Il ruolo dell’educatore professionale con l’anziano è soggetto a molteplici definizioni erronee. Di seguito una riflessione per fare chiarezza.

A cura di Valentina Busato e Chiara Cecchinato (psicologhe e formatrici).

Molteplici sono state e sono tutt’ora le definizioni erronee riguardanti il ruolo dell’Educatore Professionale con l’anziano. Un aspetto è infatti ben chiaro: c’è un’enorme confusione circa il ruolo che questo professionista può ricoprire.

Sebbene sia sempre presente una grande necessità di chiarezza circa il suo ruolo e le sue mansioni, ad oggi, la maggior competenza attribuita a questo professionista è quella di “riattivatore”, inteso come colui che è impegnato a stimolare, riattivare il potenziale residuo delle persone con le quali opera.

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Inoltre, se consideriamo più nel dettaglio il lavoro dell’educatore professionale in ambito geriatrico, possiamo comprendere e scoprire il suo ruolo più importante: promuovere un invecchiamento attivo e di successo. Dell’invecchiamento attivo e delle nuove abilità che l’anziano può ancora sviluppare, abbiamo già scritto qui su CURA (se ti interessa approfondire leggi l’articolo delle dottoresse Busato e Cecchinato: “Per un invecchiamento attivo e di successo”).

In questa sede, invece, approfondiamo gli interventi che l’educatore professionale ha a sua disposizione per promuoverlo.

Area cognitiva

  • Stimolazione mnesica, con schede cartacee, tratte dai nostri libri (“Guida Pratica per la stimolazione cognitiva, affettiva, relazionale delle persone anziane istituzionalizzate”, ed. Cleup,) e con mnemotecniche.
  • Stimolazione cognitiva Cybertherapy: cd con training cognitivi computerizzati.

Area affettiva-relazionale

  • Gruppo di auto mutuo aiuto: riflessione e scambio di opinioni riguardanti un dato problema (l’essere vecchi, le perdite psico-fisiche, …), cercando strategie per risolverlo assieme agli operatori (tratto dal nostro libro “Il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto in anziani istituzionalizzati” ed. Cleup)
  • Progetto emozioni: attività di gruppo che mira ad innalzare il tono dell’umore, attraverso la quale si imparano a riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni e a individuare quelle altrui.
  • Progetto reminiscenza: condivisione strutturata del racconto della propria storia di vita, soffermandosi anche sui sentimenti e le emozioni che emergono da questi preziosi ricordi. Con questa attività si lavora non solo sul tono dell’umore, ma anche sulla memoria autobiografica, recuperandone i ricordi e la loro valenza affettiva.Nello svolgimento dell’attività viene utilizzato anche materiale visivo (foto, brevi filmati,…), olfattivo (lavanda, sapone di Marsiglia, salvia,…) o uditivo (canzoni di un tempo) (tratto dal nostro libro “Reminiscenza: come ricordare la memoria. Stimolare la memoria degli anziani con le storie di vita.” Cleup).
  • Attività di rimotivazione: introduzione ed utilizzo di temi di attualità, articoli di giornale o riviste, brani di letteratura o poesie al fine di aumentare l’autostima e migliorare la socializzazione, spronando gli anziani a relazionarsi gli uni con gli altri, parlando e discutendo delle tematiche in oggetto.

Area motoria

  • Longevity training (strumento innovativo tratto dal nostro libro“Longevity Training: un trattamento psico-motorio rivolto ad anziani istituzionalizzati e non” ed. Cleup): gli anziani vengono stimolati a fare degli esercizi psico-motori di gruppo, su base sonora, avvalendosi dell’aromo-cromo-terapia, attraverso tecniche di rilassamento, riattivazione, visualizzazione guidata e training autogeno.
  • Ginnastica dolce/stretching: movimenti semplici e a bassa intensità realizzati in posizione eretta o da seduti (a seconda dell’utenza del centro).
  • Laboratorio di ballo: adattamento dell’attività di ballo alle capacità degli anziani del centro attraverso movimenti di coordinazione e controllo muscolare (in piedi o seduti) su base musicale.
  • Training motori di gruppo o individuali: adattamento e semplificazione di sport come pallavolo, badminton, basket, bocce, bowling, calcio e freccette, mediante l’utilizzo di materiale semplice e facilmente reperibile nella quotidianità. Delle attività che possono essere proposte anche a squadre, per stimolare la competizione, oltre che la sfera ludico-ricreativa.

Area personale

  • Cura del sé: intervento utile all’incremento del benessere e del tono dell’umore, in cui vengono spazzolati ed acconciati i capelli e curate le unghie delle mani (smalto e massaggio mani con crema).
  • Cura dell’ambiente circostante: coinvolgimento dell’anziano nelle diverse attività della struttura al fine di far nascere o mantenere la sensazione di essere ancora utile e abile nella vita quotidiana (spostamento, riordino o posizionamento del materiale con l’affiancamento dell’operatore).

Area manuale

  • Trattamento innovativo M.I.M.A. (Metodo ad Ispirazione Montessoriana per l’Anziano) tratto dal nostro libro “E ora che faccio? Attività da svolgere con l’anziano in RSA o a domicilio” ed. Dapero: applicazione all’ambito geriatrico di alcuni principi cardine del Metodo Montessori e creazione, da parte degli anziani, di materiale ad ispirazione Montessoriana (libri, cubi, calendari, ecc.), che successivamente sarà utilizzato e venduto ai bambini del territorio o agli anziani con sindrome dementigena per imparare o stimolare varie attività della vita quotidiana (allacciarsi le scarpe, contare, stimolare la motricità, ecc.). Questa è un’attività molto utile al fine di creare maggiore integrazione tra gli utenti del centro e la territorialità.
  • Laboratorio di cucito creativo, patchwork, feltro, uncinetto e lavoro a maglia; laboratorio con le perle; laboratorio con il legno; laboratorio di cucina; laboratorio grafico-pittorico; laboratorio di ortoterapia.

Tutti i manufatti creati attraverso i laboratori sopra citati hanno una duplice funzione perché, da un lato, stimolano la sfera manuale e mnesica, dall’altro, possono essere venduti presso mercatini o feste del territorio, innalzando così l’asse timico, il senso di autoefficacia, la percezione del senso di sé e delle proprie abilità positive.

Area ricreativa-di socializzazione

  • Laboratorio di canto/karaoke: canto in occasione delle festività, da proporre anche in momenti di festa in cui è coinvolto anche il territorio.
  • Giochi in scatola: dama, scacchi, gioco dell’oca, tombola con piccoli premi, carte, puzzle, ecc.
  • Gite e uscite di gruppo: in giornata, nel territorio circostante (mercato, centro commerciale, santuari, ecc.).
  • Soggiorno estivo: da proporre al mare o in montagna nella prima settimana di settembre, coinvolgendo anche gli anziani del territorio.

Libri di riferimento per l’attuazione delle diverse attività

  • Busato Valentina, Cecchinato Chiara, Ruggeri Sebastiano Carmelo (2020). Pillole di saggezza. Casa Editrice Dapero: Piacenza.
  • Busato Valentina et al. (2019). Raccontando la nostra storia, Cleup:Padova.
  • Busato Valentina  et al. (2012). Mente corpo: la chiave del benessere. Supernova:Venezia.
  • Busato Valentina, Bordin Adalberto & Mantoan Vanessa (2011). Reminiscenza: come ricordare la memoria. Stimolare la memoria degli anziani con le storie di vita. Cleup:Padova.
  • Gaspari Fabrizio, Busato Valentina & Bordin Adalberto (2011). Longevity Training: un trattamento psico-motorio rivolto ad anziani istituzionalizzati e non. Cleup:Padova.
  • Busato Valentina, Bordin Adalberto & Rossella Basso (2011). M.Im.O.S.A.: trattamento del disorientamento spaziale degli anziani. Cleup:Padova.
  • Busato Valentina & Bordin Adalberto (2009). Giuda pratica per la stimolazione cognitiva, affettiva e relazionale delle persone anziane istituzionalizzate. Cleup:Padova.
  • Bragato Sara, Busato Valentina & Bordin Adalberto (2009). Il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto in anziani istituzionalizzati. Strategie per la promozione del benessere psicologico. Cleup:Padova.

 

 

E ora che faccio Ed Dapero cover libro

 

Non sono più io, Editrice Dapero

 

 

About the Author: Valentina Busato

Coordinatrice Psicologa clinica e dell'invecchiamento. Pedagogista presso Centro Anziani Anni Sereni Città di San Donà Di Piave (VE), presso consorzio sociale cps.

Il ruolo dell’educatore professionale con l’anziano è soggetto a molteplici definizioni erronee. Di seguito una riflessione per fare chiarezza.

A cura di Valentina Busato e Chiara Cecchinato (psicologhe e formatrici).

Molteplici sono state e sono tutt’ora le definizioni erronee riguardanti il ruolo dell’Educatore Professionale con l’anziano. Un aspetto è infatti ben chiaro: c’è un’enorme confusione circa il ruolo che questo professionista può ricoprire.

Sebbene sia sempre presente una grande necessità di chiarezza circa il suo ruolo e le sue mansioni, ad oggi, la maggior competenza attribuita a questo professionista è quella di “riattivatore”, inteso come colui che è impegnato a stimolare, riattivare il potenziale residuo delle persone con le quali opera.

Inoltre, se consideriamo più nel dettaglio il lavoro dell’educatore professionale in ambito geriatrico, possiamo comprendere e scoprire il suo ruolo più importante: promuovere un invecchiamento attivo e di successo. Dell’invecchiamento attivo e delle nuove abilità che l’anziano può ancora sviluppare, abbiamo già scritto qui su CURA (se ti interessa approfondire leggi l’articolo delle dottoresse Busato e Cecchinato: “Per un invecchiamento attivo e di successo”).

In questa sede, invece, approfondiamo gli interventi che l’educatore professionale ha a sua disposizione per promuoverlo.

Area cognitiva

  • Stimolazione mnesica, con schede cartacee, tratte dai nostri libri (“Guida Pratica per la stimolazione cognitiva, affettiva, relazionale delle persone anziane istituzionalizzate”, ed. Cleup,) e con mnemotecniche.
  • Stimolazione cognitiva Cybertherapy: cd con training cognitivi computerizzati.

Area affettiva-relazionale

  • Gruppo di auto mutuo aiuto: riflessione e scambio di opinioni riguardanti un dato problema (l’essere vecchi, le perdite psico-fisiche, …), cercando strategie per risolverlo assieme agli operatori (tratto dal nostro libro “Il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto in anziani istituzionalizzati” ed. Cleup)
  • Progetto emozioni: attività di gruppo che mira ad innalzare il tono dell’umore, attraverso la quale si imparano a riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni e a individuare quelle altrui.
  • Progetto reminiscenza: condivisione strutturata del racconto della propria storia di vita, soffermandosi anche sui sentimenti e le emozioni che emergono da questi preziosi ricordi. Con questa attività si lavora non solo sul tono dell’umore, ma anche sulla memoria autobiografica, recuperandone i ricordi e la loro valenza affettiva.Nello svolgimento dell’attività viene utilizzato anche materiale visivo (foto, brevi filmati,…), olfattivo (lavanda, sapone di Marsiglia, salvia,…) o uditivo (canzoni di un tempo) (tratto dal nostro libro “Reminiscenza: come ricordare la memoria. Stimolare la memoria degli anziani con le storie di vita.” Cleup).
  • Attività di rimotivazione: introduzione ed utilizzo di temi di attualità, articoli di giornale o riviste, brani di letteratura o poesie al fine di aumentare l’autostima e migliorare la socializzazione, spronando gli anziani a relazionarsi gli uni con gli altri, parlando e discutendo delle tematiche in oggetto.

Area motoria

  • Longevity training (strumento innovativo tratto dal nostro libro“Longevity Training: un trattamento psico-motorio rivolto ad anziani istituzionalizzati e non” ed. Cleup): gli anziani vengono stimolati a fare degli esercizi psico-motori di gruppo, su base sonora, avvalendosi dell’aromo-cromo-terapia, attraverso tecniche di rilassamento, riattivazione, visualizzazione guidata e training autogeno.
  • Ginnastica dolce/stretching: movimenti semplici e a bassa intensità realizzati in posizione eretta o da seduti (a seconda dell’utenza del centro).
  • Laboratorio di ballo: adattamento dell’attività di ballo alle capacità degli anziani del centro attraverso movimenti di coordinazione e controllo muscolare (in piedi o seduti) su base musicale.
  • Training motori di gruppo o individuali: adattamento e semplificazione di sport come pallavolo, badminton, basket, bocce, bowling, calcio e freccette, mediante l’utilizzo di materiale semplice e facilmente reperibile nella quotidianità. Delle attività che possono essere proposte anche a squadre, per stimolare la competizione, oltre che la sfera ludico-ricreativa.

Area personale

  • Cura del sé: intervento utile all’incremento del benessere e del tono dell’umore, in cui vengono spazzolati ed acconciati i capelli e curate le unghie delle mani (smalto e massaggio mani con crema).
  • Cura dell’ambiente circostante: coinvolgimento dell’anziano nelle diverse attività della struttura al fine di far nascere o mantenere la sensazione di essere ancora utile e abile nella vita quotidiana (spostamento, riordino o posizionamento del materiale con l’affiancamento dell’operatore).

Area manuale

  • Trattamento innovativo M.I.M.A. (Metodo ad Ispirazione Montessoriana per l’Anziano) tratto dal nostro libro “E ora che faccio? Attività da svolgere con l’anziano in RSA o a domicilio” ed. Dapero: applicazione all’ambito geriatrico di alcuni principi cardine del Metodo Montessori e creazione, da parte degli anziani, di materiale ad ispirazione Montessoriana (libri, cubi, calendari, ecc.), che successivamente sarà utilizzato e venduto ai bambini del territorio o agli anziani con sindrome dementigena per imparare o stimolare varie attività della vita quotidiana (allacciarsi le scarpe, contare, stimolare la motricità, ecc.). Questa è un’attività molto utile al fine di creare maggiore integrazione tra gli utenti del centro e la territorialità.
  • Laboratorio di cucito creativo, patchwork, feltro, uncinetto e lavoro a maglia; laboratorio con le perle; laboratorio con il legno; laboratorio di cucina; laboratorio grafico-pittorico; laboratorio di ortoterapia.

Tutti i manufatti creati attraverso i laboratori sopra citati hanno una duplice funzione perché, da un lato, stimolano la sfera manuale e mnesica, dall’altro, possono essere venduti presso mercatini o feste del territorio, innalzando così l’asse timico, il senso di autoefficacia, la percezione del senso di sé e delle proprie abilità positive.

Area ricreativa-di socializzazione

  • Laboratorio di canto/karaoke: canto in occasione delle festività, da proporre anche in momenti di festa in cui è coinvolto anche il territorio.
  • Giochi in scatola: dama, scacchi, gioco dell’oca, tombola con piccoli premi, carte, puzzle, ecc.
  • Gite e uscite di gruppo: in giornata, nel territorio circostante (mercato, centro commerciale, santuari, ecc.).
  • Soggiorno estivo: da proporre al mare o in montagna nella prima settimana di settembre, coinvolgendo anche gli anziani del territorio.

Libri di riferimento per l’attuazione delle diverse attività

  • Busato Valentina, Cecchinato Chiara, Ruggeri Sebastiano Carmelo (2020). Pillole di saggezza. Casa Editrice Dapero: Piacenza.
  • Busato Valentina et al. (2019). Raccontando la nostra storia, Cleup:Padova.
  • Busato Valentina  et al. (2012). Mente corpo: la chiave del benessere. Supernova:Venezia.
  • Busato Valentina, Bordin Adalberto & Mantoan Vanessa (2011). Reminiscenza: come ricordare la memoria. Stimolare la memoria degli anziani con le storie di vita. Cleup:Padova.
  • Gaspari Fabrizio, Busato Valentina & Bordin Adalberto (2011). Longevity Training: un trattamento psico-motorio rivolto ad anziani istituzionalizzati e non. Cleup:Padova.
  • Busato Valentina, Bordin Adalberto & Rossella Basso (2011). M.Im.O.S.A.: trattamento del disorientamento spaziale degli anziani. Cleup:Padova.
  • Busato Valentina & Bordin Adalberto (2009). Giuda pratica per la stimolazione cognitiva, affettiva e relazionale delle persone anziane istituzionalizzate. Cleup:Padova.
  • Bragato Sara, Busato Valentina & Bordin Adalberto (2009). Il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto in anziani istituzionalizzati. Strategie per la promozione del benessere psicologico. Cleup:Padova.

 

 

E ora che faccio Ed Dapero cover libro

 

Non sono più io, Editrice Dapero

 

 

About the Author: Valentina Busato

Coordinatrice Psicologa clinica e dell'invecchiamento. Pedagogista presso Centro Anziani Anni Sereni Città di San Donà Di Piave (VE), presso consorzio sociale cps.

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