Un intenso racconto di assistenza domiciliare di tenacia e di vitalità.

Francesca Poletti
Assistente sociale e coordinatrice di servizi sociosanitari della Cooperativa Sociale Di Vittorio

Jamie e Samu sono due bambini che abbiamo conosciuto circa un anno e mezzo fa. Svolgiamo con loro e con i loro genitori un servizio di assistenza domiciliare per 3 volte a settimana, per aiuto alla persona.
Ma descriverlo è limitativo. Non riesco a dare un’idea di cosa sia la loro casa: fatta in funzione loro, con percorsi tracciati e colorati dove possano liberamente muoversi, piena di giochi, di colori, di amore, di tappeti rotanti con liane di alpinisti inventati dai loro genitori.
Marcella e José sono originari della Val d’Aosta, si sono spostati per far nuotare i loro “pesciolini” e farli seguire dal noto istruttore per bimbi disabili che abbiamo qui in zona.
I bimbi hanno una disabilità importante che limita quasi del tutto la loro attività e autonomia. Quando li abbiamo conosciuti erano in carrozzina entrambi, oggi i loro super genitori hanno fatto arrivare dalla Polonia delle magiche scarpe che oltre a farli stare quasi in piedi ci fanno tutti sognare!
Li definirei due leoni, che lottano con le unghie e con i denti per i loro figli, per farli vivere bene e per creare intorno a loro un ambiente favorevole. Per fare questo non esitano a esigere il dovuto: li ricordo ancora il primo giorno, quando José aprendomi le porte della sua casa e della sua vita, mi disse: “non pretenderemo cose che le oss non possono fare, pretenderemo che facciano bene quello che possono fare”!
Da lì per noi si è aperto un mondo, fatto di scoperte, di conoscenza, di gioco e di tenacia. Ci insegnano che non è mai ora di darsi per vinti, e che sorridere alla vita è un imperativo anche quando le condizioni sono difficili. Co sentiamo appagati quando nelle foto vediamo gli immancabili sorrisi di Jamie e Samuel, che fanno terapia occupazionale, motoria, insieme alle nostre domiciliari e ai loro instancabili genitori.
Quest’estate abbiamo svolto il nostro servizio al mare dimostrando che… si può fare! Marcella e José ci hanno permesso di svolgere le nostre ore in 2 momenti anzi che 3, così da ammortizzare spostamenti e altro, e l’estate è stata una meraviglia. L’aiuto fondamentale nella mobilità e nel supporto alle varie attività ci ha donato un’incredibile voglia di fare e di condividere il nostro lavoro. Ricordo una oss che ci raccontò che fuori dall’acqua Jamie e Samuel erano così come li conosciamo… ma in acqua si muovevano senza limiti, senza costrizioni, senza ausili, liberi… di prendere un sasso e portarlo a galla!
La famiglia studia e porta avanti un metodo di lavoro chiamato Fay. Ci siamo documentate e ogni volta che hanno degli aggiornamenti su nuove tecniche da usare, le condividono con noi così che tutto il gruppo di lavoro segua le stesse attività.
In particolare ci risulta sempre coinvolgente un particolare esercizio di equilibrio e concentrazione che si chiama “l’astronauta”. Jamie e Samuel vengono sistemati in posizione sicura, bendati, e fatti roteare con movimenti lenti e impercettibili, con il fine di abituarli ai rumori improvvisi gettando la paura alle spalle, aiutare la parte meno dominante nella mobilità, e supportare l’equilibrio. È un lavoro di squadra. Il risultato che le nostre Oss si portano a casa è un sorriso sotto la benda dei bimbi: “non vediamo, ma sappiamo che ci siete lì fuori!”
L’assistenza domiciliare non è solo riordino… accompagnamento… igiene della casa e della persona, è entrare in punta di piedi nelle case di chi ce lo chiede, e aggiustarci noi alle loro esigenze o desideri.
Con una buona dose di fantasia, amore per il proprio lavoro, curiosità di imparare, abbattimento di muri e fiducia, possiamo far parte di qualcosa di più, della vita di una famiglia come quella dei nostri gemellini, che apprezza il nostro lavoro e lavora con noi.
Sono meravigliosi i successi che i bimbi stanno avendo da un anno a questa parte, sulle capacità di movimento, ma non solo, e noi abbiamo la fortuna di scoprirli con loro. Sentirsi chiamare TATA da Samuel e vedere la sua voglia immensa di comunicare non ha prezzo. Spesso sono loro che ci chiedono di non sostituirci e di salvaguardare le loro capacità: lo sguardo fermo di José blocca ogni nostro istinto di aiutare nei piccoli gesti i ragazzi… con la complicità di Marcella che comprende e sorride.

Il mio amore per le vicende fragili ha origini familiari e lontane.
Ci sono racconti di viaggi, di costruzione di asili per bambini fragili, di ricordi di lotte per la giustizia e per il riconoscimento delle diversità.
Non ho scelto subito di essere quello che sono. Ho attraversato diversi studi… per poi guardarmi dentro e macinare, esame dopo esame, la consapevolezza che il mio posto è qui, nell’inventarmi ogni giorno un modo per alleviare qualche sofferenza.
Incontriamo volti e persone diverse, e tutti ci restano dentro, ognuno con la sua storia e nel raccontare trattengo ogni episodio che mi ha cambiata.
Francesca Poletti

About the Author: Editrice Dapero

Casa Editrice Indipendente per una cultura condivisa nel settore dell’assistenza agli anziani.

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Jamie e Samu sono due bambini che abbiamo conosciuto circa un anno e mezzo fa. Svolgiamo con loro e con i loro genitori un servizio di assistenza domiciliare per 3 volte a settimana, per aiuto alla persona.
Ma descriverlo è limitativo. Non riesco a dare un’idea di cosa sia la loro casa: fatta in funzione loro, con percorsi tracciati e colorati dove possano liberamente muoversi, piena di giochi, di colori, di amore, di tappeti rotanti con liane di alpinisti inventati dai loro genitori.
Marcella e José sono originari della Val d’Aosta, si sono spostati per far nuotare i loro “pesciolini” e farli seguire dal noto istruttore per bimbi disabili che abbiamo qui in zona.
I bimbi hanno una disabilità importante che limita quasi del tutto la loro attività e autonomia. Quando li abbiamo conosciuti erano in carrozzina entrambi, oggi i loro super genitori hanno fatto arrivare dalla Polonia delle magiche scarpe che oltre a farli stare quasi in piedi ci fanno tutti sognare!
Li definirei due leoni, che lottano con le unghie e con i denti per i loro figli, per farli vivere bene e per creare intorno a loro un ambiente favorevole. Per fare questo non esitano a esigere il dovuto: li ricordo ancora il primo giorno, quando José aprendomi le porte della sua casa e della sua vita, mi disse: “non pretenderemo cose che le oss non possono fare, pretenderemo che facciano bene quello che possono fare”!
Da lì per noi si è aperto un mondo, fatto di scoperte, di conoscenza, di gioco e di tenacia. Ci insegnano che non è mai ora di darsi per vinti, e che sorridere alla vita è un imperativo anche quando le condizioni sono difficili. Co sentiamo appagati quando nelle foto vediamo gli immancabili sorrisi di Jamie e Samuel, che fanno terapia occupazionale, motoria, insieme alle nostre domiciliari e ai loro instancabili genitori.
Quest’estate abbiamo svolto il nostro servizio al mare dimostrando che… si può fare! Marcella e José ci hanno permesso di svolgere le nostre ore in 2 momenti anzi che 3, così da ammortizzare spostamenti e altro, e l’estate è stata una meraviglia. L’aiuto fondamentale nella mobilità e nel supporto alle varie attività ci ha donato un’incredibile voglia di fare e di condividere il nostro lavoro. Ricordo una oss che ci raccontò che fuori dall’acqua Jamie e Samuel erano così come li conosciamo… ma in acqua si muovevano senza limiti, senza costrizioni, senza ausili, liberi… di prendere un sasso e portarlo a galla!
La famiglia studia e porta avanti un metodo di lavoro chiamato Fay. Ci siamo documentate e ogni volta che hanno degli aggiornamenti su nuove tecniche da usare, le condividono con noi così che tutto il gruppo di lavoro segua le stesse attività.
In particolare ci risulta sempre coinvolgente un particolare esercizio di equilibrio e concentrazione che si chiama “l’astronauta”. Jamie e Samuel vengono sistemati in posizione sicura, bendati, e fatti roteare con movimenti lenti e impercettibili, con il fine di abituarli ai rumori improvvisi gettando la paura alle spalle, aiutare la parte meno dominante nella mobilità, e supportare l’equilibrio. È un lavoro di squadra. Il risultato che le nostre Oss si portano a casa è un sorriso sotto la benda dei bimbi: “non vediamo, ma sappiamo che ci siete lì fuori!”
L’assistenza domiciliare non è solo riordino… accompagnamento… igiene della casa e della persona, è entrare in punta di piedi nelle case di chi ce lo chiede, e aggiustarci noi alle loro esigenze o desideri.
Con una buona dose di fantasia, amore per il proprio lavoro, curiosità di imparare, abbattimento di muri e fiducia, possiamo far parte di qualcosa di più, della vita di una famiglia come quella dei nostri gemellini, che apprezza il nostro lavoro e lavora con noi.
Sono meravigliosi i successi che i bimbi stanno avendo da un anno a questa parte, sulle capacità di movimento, ma non solo, e noi abbiamo la fortuna di scoprirli con loro. Sentirsi chiamare TATA da Samuel e vedere la sua voglia immensa di comunicare non ha prezzo. Spesso sono loro che ci chiedono di non sostituirci e di salvaguardare le loro capacità: lo sguardo fermo di José blocca ogni nostro istinto di aiutare nei piccoli gesti i ragazzi… con la complicità di Marcella che comprende e sorride.

Il mio amore per le vicende fragili ha origini familiari e lontane.
Ci sono racconti di viaggi, di costruzione di asili per bambini fragili, di ricordi di lotte per la giustizia e per il riconoscimento delle diversità.
Non ho scelto subito di essere quello che sono. Ho attraversato diversi studi… per poi guardarmi dentro e macinare, esame dopo esame, la consapevolezza che il mio posto è qui, nell’inventarmi ogni giorno un modo per alleviare qualche sofferenza.
Incontriamo volti e persone diverse, e tutti ci restano dentro, ognuno con la sua storia e nel raccontare trattengo ogni episodio che mi ha cambiata.
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