L’ Associazione G. P. Vecchi lavora nel territorio modenese per sostenere i caregiver e le persone con demenza e per aiutare gli under 65 con l’insorgenza precoce della malattia. A fronte del bisogno della popolazione è necessario, dicono, un aiuto maggiore da parte del volontariato

A chi si rivolge l’Associazione G. P. Vecchi Pro Senectute e dementia e quali sono le sue finalità sociali?

L’Associazione G.P. Vecchi si rivolge ai familiari caregivers, comprendendo anche le assistenti domiciliari,  e alle persone con demenza. Svolge, inoltre, anche un’attività rivolta alle persone anziane con la finalità di promuovere la prevenzione del deterioramento cognitivo.

Da circa due anni, oltre alle attività tradizionali, l’Associazione G. P. Vecchi ha rivolto una serie di attività, con il supporto di professionisti, a persone di età inferiore 65 anni con insorgenza precoce della malattia dementigena. L’Associazione G. P. Vecchi collabora con le istituzioni e con le altre Associazioni del territorio.

L’Associazione G.P. Vecchi si prefigge di migliorare la qualità di vita delle persone malate di Alzheimer o di altre malattie dementigene e dei loro familiari attraverso:

  • La diffusione delle informazioni sulla cura e la gestione delle malattie dementigene.
  • Il sostegno psicologico e la formazione dei caregivers e degli ammalati al fine di mantenerne il benessere.
  • Le azioni volte al miglioramento degli standard di presa in carico e di assistenza della persona malata.
  • Lo stimolo allo sviluppo dell’assistenza domiciliare.
  • La promozione di progetti innovativi volti a rispondere ai crescenti bisogni delle famiglie.
  • La valorizzazione delle risorse esistenti nella comunità per favorire il benessere e l’inclusione sociale.
  • La collaborazione alla ricerca nell’ambito delle malattie dementigene.
  • La sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni nei confronti della malattia di Alzheimer e della demenza anche per diffondere una cultura volta ad evitare lo stigma e l’isolamento delle famiglie e delle persone malate.
  • La diffusione e promozione del progetto “Ca’ Nostra”, la comunità famigliare costituita 5 anni fa a Modena.

In cosa consiste il modello comunitario proposto dal progetto “Ca’ Nostra”?

Il progetto “Ca’ Nostra” proposto dall’Associazione G. P. Vecchi è un modello innovativo di coabitazione per anziani con disturbi cognitivi, attivo a Modena dal 2016 è stato il primo in Italia e gestito direttamente dalle famiglie con il supporto della comunità. Gli anziani che la abitano beneficiano della propria dimensione famigliare tipica della propria casa, potenziata da un piano di assistenza sociosanitario che coinvolge badanti, personale specializzato, familiari, associazioni di volontariato.

HOMES

È un’opportunità per le famiglie che risponde ai bisogni dei congiunti tramite una modalità abitativa a costi contenuti che garantisce nel tempo una qualità di vita alta e un alleggerimento dello stress del caregiver. Si tratta di un progetto di welfare di comunità.

Quali sono i valori culturali ed etici principali dell’Associazione G.P. Vecchi?

I valori a cui si ispira l’Associazione G. P. Vecchi sono:

  • Il rispetto dei diritti delle persone malate e dei loro familiari.
  • La solidarietà che si manifesta attraverso l’azione del volontario che, secondo le proprie disponibilità, mette a disposizione dell’altro l’aiuto in situazione di difficoltà.
  • L’ascolto e l’accoglienza per costruire momenti di aiuto.
  • La comunità come contesto fondamentale per lo sviluppo delle attività e per il benessere delle persone.
  • La collaborazione e il lavoro di rete per garantire l’integrazione e l’implementazione delle risorse.

In che modo l’Associazione G. P. Vecchi ha mantenuto attive le attività e le relazioni durante i periodi più complessi della pandemia?

L’Associazione G.P. Vecchi ha cercato di mantenere i contatti telefonici e ha organizzato incontri online sia per i familiari sia per le persone malate.

Come immaginate il futuro prossimo della Associazione G.P. Vecchi e della terza età più in generale

Di fronte ad un incremento delle famiglie coinvolte nella gestione delle persone con demenza sarebbe necessaria una maggiore disponibilità di volontari, che si sono ridotti anche a seguito della pandemia.

Dalla nostra esperienza come Associazione G. P. Vecchi, il problema è anche quello dell’età dei volontari e della necessità di avere anche dei giovani coinvolti in questa attività. Proprio il coinvolgimento delle e la sensibilità delle nuove generazioni verso le persone anziane può costituire un problema per il futuro sui cui riflettere.

La rivista CURA ha dedicato al tema del volontariato un articolo di un’esperienza ben riuscita che ne valorizza il compito per il sostegno sociale dei servizi. Potete leggere l’approfondimento all’articolo “L’importanza del volontariato per la vita di anziani e caregiver: il caso dell’Associazione AIMA Costa Etrusca ODV

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