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Un progetto intergenerazionale a ‘Ca Arnaldi: l’incontro fra anziani e giovani di Noventa Vicentina per rinascere e oltrepassare i confini dell’età e per abbattere i muri dell’isolamento

L’incontro fra anziani e ragazzi per superare la pandemia

L’esperienza del 2020, nella sua complessità e difficoltà dovute alla pandemia, ha lasciato un segno particolare al Centro Servizi Ca’ Arnaldi di Noventa Vicentina. Nel mese di febbraio, in cui tutti siamo stati costretti ad una chiusura forzata, soprattutto gli anziani che hanno subìto la lontananza dagli affetti più cari, è nato un progetto intergenerazionale che aveva in sé la volontà di rinascita e ha dimostrato nel tempo una forza e una resilienza capaci di oltrepassare anche i confini territoriali, facendosi conoscere all’estero (1) e ricevendo i complimenti del Capo dello Stato Sergio Mattarella.


Con una mail che ho inviato personalmente all’Istituto Comprensivo Fogazzaro e al Liceo delle scienze umane Masotto è partita la proposta rivolta agli studenti di restare vicini in modo concreto, seppur a distanza, agli anziani della struttura, attraverso messaggi, lettere, disegni o qualsiasi cosa potesse far sentire unite le due generazioni che, in un momento così drammatico, condividevano la difficoltà di vivere la lontananza, il distacco, l’impossibilità di ricevere un abbraccio o una semplice stretta di mano, per trovare un sostegno reciproco e un arricchimento umano che, nelle situazioni più critiche, spesso emergono con forza.


Così è stato infatti per anziani e ragazzi di Noventa e così è nato il progetto intergenerazionale: la vicinanza dimostrata dai più giovani a coloro che fin da subito sono stati chiamati “nonni”, con la voglia di sentirsi legati da qualcosa che va oltre il legame di sangue, si è fatta concreta con l’arrivo in struttura di centinaia di messaggi d’affetto, disegni e lettere che hanno abbracciato virtualmente gli anziani e tutti coloro che qui lavorano a contatto con i più fragili.

Questo grande abbraccio non è stato momentaneo, dettato solamente dall’affrontare insieme il periodo più duro del lockdown, ma è proseguito spontaneamente nei mesi successivi, con le risposte degli anziani ai ragazzi per ringraziarli di tanto affetto, facendo emergere un desiderio profondo di creare un legame duraturo e sempre più saldo, realizzando incontri a distanza con l’aiuto delle piattaforme scolastiche, fino ad arrivare, con la bella stagione, anche agli incontri in presenza, approfittando del grande parco di Ca’ Arnaldi che ha ospitato, all’ombra dei suoi grandi tigli, nonni e nipoti acquisiti.

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“Ad un millimetro dal cuore”: un libro per valorizzare il progetto intergenerazionale e il progetto Erasmus+


Per non perdere la grande ricchezza di ciò che stava accadendo, ho voluto raccogliere le testimonianze e gli incontri nel libro intitolato “Ad un millimetro dal cuore” (2), perché quanto realizzato dal progetto intergenerazionale potesse essere condiviso, dimostrando che anche i momenti più critici, se vissuti trovando il modo di trasformarli in opportunità, possono far scaturire un patrimonio di valori e di ricchezza umana straordinari.


Il 2021 ha portato poi alla volontà, da parte dell’Istituto Fogazzaro, di inserire Ca’ Arnaldi nel progetto Erasmus+, dal titolo “Connecting Ages to shape future”, collaborando per realizzare incontri anche con gli studenti dei Paesi europei partners della scuola di Noventa, ossia Portogallo, Spagna e Finlandia.

Il filo conduttore è l’incontro intergenerazionale come fonte di arricchimento valoriale e umano, declinato in varie esperienze sia a distanza sia in presenza, e il logo scelto per il progetto vede raffigurate una mano piccola e una mano grande, simbolo del legame intergenerazionale, elemento che ha valorizzato ulteriormente il percorso fatto lo scorso anno dagli anziani e dai ragazzi.

“uMani”: l’installazione itinerante che rappresenta lo scambio generazionale


Quando, poi, a settembre di quest’anno, l’installazione migrante di Flavio Pagano (scrittore e giornalista, qui nei panni di artista visivo), dal titolo “uMani”, è stata presentata a Cesenatico come simbolo dell’Alzheimer Fest, ho voluto fortemente che fosse ospitata anche a Noventa, e avesse la possibilità di essere accolta anche fra i nostri anziani di Ca’ Arnaldi, riconoscendo in quest’opera un significato profondo che si armonizzava perfettamente con i concetti sottesi dall’interscambio del nostro progetto intergenerazionale.

L’incontro tra nonni e nipoti nel parco della struttura, in programma a fine settembre, ha visto “uMani” protagonista. Come ha spiegato l’autore Flavio Pagano,

“uMani è fatta di ferro e di luce, per simboleggiare la durezza delle difficoltà e la leggerezza dell’amore”.

Qualcuno degli ospiti mi ha confidato che “uMani è come un filo che ci unisce”, e ritengo che sia proprio così: il suo migrare attraverso l’Italia, a partire dal Comune irpino di Monteverde, dov’è stata realizzata, per toccare poi Cesenatico, Noventa Vicentina (da dove si è poi trasferita a La Spezia) si immerge nella quotidianità, amplificandone i significati e trasmettendo consapevolezza.


Ciò che è avvenuto a Noventa in questi mesi è la dimostrazione che l’età e la distanza non sono ostacoli per chi voglia davvero stare accanto ai propri cari: e che proprio nel prendersi cura l’uno dell’altro, risiede il vero valore della vita.


Note:

  1. Nel quotidiano brasiliano “Folha de Sao Paulo” è comparso un articolo relativo al progetto intergenerazionale, firmato dalla giornalista Michele Oliveira.
  2. Ad un millimetro dal cuore – Paola Benetti – ed.Youcanprint; tradotto in inglese con il titolo “Close to the heart”.

About the Author: Paola Benetti

Educatrice Professionale presso centro servizi Ca' Arnaldi

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