando una narrazione coinvolgente che rispecchia tutti i valori e i punti di forza di ogni struttura.

Portiamo idee nuove e maggiore sensibilità anche con strumenti di comunicazione sia nella fase di accoglienza che nel fine vita, in particolare per accompagnare i familiari nel lutto dopo che il loro caro viene a mancare.

Il messaggio che desideriamo veicolare ai familiari è chiaro: la perdita del loro caro non rappresenta per la struttura un semplice “letto che si libera”, ma un’assenza che lascia un ricordo, un vuoto, perché quella vita ha avuto valore.

Realizziamo poi supporti grafici e documenti, carte dei servizi, compleanni e ricorrenze, eventi, e con i nostri percorsi di consulenza e formazione supportiamo la struttura dandole gli strumenti per comunicare bene, respirare aria fresca e alimentare la fiducia da e verso le persone.

La scheda Teresina è nata proprio così, vivendo la struttura.

Durante un percorso di formazione sono emerse le criticità che riguardavano proprio la mancanza di un metodo efficace per potersi trasmettere le storie di vita in RSA, ovvero per riuscire a scambiarsi le informazioni principali sulle persone, in un contesto dove la gran parte del tempo è necessariamente dedicata alle attività di cura di base, e ben poco ne resta per la comunicazione.

È ascoltando i professionisti, dunque, che abbiamo capito come migliorare questo aspetto: la scheda Teresina non sarebbe mai nata se non fossimo entrati così in profondità in una RSA.

In questo senso sono profondamente grata alla direttrice Angela Di Marco che ci ha permesso di entrare e che oggi commenta così il nostro lavoro:

“Collaborare con due professionisti che hanno condiviso il nostro progetto con passione, coscienza e profonda umanità ha rappresentato per noi un’opportunità preziosa.

La sinergia che si è creata ci ha arricchiti reciprocamente: è grazie a queste affinità che si riesce ad andare oltre il previsto, a stimolarsi a vicenda, a dare il meglio di sé.

Queste sono le qualità perfette per chi lavora in una RSA, perché permettono di costruire percorsi autentici, significativi e profondamente rispettosi della Persona.”

Perché amo il mondo delle RSA

C’è una vita prima di entrare in una RSA, e c’è una vita dopo.

Chi non la vive, non può sapere davvero cosa significhi.

Da fuori, si intravede solo uno stabile, magari oltre un cancello su una strada.

Ma la vita vera, quella autentica che scorre lì dentro, resta invisibile agli occhi di chi non la conosce.

La prima volta che ho varcato quella soglia, tanti anni fa, ho provato emozioni nuove, profonde, non facili da elaborare.

Ho sentito la fragilità e la dolcezza delle persone anziane, e mi hanno attraversato. Mi sono sentita malinconica. Mi sono immedesimata in loro, ho pensato ai miei cari, ho sentito con forza che nessuno di noi possiede il dono dell’eterna giovinezza.

Con il tempo, però, qualcosa in me è cambiato. Quelle emozioni si sono trasformate.

Ho capito che il vero valore che si nasconde in una RSA sono le storie.

Le storie di tutti.

Ognuna diversa, ognuna preziosa. Ho capito che quelle storie non devono essere solo raccontate a voce, perché non devono svanire.

Se comunicate con i giusti mezzi e nel modo giusto invece, sono storie che possono restare, e che ti lasciano sempre qualcosa.

Ci sono anche le storie degli operatori: esseri umani che si prendono cura, con passione e convinzione, di altri esseri umani.
Li ho visti commuoversi, resistere, cercare nuove soluzioni, sorridere. Sono parte di quella vita silenziosa e potente che popola le strutture.

Per questo, insieme a tutto il team di Unit Srl, abbiamo deciso di offrire il nostro contributo mettendo a disposizione le nostre competenze in comunicazione e marketing per supportare queste realtà nel raccontarsi al meglio, con rispetto e sensibilità, e attraverso nuove idee.

About the Author: Simona Bosi

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Art director di Unit srl, agenzia di comunicazione di Lomazzo (CO)

Grazie di cuore

Se questo articolo ti è stato utile, puoi fare una donazione

per aiutarci a costruire il “ponte di CURA

Con 1 euro contribuisci a cambiare la narrazione stereotipata sulla vecchiaia e sul mondo delle RSA.

Con un piccolo abbonamento annuale puoi fare ancora di più.

Ci sono RSA in cui la direzione e i professionisti sono capaci di mettere in dubbio ciò che si pensa sia immutabile. Questo è il caso della Casa di riposo Giulio Gianetti, che ha scelto di coinvolgere Unit e Viesse Consulting in un progetto di umanizzazione delle cure che nasce e si sviluppa attraverso il valore di questa collaborazione.

Una sinergia lunga e tutta sul campo, da cui ha preso vita, tra le tante nuove idee, la Scheda Teresina.

 Una scheda visiva empatica che, attraverso immagini intuitive, offre una lettura immediata della storia e del profilo emotivo della persona anziana residente in struttura.

Nell’articolo che segue, Simona Bosi (art director di Unit Srl, Agenzia di Comunicazione in provincia di Como), racconta come è nata la scheda Teresina e come può aiutare a rendere più efficace la trasmissione delle informazioni biografiche della persona.

Aver cura dell’unicità della Persona

Tutto nasce dal forte desiderio della dott.ssa Angela di Marco, direttrice di Casa Gianetti, di prendersi cura delle persone in modo unico, rispettoso e fortemente empatico: la sua convinzione è che se conosci la storia della persona, i suoi gusti, le sue abitudini e le sue attitudini/passioni (passate o presenti), puoi davvero fare la differenza attraverso semplici gesti, cure quotidiane, piccole sfumature.

Aver cura delle persone anziane residenti in struttura conoscendole davvero è prima di tutto una forma di rispetto nei loro confronti che eleva la loro individualità e le fa sentire senza dubbio più comprese e meno sole.

Non stiamo parlando di assistere le persone prendendo in carico esclusivamente i bisogni sanitari, ma parliamo di quello stile di accoglienza che mira a prendersi cura dello spirito e dell’anima di ogni persona, partendo dalla consapevolezza che siamo tutti il risultato di un’intera vita e che l’anzianità è solo una parte di questa lunga storia.

La persona che riceve attenzioni adeguate e rispettose delle sue caratteristiche uniche si sente più adeguata, più coinvolta, più riconosciuta come persona, a prescindere dallo stato di salute fisica o mentale.

 

Chi sono io?

Provo a fare un esempio partendo da me stessa.

Puoi seguirmi nella riflessione e provare a farlo anche tu, pensando a chi sei e a cosa ti appassiona.

Certo sono questo e molto altro, ma prova a immaginare se un giorno mi trovassi a vivere in una RSA e magari non fossi più in grado di spiegare le mie necessità agli operatori… e mi mettessero davanti alla TV a vedere proprio quelle trasmissioni che detesto.

E se invece mi regalassero un album di fogli per gli schizzi, un carboncino e una gomma pane, oppure un libro d’arte se non dovessi essere più in grado di maneggiare una matita?

Se mi facessero curare piante di salvia, timo e basilico nel giardino della struttura?

O se ancora durante le attività di igiene, prolungassero un pochino lo spazzolamento dei capelli o mi chiedessero di parlare delle opere d’arte più belle che io abbia visto?

L’operatore non deve per forza utilizzare più tempo o più energie per soddisfare le mie necessità, ma potrebbe usare quel tempo al meglio.

Cos’è la scheda Teresina

La scheda Teresina è uno strumento di divulgazione e condivisione della storia di vita della persona, consultabile da tutti gli operatori in qualsiasi momento.

La sua più grande funzionalità è quella di permettere di individuare in modo semplice, veloce e intuitivo la parte emotiva di ogni singola persona anziana.

Il suo più grande potere è proprio quello di poter essere consultata nel giro di pochissimi attimi, senza togliere tempo all’operatore dalle sue mansioni.

La scheda Teresina non contiene alcuna informazione di tipo sanitario, ma rappresenta in maniera profonda il profilo emotivo della persona.

Nel corso del progetto, mentre lavoravamo alla realizzazione della scheda, ci siamo ispirati alla storia vera di Teresina, signora residente in una residenza assistita, raccogliendo la sua storia e le sue preferenze attraverso le parole del figlio.

Teresina è autentica, come autentiche sono le sue passioni, i suoi affetti, i suoi gusti, le sue propensioni.

È stata la sua autenticità a darci l’idea di chiamare questo strumento Scheda Teresina

Semplificare il lavoro agli operatori

Proprio perché la sua consultazione è veloce e immediata, il suo utilizzo non toglie tempo ed energie agli operatori, ma al contrario lo semplifica.

Essendo uno strumento di consultazione sempre disponibile, rende l’approccio verso le persone fragili uniformato e coerente.

Per fare un esempio, se la persona non sopporta che si parli ad alta voce, tutti avranno quest’informazione disponibile in modo immediato, associata ad altre informazioni che stimolano e orientano gli operatori all’approccio più funzionale verso quella singola persona residente.

Così tutti gli operatori in turno potranno adottare la stessa semplice accortezza di parlare a bassa voce quando si è accanto a lei, relazionandosi con maggiore possibilità di successo.

Questo per esempio è un dettaglio che nella vita dell’operatore non porta alcun carico, ma nella vita della persona anziana può fare la differenza.

Così, se la scheda Teresina viene consultata da tutti (anche dai nuovi operatori assunti) si creeranno delle “best practice empatiche” in maniera semplice e naturale.

Inoltre, proviamo a pensare a quanto possa essere utile nei casi in cui un operatore si trova a coprire il turno di un collega in un reparto che di solito non è quello a lui assegnato.

Attraverso la scheda Teresina potrà accedere immediatamente alle informazioni senza dover chiedere ai colleghi e potrà più facilmente adottare un approccio su misura per le persone di cui, fino a quel momento, non conosceva le abitudini.

Dare un messaggio positivo alle famiglie

 Oltre a migliorare la comunicazione tra professionisti e la trasmissione di informazioni internamente, la scheda Teresina di fatto può implicitamente mandare un messaggio positivo alle famiglie.

Pensiamo a un familiare che si trova nella delicata fase di inserimento del proprio caro in una struttura residenziale.

Sapere che lo si sta affidando a una realtà dove l’interesse verso la sua storia e la sua emotività è così vivo, così messo nero su bianco, può aiutare a dare un senso di serenità, ed è probabile che aumenti la fiducia verso la struttura scelta.

Con la scheda Teresina, anche il familiare ha un ruolo, che non è solo quello del committente: è colui che dà valore al ricordo, che garantisce alla persona anziana un legame vero tra la storia fuori e la storia dentro la struttura residenziale.

Questo per lo meno è ciò che sta accadendo in Casa di Riposo Giulio Gianetti, dove i familiari accolgono con entusiasmo il progetto, vedendo in esso un modo concreto per dare importanza alle informazioni emotive dei propri cari.

Sapere che le persone che si curano del nostro caro ogni giorno – tutte, nessuna esclusa! –possano conoscere a fondo la storia, le inclinazioni, i gusti e le esigenze a livello emotivo, ci può far percepire, come familiari, amici o futuri ospiti della residenza, la qualità e la professionalità dei servizi proposti.

D’altra parte, le relazioni tra professionisti e persone assistite diventano vere e importanti quando le emozioni, la sensibilità e l’empatia diventano parte integrante non solo della cura, ma della vita stessa, di tutte le persone che frequentano la struttura residenziale.

“Fare marketing”, ma quello buono

La scheda Teresina è nata sul campo proprio perché ci piace essere un aiuto “speciale “per tutte quelle strutture che hanno bisogno di migliorare la loro comunicazione sia verso l’esterno (con familiari e territorio) sia internamente tra colleghi e reparti.

La nostra non è “un’agenzia di comunicazione che fa grafica”.

Noi entriamo in empatia con la struttura, cercando di capirne le criticità e ascoltando il suo cuore.

L’esperienza fatta ci porta a conoscere già molte problematiche e le reali esigenze e i delicati equilibri che caratterizzano l’organizzazione delle strutture sociosanitarie.

In una RSA la comunicazione è dappertutto e il nostro scopo è quello di rendere le comunicazioni chiare, trasparenti, efficaci, ma anche tanto belle da vedere, perché tutti noi abbiamo bisogno di bellezza.

Quello che abbiamo imparato sul campo è che le RSA talvolta hanno bisogno di supporto per comunicare in modo positivo, dinamico e preciso, ma soprattutto per far emergere la loro unicità.

Hanno cioè bisogno di “fare marketing”, ma quello buono, consapevole, etico e professionale.

La comunicazione in struttura è alla base di una buona organizzazione.

In ogni piccolo dettaglio una comunicazione fatta nel modo sbagliato può dare origine a errori, malcontenti, sfiducia, formando un clima di negatività sia da parte dei professionisti sia da parte dei familiari.

Per questo i nostri siti web e le carte dei servizi raccontano storie di bellezza, creando una narrazione coinvolgente che rispecchia tutti i valori e i punti di forza di ogni struttura.

Portiamo idee nuove e maggiore sensibilità anche con strumenti di comunicazione sia nella fase di accoglienza che nel fine vita, in particolare per accompagnare i familiari nel lutto dopo che il loro caro viene a mancare.

Il messaggio che desideriamo veicolare ai familiari è chiaro: la perdita del loro caro non rappresenta per la struttura un semplice “letto che si libera”, ma un’assenza che lascia un ricordo, un vuoto, perché quella vita ha avuto valore.

Realizziamo poi supporti grafici e documenti, carte dei servizi, compleanni e ricorrenze, eventi, e con i nostri percorsi di consulenza e formazione supportiamo la struttura dandole gli strumenti per comunicare bene, respirare aria fresca e alimentare la fiducia da e verso le persone.

La scheda Teresina è nata proprio così, vivendo la struttura.

Durante un percorso di formazione sono emerse le criticità che riguardavano proprio la mancanza di un metodo efficace per potersi trasmettere le storie di vita in RSA, ovvero per riuscire a scambiarsi le informazioni principali sulle persone, in un contesto dove la gran parte del tempo è necessariamente dedicata alle attività di cura di base, e ben poco ne resta per la comunicazione.

È ascoltando i professionisti, dunque, che abbiamo capito come migliorare questo aspetto: la scheda Teresina non sarebbe mai nata se non fossimo entrati così in profondità in una RSA.

In questo senso sono profondamente grata alla direttrice Angela Di Marco che ci ha permesso di entrare e che oggi commenta così il nostro lavoro:

“Collaborare con due professionisti che hanno condiviso il nostro progetto con passione, coscienza e profonda umanità ha rappresentato per noi un’opportunità preziosa.

La sinergia che si è creata ci ha arricchiti reciprocamente: è grazie a queste affinità che si riesce ad andare oltre il previsto, a stimolarsi a vicenda, a dare il meglio di sé.

Queste sono le qualità perfette per chi lavora in una RSA, perché permettono di costruire percorsi autentici, significativi e profondamente rispettosi della Persona.”

Perché amo il mondo delle RSA

C’è una vita prima di entrare in una RSA, e c’è una vita dopo.

Chi non la vive, non può sapere davvero cosa significhi.

Da fuori, si intravede solo uno stabile, magari oltre un cancello su una strada.

Ma la vita vera, quella autentica che scorre lì dentro, resta invisibile agli occhi di chi non la conosce.

La prima volta che ho varcato quella soglia, tanti anni fa, ho provato emozioni nuove, profonde, non facili da elaborare.

Ho sentito la fragilità e la dolcezza delle persone anziane, e mi hanno attraversato. Mi sono sentita malinconica. Mi sono immedesimata in loro, ho pensato ai miei cari, ho sentito con forza che nessuno di noi possiede il dono dell’eterna giovinezza.

Con il tempo, però, qualcosa in me è cambiato. Quelle emozioni si sono trasformate.

Ho capito che il vero valore che si nasconde in una RSA sono le storie.

Le storie di tutti.

Ognuna diversa, ognuna preziosa. Ho capito che quelle storie non devono essere solo raccontate a voce, perché non devono svanire.

Se comunicate con i giusti mezzi e nel modo giusto invece, sono storie che possono restare, e che ti lasciano sempre qualcosa.

Ci sono anche le storie degli operatori: esseri umani che si prendono cura, con passione e convinzione, di altri esseri umani.
Li ho visti commuoversi, resistere, cercare nuove soluzioni, sorridere. Sono parte di quella vita silenziosa e potente che popola le strutture.

Per questo, insieme a tutto il team di Unit Srl, abbiamo deciso di offrire il nostro contributo mettendo a disposizione le nostre competenze in comunicazione e marketing per supportare queste realtà nel raccontarsi al meglio, con rispetto e sensibilità, e attraverso nuove idee.

About the Author: Simona Bosi

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Grazie di cuore

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