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Cosa accade quando da ente covid free si diventa covid full? Cosa possiamo imparare da un’esperienza come questa? In che termini è cambiato il nostro prenderci cura dei residenti anziani? Una riflessione dalla Casa Albergo Salce di Treviso (ISRAA)

Di Laura Lionetti (coordinatrice Casa Albergo Salce, ISRAA)

Verso l’essenza del lavoro di cura dell’anziano

Quando da covid free si diventa covid full cambia tutto.
Quello che al pensare era inimmaginabile, in un attimo diventa la realtà.
Quello che avevi ascoltato, visto e letto delle esperienze degli altri diventa la tua esperienza.
E inizia un viaggio faticoso, travolgente, drammatico, che porta all’essenza del lavoro di cura dell’anziano e delle relazioni.

Attrezzare un’ala covid, fare i trasferimenti, comunicare ai familiari, lavorare bardati come palombari, applicare protocolli e procedure, riorganizzare e riorganizzarsi continuamente, restare con il fiato sospeso ogni settimana facendo i tamponi, piangere, fare video chiamate, stravolgere la vita degli anziani…

Le priorità diventano:
– contenere la diffusione del virus
– sostenere i residenti
– sostenere i familiari
– sostenere il personale

HOMES

È dura perché da una progettualità in cui si lavorava sulla qualità dell’assistenza e sul sostenere i desideri, dare vita ai sogni, creare anche qualcosa di speciale, si passa ad una realtà in cui dobbiamo limitare, contenere, distanziare.

È un’esperienza che richiede un cambiamento del modo di pensare, un arrendersi al fatto che quello che c’era prima non c’è più e il futuro sarà diverso dal prima. Si tratta, come nelle discipline orientali, di cedere qualcosa per poter fare la mossa migliore.

Alla scoperta di nuove potenzialità

E mentre attraversiamo questa esperienza scopriamo nuove potenzialità, dei residenti, degli anziani, dei familiari. Il “buongiorno vecchie” dell’assistente sociale, appuntamento fisso per salutare e sostenere le residenti in isolamento; le signore dell’igiene ambientale che lasciano post it di incoraggiamento nelle camere; residenti che devono essere trasferiti dal loro mondo ad un posto che sembra un ospedale e spesso sorprendendoci riescono ad ambientarsi.

E poi ancora: la morte veloce e ravvicinata di chi abbiamo seguito per anni, l’esperienza degli OSS di essere i “prossimi” al morente in assenza dei familiari; OSS che saltano riposi e non si tirano indietro, infermieri che fanno doppi turni; familiari che oltre a chiedere notizie del loro caro si preoccupano del personale; anziani che attraversano il covid e tornano nelle loro stanze di autosufficienti, anziani che restano compromessi…

E quello che era ostacolo e ricerca, diventa esperienza grazie all’emergenza.
La comprensione della complessità di casa albergo, l’integrazione tra tutte le figure professionali, un senso condiviso di ricerca di cosa serve alla persona… bere-mangiare-essere alzati… ma anche una piccola passeggiata accompagnati in giardino, il condividere con i familiari l’invio delle merendine preferite…

Cosa può restare?

E ora che siamo nuovamente covid free, ecco cosa vorrei restasse di questa esperienza:
– la Flessibilità;
– la ricerca e la consapevolezza delle Azioni di valore;
– la Narrazione di una quotidianità straordinaria;
– il Radicamento che può dare la grandezza dell’esperienza umana.


Ringraziamo Laura Lionetti, coordinatrice della Casa Albergo Salce di Treviso, per aver condiviso con noi la sua storia e il suo pensiero di ciò che può significare essere passati attraverso questa esperienza. Molte RSA hanno dovuto fare i conti con il covid in questa seconda ondata e tanti professionisti ci hanno scritto raccontando da un lato i disagi e la stanchezza, dall’altro le forme di resilienza possibile e le strategie messe in campo per non perdere il senso della cura all’anziano. Ogni storia di vita è in questo momento un contributo prezioso: ne puoi trovare altre alla sezione Libri e storie di CURA.

Oppure puoi scriverci la tua, inviandola per mail all’indirizzo info@rivistacura.it. Saremo lieti di leggerla e di valutarne la pubblicazione.

About the Author: Editrice Dapero

Casa Editrice Indipendente per una cultura condivisa nel settore dell’assistenza agli anziani.

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