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La “resilienza” è anche una questione di fantasia: Villa Sorriso ha detto basta al bianco, colore simbolo dell’emergenza pandemica, e ha deciso lasciare spazio al colore in residenza. Un gesto che ha riaffermato la gioia e ha fortificato l’équipe di cura

a cura di Alice & Evelina di Villa Sorriso di Marano sul Panaro (MO)

Una cuffia colorata, un simbolo di resilienza

Può una cuffia colorata essere considerata una manifestazione di “resilienza”? Pare proprio di sì. Lo sanno bene gli operatori delle residenze assistite, che con la comparsa del virus Sars-Cov 2, ormai due anni fa, hanno dovuto dapprima nascondere dietro le mascherine i loro sorrisi, poi le loro divise colorate sotto tute idrofobe bianche e infine i loro capelli sotto una retina monouso. Gli operatori hanno avvertito il disagio di veder mortificata la manifestazione della propria personalità e identità professionale dai coprenti dispositivi.

Di colpo il bianco è diventato il colore imperativo dell’emergenza, della paura, della preoccupazione e gli anziani delle stesse residenze si sono ritrovati senza punti di riferimento per poter riconoscere e distinguere i loro operatori di cura. Allo stesso tempo gli operatori si sono misurati anche con un altro aspetto legato all’uso prolungato dei dispositivi di protezione Covid, ovvero col fastidio e col dolore provocato dagli elastici stretti delle mascherine Ffp2.

Riaffermare la propria identità: l’intuizione dell’équipe di cura di Villa Sorriso


Il doversi adattare alla situazione limitando i danni ha portato quindi l’intera équipe del pensionato per anziani Villa Sorriso S.r.l di Marano sul Panaro, in provincia di Modena, ad adottare e a fare propria l’intuizione di alcuni operatori di comprare delle cuffie chirurgiche dotate di bottone per agganciare l’elastico delle mascherine, riducendo in tal modo lo stress e il disagio quando le si indossano per lungo tempo.

WITA


Dopo aver chiesto e ottenuto il consenso per utilizzare queste cuffie al posto di quelle monouso di retina, gli operatori hanno potuto dare sfogo alle loro individuali personalità, scegliendo di comprare cuffie stampate con i loro soggetti o colori preferiti.

Dalla strategia di pochi a una risorsa di squadra


Il benessere avvertito ha fatto sì, quindi, che la strategia di pochi diventasse una risorsa di squadra. L’insieme variopinto di queste cuffie, oltre a risolvere un problema imperioso e doloroso, ha creato una nota allegra e colorata che svetta su tutto il bianco dei dispositivi di sicurezza e la dice lunga su ogni operatore.


Del resto, per dirla con le parole dello scrittore statunitense Ray Bradbury, “devi iniettarti ogni giorno un po’ di fantasia per non morire di realtà.”
Sappiamo che presto tutto questo finirà. E noi sentiamo che queste bandane dovranno restare ancora per un po’ appese all’ingresso della struttura, con le foto che abbiamo scattato insieme ai residenti, quali segno di un tempo di dolore attraversato con coraggio, colore e calore. Insieme, uniti come una squadra ad alto potenziale: “noi”, quelli di Villa Sorriso.

(Alice & Evelina)

L’esperienza di Villa Sorriso riportata in rivista CURA è significativa perché rappresenta un esempio ben riuscito di innovazione e di resilienza per le organizzazioni sociosanitarie. Attraverso l’introduzione di un semplice cambiamento, proposto dall’équipe di cura e non dagli organi dirigenziali, la globale percezione di benessere è mutata. Ben vengano esempi di questo genere!

Voi quale innovazione avete sperimentato nelle vostre strutture? Se volete raccontarci la vostra esperienza scrivete alla redazione! Inviate una proposta a info@rivistacura.it.

Per approfondire: cos’è un’organizzazione resiliente?

“Un’organizzazione sociosanitaria resiliente si distingue per la sua capacità di mantenere legami con il territorio, nonostante le distanze imposte, ma anche per la competenza adattiva dei professionisti. Però il cuore della resilienza è fatto dalle abilità di comunicazione”. Un approfondimento in tema di resilienza sociosanitaria apparso su rivista CURA nell’articolo di Rita D’Alfonso e Cinzia Siviero: “Le 5 caratteristiche di un’organizzazione sociosanitaria resiliente”.

About the Author: Editrice Dapero

Casa Editrice Indipendente per una cultura condivisa nel settore dell’assistenza agli anziani.

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Una cuffia colorata, un simbolo di resilienza

Può una cuffia colorata essere considerata una manifestazione di “resilienza”? Pare proprio di sì. Lo sanno bene gli operatori delle residenze assistite, che con la comparsa del virus Sars-Cov 2, ormai due anni fa, hanno dovuto dapprima nascondere dietro le mascherine i loro sorrisi, poi le loro divise colorate sotto tute idrofobe bianche e infine i loro capelli sotto una retina monouso. Gli operatori hanno avvertito il disagio di veder mortificata la manifestazione della propria personalità e identità professionale dai coprenti dispositivi.

Di colpo il bianco è diventato il colore imperativo dell’emergenza, della paura, della preoccupazione e gli anziani delle stesse residenze si sono ritrovati senza punti di riferimento per poter riconoscere e distinguere i loro operatori di cura. Allo stesso tempo gli operatori si sono misurati anche con un altro aspetto legato all’uso prolungato dei dispositivi di protezione Covid, ovvero col fastidio e col dolore provocato dagli elastici stretti delle mascherine Ffp2.

Riaffermare la propria identità: l’intuizione dell’équipe di cura di Villa Sorriso


Il doversi adattare alla situazione limitando i danni ha portato quindi l’intera équipe del pensionato per anziani Villa Sorriso S.r.l di Marano sul Panaro, in provincia di Modena, ad adottare e a fare propria l’intuizione di alcuni operatori di comprare delle cuffie chirurgiche dotate di bottone per agganciare l’elastico delle mascherine, riducendo in tal modo lo stress e il disagio quando le si indossano per lungo tempo.


Dopo aver chiesto e ottenuto il consenso per utilizzare queste cuffie al posto di quelle monouso di retina, gli operatori hanno potuto dare sfogo alle loro individuali personalità, scegliendo di comprare cuffie stampate con i loro soggetti o colori preferiti.

Dalla strategia di pochi a una risorsa di squadra


Il benessere avvertito ha fatto sì, quindi, che la strategia di pochi diventasse una risorsa di squadra. L’insieme variopinto di queste cuffie, oltre a risolvere un problema imperioso e doloroso, ha creato una nota allegra e colorata che svetta su tutto il bianco dei dispositivi di sicurezza e la dice lunga su ogni operatore.


Del resto, per dirla con le parole dello scrittore statunitense Ray Bradbury, “devi iniettarti ogni giorno un po’ di fantasia per non morire di realtà.”
Sappiamo che presto tutto questo finirà. E noi sentiamo che queste bandane dovranno restare ancora per un po’ appese all’ingresso della struttura, con le foto che abbiamo scattato insieme ai residenti, quali segno di un tempo di dolore attraversato con coraggio, colore e calore. Insieme, uniti come una squadra ad alto potenziale: “noi”, quelli di Villa Sorriso.

(Alice & Evelina)

L’esperienza di Villa Sorriso riportata in rivista CURA è significativa perché rappresenta un esempio ben riuscito di innovazione e di resilienza per le organizzazioni sociosanitarie. Attraverso l’introduzione di un semplice cambiamento, proposto dall’équipe di cura e non dagli organi dirigenziali, la globale percezione di benessere è mutata. Ben vengano esempi di questo genere!

Voi quale innovazione avete sperimentato nelle vostre strutture? Se volete raccontarci la vostra esperienza scrivete alla redazione! Inviate una proposta a info@rivistacura.it.

Per approfondire: cos’è un’organizzazione resiliente?

“Un’organizzazione sociosanitaria resiliente si distingue per la sua capacità di mantenere legami con il territorio, nonostante le distanze imposte, ma anche per la competenza adattiva dei professionisti. Però il cuore della resilienza è fatto dalle abilità di comunicazione”. Un approfondimento in tema di resilienza sociosanitaria apparso su rivista CURA nell’articolo di Rita D’Alfonso e Cinzia Siviero: “Le 5 caratteristiche di un’organizzazione sociosanitaria resiliente”.

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